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| NOEMA Home SPECIALS Il Postmoderno sublime: dal cyberspazio alla realtà virtuale | Tecnologie e Società | |||||||
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Introduzione
1984. Creata dalla penna di William Gibson, la parola cyberspazio è destinata ad incarnare uno dei prodotti culturali più deliranti e ambiziosi dell’era postmoderna: un nuovo universo, un mondo parallelo generato e alimentato dalle reti globali di comunicazione via computer.
E’ significativo come Osmose [3], considerato il modello dell’installazione virtuale realizzata con finalità esclusivamente artistiche, sia un’estetizzante e pittoricamente suggestiva ricostruzione di un ambiente naturale, opalescente e cristallizzato, che si naviga alla maniera del subacqueo, calibrando i movimenti sul ritmo del proprio respiro. La navigazione è garantita dall’utilizzo dei classici apparati tecnici della realtà virtuale come l’HMD (Head Mounted Display) e i data gloves pensati già da Ivan Sutherland nel 1968 e perfezionati dalla VPL Research di Jaron Lanier nei primi anni Ottanta.
Note 1) Paul Virilio, La bombe informatique, Editions Galilée, 1998, pag. 1. [back] 2) Intervista a William Gibson a cura di Luigi Pachì e Franco Forte, L'Avvenire, 18/2/94. [back] 3) Ambiente virtuale creato nel 1994 dall’artista canadese Char Davies, fondatrice della Softimage, azienda produttrice di programmi 3D e collaboratrice per gli effetti speciali di Jurassic Park. [back]
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