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| NOEMA Home SPECIALS La femminilità virtuale nellera digitale |
Tecnologie e Società
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Outro
La distanza tra l'occhio che vede e l'oggetto che viene visto, sulla quale si è fondata l'esperienza moderna, nell'esperienza digitale si va riducendo incredibilmente. La nostra esperienza del mondo è sempre più un'esperienza mediata, nel senso che dipende organicamente e totalmente dai mezzi di comunicazione a cui siamo collegati. La comparsa della possibilità di uno "sguardo dal di fuori" sul pianeta e sull'universo, l'artificializzazione del paesaggio, segnalano un processo più vasto: la fine della possibilità di separare l'osservatore dall'oggetto che osserva. La rottura della cornice della rappresentazione operata dalle RV immersive, vista in questo senso, può essere considerata come la fine dei tradizionali codici della rappresentazione, il loro superamento e, in ultima analisi, rimanda alla fine della separazione tra rappresentazione e vita. Stelarc, performer australiano di origine cipriota, prefigura un corpo invaso dalle tecnologie in modo integrale e funzionale. Il suo progetto si basa su un materialismo ed un antidualismo rigorosi. Egli è convinto che l'era dell'informazione stia portando l'uomo ad un processo di "evoluzione post-darwiniana", in cui non sono più attivi i meccanismi biologici classici della selezione naturale, ma nuove strategie di riprogettazione dell'individuo. Redisigning the body, riprogettare il corpo. "[...] Trovandosi di fronte alla sua immagine di obsolescenza il corpo è traumatizzato dall'idea di separarsi dal regno della soggettività e di prendere in considerazione la necessità di riesaminare e, possibilmente, di ridisegnare, la propria struttura. Modificare l'architettura del corpo significa adeguare ed estendere la sua consapevolezza del mondo. Come oggetto il corpo può essere amplificato ed accelerato [...]. Diventa un missile post-evoluto, abbandonando e diversificando la sua forma e le proprie funzioni." (1) L'obbiettivo di Stelarc è quello di accrescere gli spazi di libertà in una situazione in cui lo scarto tra le prestazioni della tecnologia e le possibilità del nostro corpo naturale rischia di essere una limitazione costante. "Non si può continuare a progettare una tecnologia per il corpo quando la tecnologia usurpa e sorpassa il corpo in continuazione. È ora, invece, di adeguare il corpo alla macchina, di dargli un'accelerata". (2)
NOTE 1) Citazione tratta da Antonio Caronia, Il corpo virtuale, Padova, Muzzio, 1996, p. 107 (originariamente contenuta in Stelarc, "Da strategie psicologiche a cyberstrategie: prostetica, robotica ed esistenza remota, in Pier Luigi Capucci (a cura di), Il corpo tecnologico, Bologna, Baskerville, 1994, p. 64. [back] 2) Virtual, n° 25. [back]
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