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CULTURE JAMMING E ALTRE FORME DI SOVVERSIONE DELLA GRAMMATICA CULTURALE
Per ridefinire i codici comunicativi strumentali alla cultura dominante, gli attivisti hanno sviluppato ed adattato al linguaggio della comunicazione di rete una forma di azione politica che negli Stati Uniti viene definita culture jamming (11), consistente nel plagio , nella parodia e in interventi critici sui testi emessi nei mass media e sulla rete. Il culture jamming é stato riconosciuto nella sua attualità politica solo recentemente, ma è in realtà parte di un lungo percorso di esperienze, a cui si possono ricondurre i detournement situazionisti, cioè il furto di artefatti estetici dal loro contesto originale e la loro collocazione in ambito nuovo, il giornalismo radicale di Jerry Rubin e Abbie Hoffman, leader del movimento studentesco americano negli anni sessanta, oppure agli atti casuali di appropriazione della libertà e della spontaneità che il teorico radicale Hakim Bey (12) chiama "terrorismo poetico" (13). Il collettivo di culture jammers tedesche autonome A.F.R.I.K.A. gruppe sostiene che l'efficacia delle loro azioni si basa soprattutto sulla forza dei simboli che riescono a costruire. Agendo su un terreno culturale popolato di presenza mitiche, generate e alimentate dalla cultura di massa, l'intervento antagonista é costretto a rispondere con le stessi armi. Un'azione di natura mitopoietica, cioè volta alla valorizzazione mitica del proprio discorso, rappresenta quindi un recupero della nozione della comunicazione come sistema di costruzione di miti collettivi. La guerriglia comunicativa messa in atto dagli attivisti opera proprio attraverso la creazioni di nuovi miti e la deformazione dall'interno di miti consolidati, sovvertendone caratteristiche e finalità. Per instaurare un dialogo con i mass media e per essere "comprensibili" a livello di percezione di massa, é diventata pratica comune a molte iniziative controculturali l'adozione di strumenti tipici della comunicazione d'impresa: sia Sans Papiers, l'organizzazione francese che protesta e agisce per i diritti dei disoccupati e dei clandestini, sia il movimento tedesco tedesco Cross the Border (14) (responsabile della campagna "No one is illegal") agiscono su diversi media attraverso la produzione di un sistema linguistico e iconografico molto riconoscibile, espresso in forma di depliant, gadget e siti Internet. La loro comunicazione funziona quindi secondo i modelli operativi tipici della comunicazione pubblicitaria: la presenza del logo, l'appropriazione di identità di corporate, l'impiego di strategie di marketing. A titolo di spiegazione delle loro modalità di azione, sul sito Web di Adbusters si legge che la rivista "si occupa di ridefinire i datati paradigmi della nostra cultura di consumatori e di costruire una nuova comprensione del vivere. Produciamo ogni tipo di materiale veramente politico, sia che si tratti di indagini scientifiche sul declino della civiltà, incursioni ambientaliste nelle foreste, viaggi fantascientifici nel cyberspazio o parodie dei messaggi della cultura commerciale. Più di ogni altra cosa, cerchiamo delle idee forti che estendano la prospettiva critica e che offrano, allo stesso tempo, soluzioni per gli attivisti. Il nostro linguaggio è il culture jamming: il nuovo attivismo." (16) A proposito di azioni anti mitopoietiche messe in pratica dai culture jammers, è esemplificativo il caso di Nike, una delle prime aziende ad investire enormi risorse per costruire nel tempo un'immagine solida e culturalmente ben radicata, la quale negli ultimi anni ha dovuto subire pesanti ripercussioni a livello di immagine in seguito ai sabotaggi delle campagne pubblicitarie praticati degli attivisti che denunciavano le condizioni di lavoro degli stabilimenti dei suoi fornitori, in particolare nei paesi del sud est asiatico. Le strutture ideologiche che sostengono le identità di marca rappresentano quindi i bersagli privilegiati delle azioni dei culture jammers. All'interno della cornice teorica definita dal già citato collettivo A.F.R.I.K.A gruppe (18), il culture jamming o guerriglia della comunicazione è considerata la pratica migliore di svelare le ragioni ideologiche operanti dietro le superfici simboliche della pubblicità. L'aspetto più rilevante ai fini di questo studio risiede nel fatto che con le nuove tecnologie di comunicazione, in particolare con Internet , si sono rese disponibili per i culture jammers nuove possibilità intervento, in virtù delle ambiguità giuridiche che caratterizzano la rete e della ridefinizione dei tradizionali ruoli comunicativi. Internet, inoltre, è il luogo ideale per la speculazione: lo stesso mercato azionario dei titoli tecnologici, che è stato il motore principale della new economy nei suoi primi anni di vita, si basa essenzialmente sul meccanismo della speculazione. Il culture jamming sulla rete si nutre proprio della mitologia che Internet stessa ha creato, e che ne ha fatto lo spazio in cui la società contemporanea proietta aspettative e ansie sul proprio futuro. I culture jammers agiscono proprio sull'essenza profetica che emana da ogni informazione che scorre sulla rete.
Note 11) Il termine jamming deriva dal gergo degli appassionati di CB, ed indica la pratica illegale di interrompere le trasmissioni radiofoniche o le conversazioni fra gli operatori. Il termine culture jamming è stato usato per la prima volta dalla band musicale plagiarista Negativland (http://www.negativland.com/index.html) per descrivere delle operazioni di alterazioni ai cartelloni pubblicitari ed altre forme di sabotaggio mediatico.
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