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DAL COMPUTER AL GRANDE SCHERMO

 

 

La saga di Final Fantasy ha inizio nel 1987. Da allora nel mondo sono state vendute 33 milioni di copie dei nove capitoli del videogioco, e sta per uscire il decimo. Il segreto del suo successo sta fondamentalmente in due fattori; uno di costume, l'altro di strategia commerciale. Un'unione perfetta di aspettative del giocatore e suggestioni indotte dall'industria dell'entertainment, che ha sfruttato un'intuizione iniziale facendola diventare un'icona. Il film è il primo realizzato con una pura convergenza tra cinema e videogames, ed è il frutto di questa costruzione caleidoscopica seguita con venerazione da milioni di fan in tutto il pianeta.

Final Fantasy nasce nel momento di maggior splendore dei giochi di ruolo da tavolo. A metà degli anni Ottanta, la generazione dei liceali passava ore intorno a un tavolo a creare e giocare avventure fantastiche sotto la guida dei cosiddetti dangeon master, spesso loro coetanei, che inventavano per loro combinando e combinando carte, mappe e trame, viaggi, scoperte e combattimenti in mondi virtuali che ormai facevano parte del loro immaginario. E' appunto il 1987 quando una piccola compagnia di sviluppo software giapponese chiamata Square ha l'intuizione che cambierà la storia dei videogiochi.

L'idea di trasferire su console la passione per il fantasy è di un geniale uomo chiamato Hironobu Sakaguchi, che, offrendo la possibilità di vedere quegli ambienti senza rinunciare alla più ampia libertà possibile nella creazione di un'avventura, crea la nostra fatidica saga. L'idea del gioco ricorrerà in tutti gli episodi della serie, compreso nel film Final Fantasy: the spirits within, che sappiamo diretto dallo stesso Sakaguchi. Tutti diversi è vero, ma con una filosofia di fondo comune. Nel primo capitolo il pianeta sta morendo prosciugato da quattro demoni.

Da millenni la popolazione aspetta l'avvento della profezia: i quattro cavalieri della luce che porteranno nuova vita. Al comando di quattro personaggi dalle differenti abilità, il giocatore utilizza tutte le sue risorse, fisiche e magiche, per arrivare allo scontro finale. La fortuna di Final Fantasy è tutta nel potere evocativo della trama, anche se non è secondario il crescere delle risorse tecnologiche e l'aumento di potenza delle console. Col tempo cambieranno i personaggi, cambieranno le ambientazioni, i nemici e gli alleati.

Gli scenari, incominciati con i regni tolkeniani e tratti dalla letteratura fantasy diventeranno apocalittici, postindustriali e in stile Blade Runner, anche se la fantasia finale di ogni episodio resta sempre una: salvare il pianeta dalle forze distruttive e oscure che negano la comunione tra esseri umani e natura, ed è per questo che molti hanno parlato di filosofia New Age. Quindi, correre in aiuto della luce sopraffatta dalle tenebre, cercare senza sosta l'equilibrio perduto tra demoniaco e angelico, tecnologia cieca e magia, disperazione e coraggio, solitudine e amicizia, incubo e sogno, vita e morte, è il punto più lontano che il giocatore sa di dover raggiungere dal momento in cui carica il gioco nella console.

Il gioco all'inizio esce su Nintendo Entertainment System, il quarto e quinto girano già su Supernintendo, ma nessuno di questi ultimi viene esportato fuori dal Giappone, si dovrà attendere il sesto episodio, tradotto in Usa come Final Fantasy III, perché la saga che ha fatto impazzire il Sol Levante arrivi in occidente, esattamente nel 1994. Il secondo degli elementi che faranno la fortuna del gioco è una piattaforma diffusa a livello planetario con alle spalle la più agguerrita filosofia di marketing della storia dei videogiochi: la Playstation. L'accordo viene stipulato nel 1997 ed è siglato per l'uscita di Final Fantasy VII. Il successo dell'ottavo e nono capitolo, distribuiti da Halifax e Infogrames (la storia della distribuzione del gioco è abbastanza tortuosa), diventa planetario. Sakaguchi viene ormai considerato un guru e la Squaresoft un gigante dell'industria dei videogiochi. Nascono così migliaia di siti Internet e fan club, proliferano i gadget e i manuali di soluzioni e strategia e ogni notizia di annuncio e di ritardo di un'uscita suscita non poche reazioni.

E' il caso del decimo episodio per Playstation2, da poco uscito in Giappone dopo due anni di gestazione e che arriverà tra poco in Europa. Intanto girano già le prime immagini e le prime indiscrezioni sull'undicesimo capitolo. Il successo continua, la fantasia sembra ben lontana da essere quella finale. Ritornando al film, Sakaguchi ha certamente fatto le cose in grande stile per realizzare quello che lui considerava il suo sogno: creare qualcosa in grado di fondere l'eccezionale livello tecnico raggiunto dai giochi interattivi con le possibilità espressive della cinematografia tradizionale. Questo film si avvicina sicuramente molto a questo sogno.