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AUDIENCE E MERCHANDISING
Come abbiamo visto, ci sono molte ragioni che possono essere elencate per spiegare l'imponente successo della serie, non solo negli Stati Uniti, ma anche nel resto del mondo. Non c'è alcuna obiezione al fatto che Friends è un programma che suscita gran divertimento, attenendosi a quello che è considerato il compito principale del genere in questione, vale a dire fornire un certo svago; e probabilmente questa è anche la ragione principale per cui è apprezzato da una media di circa 23 milioni di telespettatori (negli Stati Uniti) a settimana, sin dal suo debutto sette anni fa, raggiungendo picchi di oltre 50 milioni. Quando l'idea dello show è stata presentata ai dirigenti del network NBC, non c'è voluto molto tempo perché si raggiungesse un accordo che accontentasse entrambe le parti, come ha spiegato un dirigente del network: "The whole experience has pretty much been a dreamboat ride. Friends is a bona fide hit and a water-cooler show every Friday morning. We wanted to be in business with Kauffman, Bright and Crane, and we were very interested in doing a show that looked at this age group. So we had confidence. I never felt uncomfortable with the Generation X label because we knew that would be the first audience to claim the show as their own. But you look for storytelling and situations about the shared experiences of multiple generations. And that's the genius of what they've done on Friends. My mother feels the same way about the show as my kids do"(163). Durante la sua quinta stagione di produzione Friends ha raggiunto il centesimo episodio, un evento di riferimento nella vita produttiva di ogni situation comedy, perché assicura un'esistenza televisiva eterna grazie alla syndication. A causa degli accordi tra il network ed i produttori, ogni programma venduto ad una rete televisiva solitamente perde denaro in anticipo nella speranza di riprenderne successivamente: tale processo è chiamato deficit financing (164). L'accordo funziona nei seguenti termini: quando i network organizzano la programmazione del palinsesto per assegnare ad ogni fascia oraria un determinato programma, ognuno di questi può passare su quel determinato canale solo la prima volta e una seconda, in rerun (165). In sostanza il network "affitta" il programma in questione dal suo proprietario ad un prezzo abbastanza alto. Dando per scontato che il network manderà in onda lo show alcune volte in occasioni speciali, solitamente le produzioni realizzano una serie di episodi che varia dai ventidue ai venticinque per stagione, in modo da coprire tutta la stagione di programmazione. Poiché, però, il programma ha in se un residuo valore per messe in onda future, i produttori fanno pagare al network un ammontare minore rispetto a quello che sarebbe il costo pieno dell'intera serie. Tuttavia, se lo show sta in produzione per più di un certo numero di episodi, solitamente fissato a cento, i produttori possono concederne i diritti, quindi la licenza di mandarne in onda le vecchie puntate, ad altre stazioni televisive o canali via cavo, che tipicamente programmeranno lo show quotidianamente o anche più volte durante la giornata. Sostanzialmente, ogni volta che un episodio è mandato in onda i produttori ci guadagnano. La ri-vendita di un programma televisivo è chiamata off-network syndication. Il termine si riferisce alla "the creation of a "syndicate" of local stations to carry a particular show. The stations may be affiliates of any or all of the networks, or they may be independent stations"(166). E' stato riportato (167) che la NBC ha pagato alla Warner Brothers cinque milioni di dollari ad episodio per la settima stagione di Friends. Ciò che la NBC compra esattamente è il diritto limitato ad usare il programma in determinati orari e in modi specifici. I programmi televisivi rientrano nella categoria legale conosciuta come "intellectual property"(168), e come tali, sono protetti dalle leggi di copyright americane e da accordi di copyright internazionali. Come già citato, piuttosto che vendere i diritti del loro lavoro tutti in una volta, i proprietari delle "proprietà intellettuali" trovano più proficuo vendere diritti limitati ad usare il loro lavoro a molta gente differente. La serie, nel nostro caso, è creata da Bright, Kauffman e Crane. La loro compagnia finanzia la produzione con la Warner Brothers. La serie è stata originariamente creata per la messa in onda sulla NBC, ma il network non "possiede" lo show, come sappiamo. Attualmente i primi episodi di Friends sono in syndication off-network. Anche i diritti di syndication vengono venduti per un periodo limitato, e quindi Friends può essere venduto e rivenduto a compratori diversi e prezzi diversi per anni a venire, non solo negli Stati Uniti ma anche oltreoceano. Il processo di vendere programmi in syndication è stato fortemente alterato dalla deregulation: (169) questo ha permesso che Friends fosse venduto in syndication a prezzi molto alti, ponendo le basi per stabilire nuovi record nel campo. Nonostante i suoi ascolti da record, lo show è stato chiamato ultimamente ad affrontare la competizione dei programmi degli altri maggiori network americani (170), che hanno provato in tutti i modi a soffiare alla NBC il primato detenuto durante la fascia di prima serata del giovedì sera. La CBS ha ci ha provato lo scorso febbraio, durante gli sweeps (171), con la seconda dispensa del reality-show Survivor, chiamato Survivor: the Australian outback. L'arma utilizzata dalla NBC per combattere l'attacco della CBS, si è risolta in dieci minuti extra aggiunti agli episodi di Friends andati in onda durante febbraio. I quattro episodi "super size" sono durati circa quattro-sei minuti in più rispetto ad un tradizionale episodio di ventidue minuti, hanno ospitato importanti e famose guest star, quali Susan Sarandon e Jason Alexander, e hanno introdotto scene tabù, come quella che ha visto il personaggio di Jennifer Aniston baciare una vecchia compagna di università, conosciuta all'interno di una sorority, interpretata da un'altra guest star, Winona Ryder. Stando ai dati Nielsen (172), però, la strategia della NBC all'inizio non è stata particolarmente vittoriosa, anche se uno dei responsabili del mercato del network, Alan Wurtzel (173), ha da subito dichiarato vittoria nonostante la perdita di alcune migliaia di spettatori, dovute alla natura di reality show del concorrente. Nelle due settimane successive però i risultati hanno dato ragione a Wurtzel (174). Anche nel resto del mondo Friends non sembra fare peggio in termini di ascolti: (175) dal suo debutto in Australia nel 1996, è rimasto, fino ad oggi, lo show televisivo con gli ascolti più alti in assoluto in tutto il paese. I telespettatori australiani hanno visto lo show dal novembre 1996 sulla rete Seven Network. In precedenza era stato trasmesso sugli aerei della compagnia Ansett Australia come programma di intrattenimento, ma dietro le scene ci sono state battaglie tra le emittenti televisive Channel 7 e Channel 9 per accaparrarsi i diritti della sitcom. Il tira e molla è andato avanti per vari mesi, finché Channel 7 ha acquisito i diritti per la prima stagione e, successivamente, Channel 9 per la seconda. Ulteriori cause intentate a vicenda dalle due emittenti si sono poi risolte in un fallimento per entrambe. In Italia ci sono voluti due anni (durante i quali lo show è stato promosso dalla fascia preservale alla prima serata, e dal terzo canale della RAI al secondo, grazie alla costante crescita di ascolti) perché diventasse uno dei programmi televisivi più seguiti dalla popolazione negli ultimi anni, con picchi di cinque milioni di telespettatori. Friends è diventato da subito un fenomeno in grado di attrarre milioni di giovani telespettatori in tutto il mondo. Tuttavia, è proprio nel suo paese d'origine che ha scatenato una vera e propria Friends-mania che, sebbene sia diminuita con il passare del tempo, non si è mai definitivamente placata. Sono migliaia i fan che ogni anno spediscono all'ufficio delle relazioni pubbliche della compagnia di produzione lettere di stima, richieste di autografi agli attori, pacchi regalo, ma soprattutto la domanda per entrare a far parte del gruppo di pochi fortunati ammessi ad assistere alla registrazione settimanale degli episodi. Le richieste pervenute ogni anno sono migliaia, da tutto il mondo, e hanno costretto gli addetti a dichiarare chiuso il processo di ammissione del pubblico in studio con l'anticipo di un anno sull'attuale stagione di registrazione, così come era accaduto con le precedenti. Una fila lunga "anni", dunque, quella per assistere live a Friends: teoricamente, nel caso venisse prodotta una nona stagione, i posti a disposizione sarebbero già stati assegnati. Dei circa 200 posti a disposizione per il pubblico, 150 (approssimativamente e secondo le occasioni) sono destinati al pubblico generico, i fortunati che ricevono a casa i biglietti di ingresso, dopo aver aspettato, in certi casi, anche anni per una risposta; i rimanenti 50 sono invece destinati ad un pubblico VIP, variabile di settimana in settimana. All'interno di questa stretta ed elitaria cerchia rientrano persone che vengono invitate personalmente alla registrazione da parte di un qualunque membro della produzione, sia esso un produttore o un semplice assistente di studio. Durante la giornata di registrazione, come abbiamo visto particolarmente lunga, succede che alcuni posti vengano lasciati vacanti nel settore riservato ai VIP, e che sia permessa l'entrata ad uno stuolo di appassionati, che aspettano fuori dello Studio 24 dalle prime ore dell'alba. Gli audaci che aspettano per ore sono coloro che all'inizio di ogni settimana contattano tramite e-mail un'agenzia (176) di Los Angeles, che si occupa di reclutare pubblico per i numerosi show televisivi registrati nell'area, nella speranza che venga loro assegnato un pass che permetta loro di oltrepassare i cancelli degli studi Warner Brothers. Poi, una volta dentro, in base all'ordine di arrivo, viene loro assegnato un numero, con il quale entreranno gradualmente a riempire i posti lasciati liberi. Questo processo molto variabile non scoraggia assolutamente i fan più accaniti che, ogni settimana si accampano per ore, in molti casi invano. L'industria televisiva negli Stati Uniti è unica. Mentre in molti paesi i media elettronici sono posseduti dal governo statale, o almeno controllati pubblicamente, in USA è trattata principalmente come un'altra attività economica, qualcosa con cui fare del profitto. Gran parte della regolazione televisiva apportata dal governo esistente negli Stati Uniti, è di tipo economico, cioè solitamente designata a proteggere gli interessi economici di uno o un altro segmento dell'industria, piuttosto che quelli del pubblico. La struttura economica capitalista determina, certamente, chi controlla la televisione negli USA, chi decide cosa deve essere visto e perché. Solamente i canali della televisione pubblica non fanno parte di questo sistema di profitto. La televisione americana produce due principali tipi di prodotto: i programmi televisivi e l'audience, oppure, per metterla in altri termini, l'attenzione di milioni di telespettatori. Usando i programmi televisivi come divertimento apparentemente gratuito, la TV può attrarre spettatori, per i quali le aziende pubblicitarie sono disposte a pagare fior di milioni per trenta secondi di spazio tra una scena e l'altra. In verità, quindi, l'audience stesso diventa un prodotto da vendere. I valori di quest'audience per l'azienda variano enormemente con la sua dimensione e composizione, principalmente l'età ed il sesso dei telespettatori, poiché questi fattori indicano i potenziali valori degli spettatori, e i potenziali compratori dei prodotti pubblicizzati. Quei telespettatori appartenenti alle categorie che spendono più denaro in certi prodotti, sono più preziosi per i pubblicitari di quei prodotti, quindi i produttori disegnano i loro programmi specialmente per attrarli e poi mantenerli. Il suddetto è chiamato "commodity audience"(182). Quindi, possono essere considerati prodotti dell'industria televisiva sia i programmi che gli ascolti. La pubblicità è uno degli aspetti più affascinanti della televisione americana. I nostri programmi preferiti sono interrotti ogni poco da spot che presentano chiare e irresistibili fette di vita contemporanea, e che spesso sono ancora più divertenti degli stessi programmi che interrompono. In molti modi, dicono allo spettatore critico parecchie cose sui valori americani. Il vasto sistema rappresentato dall'industria televisiva americana si è evoluta largamente perché le aziende pubblicitarie credono che tutti i miliardi di dollari che spendono nel produrre e trasmettere spot abbiano un notevole impatto sul comportamento del consumatore. Le industrie televisiva e pubblicitaria si stanno integrando sempre di più per mettere in stretta relazione programmi televisivi e prodotti commerciali. Uno show del calibro di Friends ha generato un ingente commercio di prodotti legati al marchio del programma, sia da parte di grandi industrie come la Coca Cola, sia da parte dello stesso reparto della Warner Brothers che cura il merchnadising. Nel 1996 la Coca Cola, tanto per fare un esempio, non solo ha speso 30 milioni di dollari in spot televisivi, aventi come oggetto la Diet Coke ed i personaggi di Friends, mandati in onda durante gli episodi anche di altri show televisivi, ma ha anche organizzato un concorso legato al prodotto (185), incrementando le vendite grazie al desiderio dei consumatori abituali, ma soprattutto dei fan del programma, di vincere occhiali e T-shirt con il logo di Friends, e la possibilità di assistere alla registrazione di un episodio, appositamente sponsorizzato dalla Coca Cola stessa. Un dirigente della compagnia ha affermato che "the target market we are aiming at, the 18 to 34 age group, is a perfect match with the Friends audience. It's no longer promotion, it's a lifestyle"(186). Inoltre, per l'occasione, era stato creato anche un sito (187) Internet dedicato al concorso, al quale gli interessati potevano collegarsi per registrarsi ed avere un'ulteriore chance di vincere. La compagnia ha organizzato anche dei "Friends parties" in 50 college americani il 22 febbraio del 1996, come ulteriore occasione per incrementare iscrizioni al concorso e, ovviamente, vendite. Dei numerosi prodotti targati Friends, ho precedentemente accennato che alcuni vengono regalati al pubblico in studio durante la registrazione: appena introdotti nella struttura della Warner Brothers, ognuno riceve un lecca-lecca ricordo. Il comico distribuisce invece oggetti di ogni tipo, dagli adesivi alle matite, dalla pallina anti-stress al bicchiere di plastica, dalla semplice T-shirt di cotone al più ambito cappellino, tutti rigorosamente targati Friends, e tutti rigorosamente gratuiti. Per mettere le mani sull'altro tipo di merchandising, è invece necessario fare una puntata ai numerosi WB Stores, disseminati un po' ovunque negli Stati Uniti, e un po' in tutto il mondo, in particolare nei parchi di divertimento a tema, ed aprire il portafoglio. Un business, questo, che insieme alla syndication e alle campagne pubblicitarie promosse dalle numerose aziende che investono nel programma, hanno permesso all'entourage di Friends di entrare nella storia dello spettacolo mondiale come uno degli show più redditizi e di successo di tutti i tempi. NOTE 163) "L'intera esperienza è stata una corsa da sogno. Friends è un successo e un water cooler ogni venerdì mattina. Volevamo entrare in affari con Bright, Kauffman e Crane, ed eravamo interessati a fare qualcosa che riguardasse un gruppo dell'età di persone. Quindi avevamo fiducia. Non mi sono mai trovato a disagio con l'etichetta della generazione X, perché sapevamo che sarebbe stata la prima fetta di pubblico a riconoscere lo show come proprio. Ma si cerca di raccontare storie e situazioni che riguardino le esperienze condivise da molte generazioni. E questo è l'aspetto geniale di quello che sono riusciti a fare con Friends. Mia madre ha la stessa buona reazione allo show come mio figlio.", Warren Littlefield, NBC's executive, from Rolling Stone, 1995.
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