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I PAESI POVERI VISTI DA VICINO

Parlare dei Paesi poveri, come di una realtà omogenea, contrapposta a quelli ricchi, rischia di compromettere l'efficacia di qualsiasi analisi o ricerca. Appare ormai chiaramente superata la classificazione dei paesi in Macro unità del tipo: Nord del mondo e Sud del mondo, o quella più moderna di paesi sviluppati/sottosviluppati/ in via di sviluppo, anche se queste denominazioni continuano a circolare nell'uso corrente. L'identità dei paesi poveri come quella dei ricchi, è legata, sul piano di una indagine a carattere più scientifico, a numerosi elementi che sono stati progressivamente identificati, a partire dagli anni '80, e denominati complessivamente Indice di Sviluppo Umano (ISU). E' stata quindi abbandonata l'abitudine di usare il solo riferimento economico per definire il livello di ricchezza o povertà di un paese, e questo ci permette di avere un quadro complessivo più corretto e significativo. L'ISU, è verificato attraverso tre parametri: speranza di vita, grado di istruzione, reddito pro capite. Ad ognuno di questi tre fattori è stato dato un peso eguale ed il valore ISU, compreso tra zero e uno, indica di quanto ciascun paese si avvicina ai seguenti obiettivi:

- 85 anni di età, come speranza di vita

- accesso di istruzione aperto a tutti

- livello di reddito decente

Il valore 1, significa che sono stati raggiunti tutti gli obiettivi di cui sopra. Ebbene se prendiamo in esame il Rapporto sullo Sviluppo Umano commissionato all'UNDP dalle Nazioni Unite, troveremo una classifica dei paesi organizzata appunto sulla base di questo indice e potremo notare che i 162 paesi che vi trovano posto sono organizzati secondo una scala che fornisce numerose e utili informazioni.

 

INDICE DI SVILUPPO UMANO

L ’ISU misura i risultati ottenuti da un paese in termini di speranza di vita, istruzione e reddito reale aggiustato.

 

Elevato sviluppo Medio sviluppo Basso sviluppo

1 Norvegia

2 Australia

3 Canada

4 Svezia

5 Belgio

6 Stati Uniti

7 Islanda

8 Olanda

9 Giappone

10 Finlandia

11 Svizzera

12 Lussemburgo

13 Francia

14 Gran Bretagna

15 Danimarca

16 Austria

17 Germania

18 lrlanda

19 Nuova Zelanda

20 Italia

21 Spagna

22 Israele

23 Grecia

24 Hong Kong, Cina (SAR)

25 Cipro

26 Singapore

27 Corea, Rep.di

28 Portogallo

29 Slovenia

30 Malta

31 Barbados

32 Brunei Darussalam

33 Repubblica Ceca

34 Argentina

35 Siovacchia

36 Ungheria

37 Uruguay

38 Polonia

39 Cile

40 Bahrain

41 Costa Rica

42 Bahamas

43 Kuwait

44 Estonia

45 Emirati Arabi Uniti

46 Croazia

47 Lituania

48 Qatar

49 Trinidad e Tobago              

50 Lettonia

51 Messico

52 Panama

53 Bielorussia

54 Belize

55 Federazione Russa

56 Malaysia

57 Bulgaria

58 Rornania

59 Libano

60 Macedonia,  TFYR

61 Venezuela

62 Colombia

63 Mauritius

64 Suriname

65 Libano

66 Thailandia

67 Fiji

68 Arabia Saudita

69 Brasile

70 Flippine

71 Oman

72 Armenia

73 Perù

74 Ucraina

75 Kazakistan

76 Georgia

77 Maldive

78 Giamaica

79 Azerbaigian

80 Paraguay

81 Sri Lanka

82 Turchia

83 Turkmenistan

84 Ecuador

85 Albania

86 Repubblica Dominicana

87 Cina

88 Giordania

89 Tunisia

90 Iran, Rep.Islamica

91 Capo Verde

92 Kirghizistan

93 Guyana

94 Sud Africa

95 El Salvador

96 Samoa (Occidentali)

97 Siria

98 Moldavia,Rep.di

99 Uzbekistan

100 Algeria

101 Vietnam

102 Indonesia

103 Tagikistan

104 Bolivia

105 Egitto

106 Nicaragua

107 Honduras

108 Guatemala

109 Gabon

110 Guinea Equatoriale

111 Namibia

112 Marocco

113 Swaziland

114 Botswana

115 India

116 Mongolia

117 Zimbabwe

118 Myanmar

119 Ghana

120 Lesotho

121 Cambogia

122 Papua Nuova Guinea

123 Kenya

124 Comore

125 Camerun

126 Congo

127 Pakistan

128 Togo

129 Nepal

130 Bhutan

131 Laos,Rep.Pop.Dem.del

132 Bangladesh

133 Yemen

134 Haiti

135 Madagascar

136 Nigeria

137 Gibuti

138 Sudan

139 Mauritania

140 Tanzania,Rep.U.di

141 Uganda

142 Congo,Rep.Dem.del

143 Zambia

144 Costa d ’Avorio

145 Senegal

146 Angola

147 Benin

148 Entrea

149 Gambia

150 Guinea

151 Malawi

152 Rwanda

153 Mali

154 Repubblica Centrafricana

155 Ciad

156 Guinea-Bissau

157 Mozambico

158 Etiopa

159 Burkina Faso

160 Burundi

161 Niger

162 Sierra Leone

 

La tabella distingue i paesi in tre categorie: paesi ad alto ISU, paesi a medio sviluppo e paesi a basso sviluppo. Ebbene, nella terza categoria, in quella cioè più gravata da indici di negatività abbiamo il minor numero di paesi, anche se quasi tutti appartenenti al continente africano. Nella seconda categoria troviamo diversi stati che appaiono in difficoltà, ma con una condizione media più che accettabile. Eppure, molti di questi, presi in esame solo con criteri economici, sarebbero andati ad accrescere il numero dei paesi della terza fascia. Analizzando ad esempio la situazione  dell’Argentina, possiamo notare che questo stato risulta inserito nella prima fascia, quella dei paesi ad alto sviluppo; se questo caso fosse stato esaminato dal solo punto di vista economico, i fatti del recente disastro nel settore, lo porterebbero molto in basso nella classifica di cui sopra.

Se teniamo conto che per la diffusione della nuova rivoluzione digitale dobbiamo avere come riferimento base un livello culturale adeguato, ne deriva che molti dei paesi presentati nella tabella, sembrano facilmente disponibili ad accogliere una crescita informatica delle ITC (tecnologie dell’Informazione e Comunicazione).

Risulta chiaro che i paesi a indice medio possano costituire un luogo di accoglienza appropriato rispetto alla diffusione dell'ITC, e che gli stessi paesi della terza fascia sono comunque coinvolgibili in progetti riferibili temporaneamente ai livelli sociali più avanzati.

Non dimentichiamo infatti che in quasi tutte le città africane ci sono scuole o università, biblioteche, banche, uffici e sedi di servizi. E’ vero che  in questi casi parliamo di una realtà sociale fortemente urbanizzata, che lascia fuori percentuali elevate di territorio e popolazione, ma nello stesso tempo si fa strada la consapevolezza scientifica che tutti i dati vanno sempre guardati con attenzione mirata, per evitare generalizzazioni pericolose. Se pensiamo che l’ITC significhi livello culturale adeguato, come indispensabile premessa di base, ebbene, bisogna ammettere che è possibile trovarlo in molti stati che avremmo semplicisticamente ritenuti poveri, e questo è elemento da non sottovalutare in analisi previsionali di sviluppo e diffusione della cultura delle comunicazioni. Ben altra cosa  è invece pensare alle ricadute economiche dell’ITC e alle sue possibilità di incrementare ricchezza e mercato. In questo caso, davvero la condizione di paesi poveri diventa handicap significativo, un gap iniziale di difficile soluzione; anche se dobbiamo ammettere  che il discorso non vale solo per il salto qualitativo verso la globalizzazione telematica, ma per qualsiasi trasformazione economica da avviare in questi paesi. In definitiva, il quadro dei paesi poveri, è variegato e complesso quanto basta per autorizzare un più cauto atteggiamento nella tendenza a liquidare come avviato in modo irrevocabile, il processo di maggiore divisione tra paesi ricchi e paesi poveri, processo per il quale i secondi saranno tagliati fuori dalla rivoluzione del terzo millennio. La questione in realtà, è aperta e magmatica e forse proprio la globalizzazione renderà piuttosto necessario superare presto il concetto di stato e parlare solo di info-ricchi e info-poveri,  oppure di sole categorie sociali  ad alto, medio, basso sviluppo. Questo quadro sarà forse l’identikit della società del terzo millennio ed in esso l’ITC, a carattere planetario, veramente non avrà aiutato a risolvere i problemi di povertà di cui abbiamo parlato.