| Dall'identità reale all'identità virtuale e ritorno: il plagio di siti e il progetto "The Yesmen" | | | DALL'IDENTITA' REALE ALL'IDENTITA' VIRTUALE E RITORNO: IL PLAGIO DI SITI E IL PROGETTO "THE YESMEN" Un caso particolare di guerriglia comunicativa su Internet é rappresentato dal plagio di siti Web, un'azione che sfrutta le qualità più "rivoluzionarie della rete (anonimato, libera circolazione di testi, interazione, rapida diffusione di informazioni) per realizzare un progetto di controinformazione. Il plagio di siti è al tempo stesso una modalità di culture jamming applicato alla rete, per il fatto che i siti cloni si basano sul recupero e la manipolazione di elementi stilistici e di contenuto degli originali, per veicolare uno specifico messaggio critico o parodistico. ®ark si è recentemente distinto in alcuni casi di plagio di siti, in particolare di personaggi politici o di istituzioni. Una delle azioni che ha ricevuto più attenzione da parte dei mass media è stato il caso della parodia del sito del neoeletto presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. Il sito clonato era stato pubblicato all'indirizzo gwbush.com, un nome di dominio non molto diverso dall'originale, georgewbush.com. All'inizio del 1999 ®ark aveva ricevuto in prestito temporaneo il dominio gwbush.com da un avvocato americano, che in precedenza aveva tentato di venderlo per 300 mila dollari al comitato elettorale di Bush. ®ark ha usato il nome di dominio per mettere on-line un clone, fedele nella grafica ma molto diverso nei contenuti, del sito originale. Il sito clone era stato messo on-line senza particolari comunicazioni o campagne promozionali, e pochi si erano accorti della sua presenza, finché un simpatizzante di Bush non ha notato il sito e lo ha denunciato per violazione della legge sul copyright e sul diritto d'autore. Dopo aver ricevuto la diffida, ®ark ha calcato la mano nei toni satirici del sito, e ha lanciato più apertamente critiche ai danni di Bush. Una di queste era un invito a partecipare ad un programma chiamato Amnesty 2000, in cui Bush, come presidente, avrebbe concesso la grazia a detenuti per possesso di cocaina ed altre sostanze illegali che avessero dimostrato di essere cresciuti, un riferimento nemmeno troppo velato a presunte esperienze passate di George W. Bush come consumatore di sostanze stupefacenti. La nuova versione di gwbush.com, che conteneva le allusioni più critiche nei confronti di Bush, è stata quella che ha guadagnato più attenzione pubblica e più interesse da parte dei media, perché la causa legale aveva attirato molta attenzione sui problemi connessi alla libera circolazione dell'informazione, in particolare durante le campagne elettorali. Il caso del plagio del sito è arrivato all'attenzione dello stesso Bush jr., il quale in un'intervista televisiva ha insultato i creatori del sito e ha sostenuto la necessità di porre dei limiti alla libertà di informazione in rete, un'affermazione che non ha mancato di suscitare aspre polemiche dentro e fuori la rete. ®ark ha riportato sul sito gwbush.com l'affermazione di Bush, elogiandolo ironicamente come "il solo candidato con il coraggio di affrontare il problema dell'eccessiva libertà su Internet". Il caso del sito di Bush ha creato un precedente importante nell'ambito della comunicazione politica in rete. Vari consulenti di pubbliche relazioni hanno espresso il parere (32) che, in situazioni del genere, confrontarsi con gli attivisti denunciandoli è controproducente, dal momento che si corre il rischio di dare più risonanza al messaggio critico proposto dagli attivisti e di offrire un'immagine intollerante e antidemocratica. Gli strateghi di comunicazione politica concordano nel dichiarare che il miglior modo per gestire i detrattori sulla rete è ignorarli, dal momento che le azioni legali portano soltanto maggiore traffico e visibilità, che è esattamente il risultato che gli attivisti e i detrattori inseguono. Un altro caso interessante caso di plagio di siti ad opera di ®ark é stato gatt.org, un'operazione che ha in seguito dato adito alla mossa più audace mai tentata dagli attivisti. Nel novembre 1999, durante le proteste contro il meeting del WTO a Seattle, ®ark aveva creato un sito Web registrandolo sotto il dominio www.gatt.org. Il dominio richiamava la sigla del General Agreement of Tarifs ad Trade, uno dei primi trattati di liberalizzazione del commercio internazionale contro cui i manifestanti di Seattle stavano protestando. Secondo il collaudato copione ®ark, il sito gatt.org era visivamente molto simile al sito ufficiale del World Trade Organization (33). Effettivamente ®ark aveva copiato, scaricandolo, l'intero lay-out, la grafica e le immagini del sito originale del WTO, incluso un discorso di benvenuto del direttore del WTO Mike Moore. Tuttavia, sempre secondo la collaudata tattica, il contenuto era stato completamente sovvertito. Mentre il sito originale del WTO celebrava i benefici della liberalizzazione del commercio globale, il sito gatt.org lamentava la distruzione della politica democratica e la mancanza di responsabilità sociale ed ambientale conseguenti alla liberalizzazione dei rapporti economici fra paesi a diversi stadi di sviluppo. La sezione con i documenti programmatici del sito del WTO era stata significativamente sostituita con documenti alternativi relativi redatti da alcuni dei gruppi che protestavano per le strade di Seattle. Tutto questo sarebbe passato più o meno inosservato se il WTO non avesse tentato di intervenire contro la presenza in rete del contro-sito allestito da ®ark. Infuriato dall'appropriazione illegittima del loro immagine, funzionari del WTO avevano prontamente pubblicato sul loro sito un annuncio (34) che avvisava i visitatori sulla presenza di un falso sito che millantava di essere il sito ufficale del World Trade Organization. Secondo il WTO, il sito in questione comprometteva gravemente la trasparenza dell'istituzione e i suoi numerosi sforzi di rendere pubblici programmi e iniziative. Ovviamente l'avviso fu prontamente adottato anche dal sito gatt.org, che a sua volta accusava il sito del WTO di essere un plagio. Questa rimpallarsi di accuse é continuata finché il WTO non ha deciso di rilasciare un comunicato stampa ufficiale in cui denunciava l'attacco alla trasparenza della propria organizzazione da parte da un collettivo di artisti estremisti. Proprio grazie a questo comunicato stampa il plagio del sito é salito agli onori della stampa mondiale, indirizzando in questo modo milioni di visitatori verso gatt.org Al contrario di altri casi di plagio di siti, la storia di gatt.org si è limitata con un successo di pubblico e di critica soltanto nel mondo virtuale. Dopo che l'attenzione generale in merito allo scontro fra l'originale e il falso sito WTO era da tempo scemata, e il WTO aveva deciso di cambiare l'intero lay out del sito per evitare altre pericolose confusioni, il sito gatt.org sembrava destinato a dover condurre una pacifica esistenza come documento d'archivio di un'originale forma di intervento artistico nella politica globale di rete. Tuttavia, dopo qualche tempo il collettivo ®ark cominciò a ricevere e-mail da alcuni visitatori che lasciavano intendere che questi erano convinti di visitare il vero sito del WTO, nonostante la notevole differenza di contenuti nei testi del sito. Alcuni e-mail contenevano addirittura inviti a conferenze internazionali di alto livello. Lusingati dall'opportunità, I membri di ®ark non hanno esitato a coglierla al volo. Assumendo un'identità alternativa, quella di "The Yesmen" (35), hanno risposto ad alcuni di questi inviti, e hanno accettato di presenziare a convegni e conferenze nei panni di rappresentanti ufficiali del WTO. Una delle più esilaranti di queste performance é stato l'intervento tenuto da un membro di ®ark ad una conferenza internazionale di aziende tessili a Tampere in Finladia. L'intervento si é aperto con una lunga e assai poco plausibile apologia del libero mercato, ed é culminato con lo svelamento, sotto il rigoroso completo nero, di un abito dorato che, illustrava il finto membro del WTO davanti ad una platea attonita, dotava il manager che la indossasse della possibilità di ottenere un feedback immediato sulla produttività delle fabbriche messe sotto controllo. Il collegamento con la forza lavoro era dato, proseguiva il finto portavoce del WTO di fronte al più totale sbigottimento del pubblico, da un gigante pene gonfiabile, dotato di un mini schermo video che mostrava in tempo reale l'attività all'interno delle fabbriche. Attraverso l'incredibile performance degli Yesmen, il progetto ®ark attraversa la dimensione immaginaria (il sito Web gatt.org) per arrivare quella reale (gli inviti alla conferenza a Tampere), e di lì ritornare prepotentemente al livello immaginario (il contenuto della dissacrante e surreale performance tenuta da ®ark alla conferenza). Fatto totalmente sorprendente, l'intervento ha avuto in suo corso senza che i partecipanti interferissero in alcun modo, confermando la loro assoluta convinzione di essere di fronte al vero esponente del WTO. Tale aspettativa si basava probabilmente sulla fiducia iniziale degli organizzatori nei confronti del sistema rappresentativo del sito Web che avevano originariamente visitato e contattato, in particolare in virtù dell'iconografia identica a quella del WTO e della familiare retorica dei discorsi a sostegno del libero mercato. Il contenuto vero e proprio dei testi del sito gatt.org, completamente sovvertito, non era stato minimamente preso in considerazione. Aldilà del classico gioco sotteso alla falsificazione dell'identità, con i suoi esilaranti risultati, l'intervento è una delle più autentiche dimostrazioni della fluidità del passaggio fra dimensione reale e immaginaria creato dalla comunicazione di rete. Note (32) cfr. http://www.nytimes.com/library/tech/99/06/cyber/articles/09campaign.html (33) http://www.wto.org (34) cfr. http://rtmark.com/more/articles/yesmennytimes20010107.html (35) Traducibile con "I Leccapiedi". cfr. http://www.theyesmen.org |