Humberto Maturana, Francisco Varela
L'albero della conoscenza
Milano, Garzanti, 1992

Simona Caraceni




Gli autori invitano il lettore ad "interrompere l'abitudine a cadere nella tentazione della certezza" ed a considerare con occhi nuovi la conoscenza.
Inizia così un avvincente percorso attraverso le pagine di questo libro, reso ancor più piacevole dall'atmosfera quasi confidenziale che i due scrittori riescono a creare, qualunque sia l' argomento trattato. Il testo è arricchito dalle divertenti ed appropriate illustrazioni, dagli schemi esaustivi e da provvidenziali schede tecniche chiarificatrici.
Dopo una introduzione metodologica, Varela e Maturana iniziano a considerare la conoscenza a partire dagli esseri più semplici, i monocellulari e gli invertebrati. Essi sono d'altronde esseri viventi come tutti gli altri; la loro conoscenza è una conoscenza a tutti gli effetti, anche se si esplica nel metabolismo o in strane reazioni chimiche. Ognuno di detti organismi possiede anche una storia tangibile nella propria struttura, originantesi dalla storia delle riproduzioni (o divisioni, o repliche) che la precedono. Passando a forme di vita più complesse ed organizzate si arriva alla selezione naturale ed a considerare le forme sociali delle specie più evolute, contraddistinte da un sistema nervoso più specializzato. Esso determina, in misure differenti nei suoi vari stadi di evoluzione delle diverse specie conosciute, la conoscenza ed i fenomeni sociali di esseri umani, primati e così via.
In conclusione, come in un'opera di Escher, la conoscenza determina la stessa domanda sulla conoscenza, in un tutto circolare, che ci spinge a non trincerarci dietro certezze del tutto aleatorie e stantie, ma a considerare i fatti nella loro interezza, e senza scordare, perché no, che: "...Senza amore, senza accettazione dell'altro da parte di ciascuno non c'è socializzazione, e senza socializzazione non c'é umanità...."