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Le due fasi del Web
Poiché intorno al mese di maggio 94 la versione di NetMagazine in FirstClass aveva raggiunto una certa maturità, la redazione si interrogò sulla possibilità di realizzare anche una versione di NetMagazine per il Web, con cui verificare la potenzialità di sinergie e di opportunità comunicative. Per un periodo abbastanza lungo dunque (dall'ottobre '94 al maggio '96) entrambe le versioni (FirstClass e Web) di NetMagazine furono online, perché ci sembrava che la dualità di quell'esperienza e le sinergie che ne scaturivano fossero interessanti. Questa dualità della pubblicazione rimase finché l'energia necessaria al mantenimento della versione Web non consentì più di dedicarsi alla versione FirstClass, che fu abbandonata. Ma perché fare due versioni diverse della stessa cosa? Perché queste due edizioni non erano la stessa cosa. Programmi - all'epoca - come Netscape e Mosaic (allora non esisteva ancora Internet Explorer di Microsoft) consentono una fruizione ipermediale ma sono deboli nellinterazione dialogica, come per esempio nei forum, o dove la comunicazione ha bisogno di botta e risposta, dove cè uninterazione più viva, dove è necessaria uninformazione tempestiva. Netscape e Mosaic, in fondo, sono vetrine dove lutente è davanti a qualcosa che può solo, interattivamente, consultare e prendere. FirstClass, invece, pur non essendo ipermediale dà la possibilità di scambiare messaggi, di partecipare a discussioni, di comunicare in tempo reale. Ed era utilizzato da gran parte di chi si collegava telefonicamente a NetMagazine o da chi non aveva accesso a Internet (allepoca la maggioranza dei nostri lettori). La fruizione mediante FirstClass era dunque di natura prettamente locale, mentre quella tramite i browser HTML è planetaria. Ma vi erano anche altre importanti differenze tra le due edizioni. Quella in FirstClass era un database in continuo aggiornamento e accrescimento, una pubblicazione quindi non periodica, versata nella dimensione dialogica della comunicazione, nella discussione e nellinformazione, adatta a seguire direttamente e in tempo reale, sul campo, in maniera immediata, le manifestazioni a cui NetMagazine partecipava. Ledizione World Wide Web era invece un laboratorio di sperimentazione multimediale, dove linformazione era presentata in forma più ricca e articolata. NetMagazine-WWW era una pubblicazione periodica, periodicamente aggiornata, aperta alle novità tecnologiche di comunicazione e di interfaccia, attenta alla grafica e alla presentazione multimediale e ipertestuale dellinformazione. Dunque si trattava di due cose diverse, anche se in sinergia tra loro, di due modi di fare e fruire NetMagazine. Se lutente voleva partecipare ai forum di discussione bastava che scaricasse sul suo computer il software FirstClass e che con esso si collegasse alla BBS (mediante telefonata diretta o protocollo TCP/IP). Il maggiore impegno redazionale richiesto dalle due versioni di NetMag, la crescita tecnica e gli impegni universitari portarono alcuni studenti ad abbandonare il primo nucleo redazionale, sia perché avevano raggiunto unesperienza tale da poter essere soggetti interessanti sul mercato del lavoro (nel quale iniziava ad esserci grande richiesta per queste professionalità), sia perché alcuni di essi stavano per laurearsi e non potevano più garantire quellimpegno che avevano dato in precedenza. Il gruppo di ricerca perse alcuni elementi e ne acquistò altri. NetMagazine crebbe di notorietà, anche al di fuori degli addetti ai lavori, e incrementò il numero dei collaboratori esterni.
Quando nel maggio 94 si decise di realizzare anche una versione di NetMagazine per il Web, allepoca in Italia non esistevano riviste sul World Wide Web, e anche a livello internazionale gli esempi erano abbastanza pochi (per esempio la celebrata Wired sarebbe comparsa solo nellottobre 94). Essendo in Internet, NetMagazine, avrebbe avuto le potenzialità di una fruizione molto più ampia, planetaria, ma questo nuovo progetto avrebbe posto anche notevoli problemi redazionali, sia dal punto di vista del lavoro aggiuntivo rispetto alledizione in FirstClass, sia dal punto di vista della programmazione e della grafica, dal momento che il Web consentiva un impatto grafico, multimediale e ipertestuale molto più accentuato che allinterno dellambiente di FirstClass. Inoltre nessun membro del team aveva esperienza di programmazione HTML (il linguaggio del Web) mentre erano scarse le esperienze di grafica, e anche dal punto di vista tecnico era necessaria una strumentazione che il Centro Studi Baskerville non possedeva (come, ad esempio, uno scanner). Il progetto di ricerca proseguì per tutto il 95 e per i primi mesi del 96. La versione di NetMagazine in FirstClass aveva ormai abbondantemente superato i due anni, mentre quella sul Web compiva un anno. Il lavoro redazionale e tecnico si era notevolmente perfezionato. Nellaprile 96 la pubblicazione era ormai matura, e il progetto di ricerca poteva considerare raggiunti i propri obiettivi.
Il Centro Studi Baskerville, essendo unentità no-profit, per statuto non poteva prevedere uno sviluppo del progetto di ricerca, sia pure natura sperimentale, in questa direzione. Non poté dunque appoggiare liniziativa. Da qui lidea di accettare la proposta di essere ospitati da una società commerciale come l'Editrice Compositori di Bologna, attiva in ambito editoriale, per poter affiancare alla ricerca culturale una dimensione economico-commerciale, garantendo comunque alla pubblicazione la più totale indipendenza di contenuti e orientamenti. Allinterno di questa nuova collocazione, dopo un periodo di sviluppo della nuova versione, grazie a un rinnovato abito grafico e a una nuova interfaccia, a una maggiore ricchezza fruitiva, NetMagazine dal mese di settembre 1996 diventava MagNet. Al di là dei contenuti, la particolarità di MagNet era l'interfaccia. Normalmente, e all'epoca ciò era ancora più evidente, i siti web erano in genere delle trasposizioni delle pagine di carta con lo scolling verticale. MagNet rompeva questa consuetudine creando la metafora di uno spazio a più piani da esplorare, introducendo anche lo scrolling orizzontale e la possibilità di esplorare questi piani che, a qualunque risoluzione, erano sempre più grandi dello spazio del monitor. In secondo luogo il testo era usato non solo con funzione informativa, ma anche con funzione grafica, cosicché il peso complessivo delle pagine era limitato. Per fare questo bisognava intervenire sul codice HTML introducendo degli "errori". Questa parte fu piuttosto complessa, anche perché se fino ad allora si era testato il sito soprattutto per Netscape (che allora aveva la quasi totalità del mercato), dall'inizio del '97 bisognò inziare a testarlo anche per Internet Explorer, che rapidamente stava guadagnando quote di mercato. Ci si accorse così che gli "errori" di codice introdotti manualmente per enfatizzare alcuni aspetti dell'interfaccia, errori che Netscape lasciava passare, erano invece "corretti" da Explorer, generando così qualche difformità e inconsistenza (rivedendo il sito coi browsers di oggi è curioso che questa differenza "di carattere" permanga!). Fu quindi necessario, vista la rapida diffusione di Explorer, trovare un compromesso nella visualizzazione, cosa che riuscì pienamente nei primi mesi del '97.
MagNet ha ricevuto numerosi consensi ed è stato invitato varie volte all'interno di manifestazioni, è stato presentato pubblicamente in diverse occasioni, persino all'interno di trasmissioni televisive come Mediamente. Alla fine del '97, poco prima della sua chiusura, era divenuto piuttosto noto, anche fuori d'Italia. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||