| La rete come dimensione di azione politica | | | LA RETE COME DIMENSIONE DI AZIONE POLITICA Il significato politico della tecnologia informatica é stato per la prima riconosciuto negli anni settanta. In quegli anni alcuni ex-studenti del MIT, Massachussets Institute of Technology, si trasferirono in California, entrando così in contatto con alcuni esponenti della controcultura americana. Gli accoliti del computer non godevano allora di molta stima da parte della sinistra americana pacifista ed ecologista, in quanto venivano identificanti come componenti della macchina militare, al tempo duramente contestata per la guerra del Vietnam. Steven Levy, nel suo celebre libro "Hackers, gli eroi della rivoluzione informatica" (7) attribuisce ad un hacker della prima generazione del MIT, Lee Felsenstein, il merito di aver raccolto per la prima volta la comunità informatica attorno a degli obiettivi politici. Il primo passo verso l'apertura all'uso politico della tecnologia fu portare i computer al di fuori dei laboratori dei centri di ricerca, per permettere così alla gente di scoprire da sola il gusto di esplorarli e manipolarli. Per dimostrare pubblicamente che l'informatica era alla portata di tutti, Felsenstein intraprese alcuni progetti pubblici di alfabetizzazione ai computer, portandoli persino nelle strade, cosicché tutti potessero vederli in funzione o usarli. L'attività pionieristica di Felsenstein, proseguita negli anni successi da gruppi di ricerca e di appassionati del computer come il Community Memory e l'Homebrew Computer Club, portò alla rapida diffusione dei personal computer. Durante gli anni ottanta si diffuse rapidamente l'uso delle reti di computer, per comunicazioni personali, collegate tramite reti telefoniche. Nel 1985 nacque a San Francisco The Well, acronimo di The Whole Earth Catalogue Eletronic Link, la BBS (8) della celebre rivista The Whole Earth Catalogue, punto di raccolta dell'informazione ambientalista dell'epoca. The Well, da molti considerata la prima vera comunità virtuale, é stato uno dei primi esperimenti di organizzazione e gerarchizzazione dei rapporti sociali attraverso le vie telematiche, nonché uno dei luoghi d'origine della cultura di rete americana. Anche le reti telematiche delle università e dai centri di ricerca, che originariamente facevano parte di un progetto promosso dal centro ARPA, facente capo al Ministero della Difesa, entrarono a far parte dell'emergente infrastruttura di reti di computer. Fu proprio dall'incontro di questi diversi sistemi di reti che é nata la più grande rete di comunicazione mondiale, Internet. Uno dei primi servizi disponibili su Internet é stato un sistema di scambio di messaggi messo a punti da alcuni tecnici della compagnia telefonica americana AT&T. Tale sistema, denominato Usenet, permetteva lo scambio di messaggi attraverso gruppi di discussione. I gruppi di discussione sorti intorno al servizio Usenet, il cui protocollo di comunicazione era stato reso libero dall'AT&T per l'uso in ambito universitario, sono alcuni fra i primi esempi di comunità sorte intorno alle reti di comunicazione. Le comunità virtuali create dagli utenti di Usenet, delle prime mailing list e BBS hanno dato vita a nuove forme di socialità, basate sulla collaborazione e sulla libera circolazione dell'informazione. I membri delle comunità on-line che partecipano attivamente a questa nuova forma di vita sociale sono i netizen, un neologismo nato dalla fusione delle parole net e citizen. I tratti di questo tipo ideale di cittadino della rete sono delineati nel testo Netizens (9) di Michael e Ronda Hauben. Un netizen non è un utente qualsiasi delle reti telematiche: ne è prima di tutto un "cittadino" responsabile che lavora attivamente per portare la tecnologia, il cui uso deve essere sostenibile dalla maggior parte della popolazione, al servizio dell'uguaglianza, dell'accesso alle informazioni e del rapporto diretto e trasparente con le istituzioni. La comunità dei cittadini della rete promuove lo sviluppo della democrazia diretta, l'abolizione delle pratiche tradizionali del giornalismo in quanto fonti di distorsione e l'uguaglianza fra zone centrali e periferiche del mondo in senso geografico, economico e sociale, attraverso il collegamento alle reti. I netizen in sintesi lavorano perché la rete diventi la base su cui costruire il futuro del mondo. La crescente disponibilità degli strumenti di comunicazione ha suscitato un diffuso entusiasmo, soprattutto in chi vedeva nelle caratteristiche di interazione della rete la possibilità di sovvertire l'ordine consolidato dei rapporti di forza culturali ed economici tradizionali, sostenuti dai processi di comunicazione broadcast. Dopo che il controllo della sfera pubblica era stato a lungo prerogativa dei mezzi di comunicazione di massa, responsabili dell'imposizione di modelli interpretativi della realtà consoni al potere politico ed economico, la partecipazione diretta della popolazione ai processi di formazione dell'opinione pubblica era diventata con la rete una reale possibilità,. Commenta a proposito Ronda Hauben in The Net and the Netizens: "La rete mette in contatto le persone. Le persone, se messe in comunicazione, possono essere molto potenti. La rete permette ad ogni singolo cittadino di rendersi conto del proprio potere." (10) Nei primi anni novanta, in corrispondenza dell'apertura di Internet oltre i confini delle reti accademiche, molti studiosi hanno visto possibile un processo di rivitalizzazione della società da parte delle tecnologie di rete: collegamenti sociali che prima non erano possibili, o che erano difficili da instaurare, apparivano finalmente attuabili grazie alle tecnologie di rete. Persino i limiti geografici o temporali non risultavano più vincolanti come in passato. Le convenzioni o le limitazioni sociali non sembravano più impedire l'instaurarsi di nuovi contatti personali o professionali. Il vecchio modello di distribuzione centrale dell'informazione, il broadcasting, sembrava in procinto di entrare in una irreparabile crisi. Con la rete, il modello top-down dell'informazione distribuito da pochi per il consumo di massa non era più l'unica via possibile. Diversi gruppi di utenti della rete hanno saputo realizzare alcune delle promesse teoriche più interessanti del nuovo mezzo di comunicazione, mettendole al servizio di progetti culturali e politici. Alcuni dei progetti più interessanti hanno agito proprio sulla grammatica culturale in via di definizione su Internet, nel tentativo di sovvertirne le regole prima che queste fossero completamente stabilite. Note 7) Steven Levy, Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica, Shake Edizioni, Milano, 1994. 8) Acronimo di Bulletin Board System (messaggerie elettroniche). 9) cfr. Michael e Ronda Hauben, Netizens. On the History and Impact of Usenet and the Internet, IEEE Computer Society, Los Alamitos. 1992 10) Ronda Hauben, "The Net and the netizens: the impact the Net has on people's life", http://www.eff.org/Net_culture/Virtual_community/netizen.paper |