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CONTESTO, PERSONAGGI, AMBIENTAZIONE, STRUTTURA
Come affermato precedentemente, lo show rientra nella categoria "situation comedy" e, rimanendo fedele alla formula del genere, anche se rappresenta un mondo "realistico" di gente "realistica", avente a che fare con problemi "realistici", Friends segue il generale "senso di irreale" tipico della maggior parte delle sitcom, dove si verificano situazioni improbabili, i personaggi riescono a sopravvivere svolgendo lavori inverosimili e vivono in altrettanto improbabili appartamenti (nel senso che, in condizioni "normali" non se li potrebbero permettere). Tuttavia Newcomb suggerisce, "in situation comedy is the creation of a "special" sense of reality. The total effect of specific formulas is this reality. Each has its own meaning, its own structure, its own system of values"(139). Questa rappresentazione di una particolare realtà (spazio e personaggi), sta alla base della popolarità della formula, e la sua istituzione è essenziale per l'ulteriore sviluppo delle story line e per l'organizzazione delle situazioni ad esse interne. Quindi noi, in qualità di spettatori, dovremmo preoccuparci di ciò che accade ad un "set of characters" (140), piuttosto che dei personaggi stessi e dei posti dove vivono, lavorano, e passano il loro tempo libero, come rappresentazioni di ciò che noi siamo e sono anche le nostre case, i nostri posti di lavoro e quelli dove passiamo il nostro tempo libero, perché solo per puro caso l'ambiente fisico dei personaggi della situation comedy ed i loro atteggiamenti rifletteranno i nostri.
Friends ha debuttato in un periodo che possiamo descrivere come uno dei più prolifici nella storia degli Stati Uniti d'America. Il paese aveva un giovane presidente al governo, molto dinamico (forse anche troppo, direbbe Monica - non quella di Friends), una fortissima e stabile economia, ed uno stato d'animo prevalentemente ottimista. Ed era il momento giusto per uno show che riflettesse i cambiamenti che erano avvenuti negli scenari culturali e morali della società americana. Tempo per i personaggi televisivi che sapevano cos'erano il divorzio e le famiglie ampliate, le madri surrogate e le nascite multiple, le lesbiche ed il Lamaze, e le cui sensibilità etiche erano state formate dalla cultura pop, verificatasi durante gli anni '70 e '80, lasciandoli cinici e un po' naif allo stesso tempo. "Non c'è niente da dire!". E' questa la frase con cui comincia tutto. Ed è una specie di paradosso, se pensiamo che la colonna portante delle situation comedy sono proprio i dialoghi, che gli sceneggiatori scrivono e riscrivono continuamente, cercando di far ridere almeno una volta ogni trenta secondi. Friends è il punto di arrivo di anni ed anni di famiglie che, sui nostri teleschermi, hanno vissuto, litigato e si sono abbracciate nei salotti della middle class americana, è il punto di arrivo di episodi su episodi di amori rimandati, amicizie indissolubili, gag da risate in sottofondo. Friends ha trovato un nuovo punto di vista da cui affrontare gli stessi argomenti e le stesse situazioni. Amori, amicizie, lavoro, rapporti con i genitori, omosessualità sono presentati ad un pubblico smaliziato con la tecnica del sottotesto esplicito, cioè mettendo in evidenza i meccanismi e giocando con i generi usati maggiormente (il sentimentale, il comico, il drammatico ). Così facendo, lo show detta nuove regole per una contemporanea e necessaria articolazione delle tematiche classiche. Friends rompe alcune delle regole provate delle situation comedy: invece di mostrare i personaggi fare qualcosa, li sentiamo parlare tra loro di fare qualcosa. Il dialogo assume un ruolo importante in Friends e nelle sitcom che sono venute successivamente, spostando il fulcro della situation comedy dalla performance e dallo humour di carattere fisico alla conversazione, evolvendosi quindi rispetto ai programmi realizzati agli albori del genere. Questo mutamento riflette, ancora una volta, una faccia della società contemporanea, in cui è sempre più facile trovarsi a discorrere di ciò che ci circonda, dei fatti della vita e del mondo, con il gruppo di amici o colleghi di lavoro, ognuno dei quali caratterizzato da diversi interessi personali e con specifici funzioni socio-culturali, piuttosto che con famiglie socialmente determinate (141). Un gran numero di situation comedy è focalizzato sulle vicissitudini di famiglie (Newcomb distingue tra situation e domestic comedy: "The situation comedy is determined primarily by the narrative complication: the central character takes an "improbable" response to a situation that produces confusion until it is resolved. [ ] The domestic comedy has a richer variety of event, a consequent deepening of character, and a sense of seriousness (142). [ ] It is set in the home and its environments, with strong gender typing for the parents. The event produces a learning process, with the family as a sheltering unit": Happy Days, All in the family, The Cosby show (143), Roseanne (144) ecc. Friends invece, come percepiamo già dal titolo stesso, testimonia l'affermarsi della tendenza di mettere in primo piano le famiglie clan, gruppi di amici solidali che si sostengono e si consigliano nei momenti di bisogno, dividendo gioie e problemi (145). Le caratteristiche formali essenziali delle sitcom sono rimaste invariate: risate off, ambientazioni in interni con inquadrature di esterni che fungono da raccordo, personaggi fissi e personaggi ricorrenti, la centralità del divano feticcio, oggetto multifunzionale, luogo di aggregazione al Central Park, punto di riferimento familiare nell'appartamento di Monica e simbolo in entrambi i casi di indagini psicoanalitiche e di scenografie da talk-show, palco da cui lanciare le battute più divertenti. Per quanto riguarda invece la sigla che apre ogni episodio, come era successo precedentemente con altri famosi show televisivi quali Happy Days, è diventato un successo in tutto il mondo, ed il video, realizzato con la partecipazione di tutto il cast, chiamato ad improvvisare con i membri della band, The Rembrandts, viene trasmesso continuamente nei canali musicali. La storia "narrata" nella canzone è stata ideata da Kauffman e Crane, mentre Bright ha introdotto la musicista pop Allee Willis per scrivere il testo, il cui ritornello si concentra su due dei principali scopi della serie, vale a dire far scattare il meccanismo comico e quello dell'identificazione. Inoltre introduce in pochi versi quello che è poi l'oggetto della sitcom: "So no one told you life was gonna be this way/Your job's a joke, you're broke, your love life's D.O.A./It's like you're always stuck in second gear/ When it hasn't been your day, your week, your month, or even your year/I'll be there for you (When the rain starts to pour)/I'll be there for you (Like I've been there before)/I'll be there for you ('Cause you're there for me too)/ You're still in bed at ten and work began at eight/ You've burned your breakfast so far, things are going great/ Your mother warned you there'd be days like these/ But she didn't tell when the world has brought you down to your knees/ No one could ever know me, no one could ever see me/ Seems you're the only one who knows what it's like to be me/ Someone to face the day with, make it through all the rest with/ Someone I'll always laugh with/ Even at my worst, I'm best with you"(148). Marc ha suggerito che "sit-coms depend on familiarity, identification and redemption of popular beliefs"(149), e questa sentenza si adatta alla perfezione alle parole della sigla iniziale di Friends, che fissano le pressioni e le ansietà del mondo contemporaneo, e suggeriscono il conforto, forse utopico, offerto dal sostegno collettivo degli amici, che ci saranno sempre per te, qualunque sia il tuo problema. La canzone di apertura ha quindi un ruolo non indifferente nel promuovere le tematiche dello show. I personaggi principali sono ugualmente suddivisi in due gruppi, rispettivamente di tre uomini e altrettante donne, e ad ognuno di loro gli sceneggiatori hanno attribuito identità ed eccentricità specifiche. Tutti quanti affrontano crisi d'identità ed il processo di diventare adulti, prendere delle decisioni ed avere a che fare con le situazioni di tutti i giorni, siano esse serie o banali, e durante le sette stagioni della serie sono cambiati molto ed in molti modi, nonostante abbiano mantenuto le loro peculiarità caratteriali. Poi ecco arrivare Rachel Green, sposa (promessa) letteralmente in fuga, che irrompe nella caffetteria tutta bagnata e con ancora l'abito nuziale indosso. Rachel, viziata figlia di un dottore newyorkese, nata con una carta di credito di platino tra le mani, è appena fuggita dallo sfarzoso matrimonio che l'avrebbe vista unirsi ad un rinomato dentista, Barry, -lasciato invece sull'altare - che le avrebbe potuto garantire una vita agiata e le avrebbe potuto dare tutto ciò che avesse desiderato, eccetto sé stessa.. Adesso sta cercando l'unica amica che conosce in città, Monica, la sorella di Ross, perché la aiuti a tirarsi fuori dalla situazione nella quale si è venuta a trovare. Nonostante occorra un po' di tempo prima che possa assimilare il concetto, Rachel si decide finalmente a trovarsi "una di quelle cose chiamate lavoro", in modo da poter sopravvivere nel mondo reale senza dipendere sulle carte di credito del padre, e dopo essere stata derisa ad una dozzina d'interviste lavorative perché "ha esperienza in
niente", finisce per accettare il lavoro di cameriera proprio al Central Park. Chandler vive in un appartamento situato di fronte a quello di Monica, e lo divide con il suo amico Joey Tribbiani, un aspirante attore di origini italiane che sembra non avere neanche un minimo pensiero ragionevole in testa, poiché non riesce mai cogliere cosa succede nelle varie situazioni che gli si presentano. I principali interessi nella vita di Joey sono le donne (non lascia passare molto tempo prima di invitare la neo arrivata Rachel a rivolgersi a lui nel caso abbia bisogno di qualunque cosa ), i sandwich e Joey, ma alla fine si delinea come un ragazzo dal cuore d'oro, molto buono, nonostante la sua lentezza nel comprendere le cose. Nel gruppo c'è un'ulteriore amica un po' eccentrica, Phoebe Buffay, strimpellatrice di chitarra e strampalata anima New Age. Phoebe è una ragazza molto spirituale (non necessariamente in senso religioso), "purifica le auree dei suoi amici" e sostiene di poter avvertire la presenza delle anime di amici o familiari defunti. Mentre cerca di sostenere la disperata Rachel, ci fornisce la sua tumultuosa storia personale: "You're welcome. I remember when I first came to this city. I was fourteen. My mom had just killed herself and my step-dad was back in prison, and I got here, and I didn't know anybody. And I ended up living with this albino guy who was, like, cleaning windshields outside port authority, and then he killed himself, and then I found aromatherapy. So believe me, I know exactly how you feel"(154). Sebbene tutti e sei i personaggi andranno incontro a tutta una serie di cambiamenti durante le sette stagioni, la puntata pilota stabilisce le basi delle loro personalità e permette agli spettatori di dare un rapido sguardo a come sono le loro vite e quali saranno i loro ruoli in quest'ambiente. "Welcome to the real world! It sucks. You're gonna love it!"(155) è ciò che Monica dice a Rachel dopo il non facilissimo atto simbolico (e non solo) del taglio di tutte le carte di credito mantenute dal padre. La sua personale filosofia trasmette lo scopo dei creatori dello show, che è quello di ritrarre un gruppo di persone che ha davanti ancora tutte le scelte da fare nella vita, gente che è ancora nel pieno del processo di "diventare", crescere, che è confusa circa l'entrata nel mondo adulto, in un tempo in cui i vecchi valori morali del passato, quali la religione, la famiglia, e la comunità si sono persi, e che lotta costantemente con l'imponderabile che la vita offre. Dopo la puntata pilota, viene delineandosi un pensiero generale: in passato ci si sposava, adesso la priorita' assoluta sembra diventata separarsi. Pare proprio che Rachel, appena fuggita dall'altare, ci voglia suggerire questo, con la sua faccia delusa mentre segue in TV le facce felici di Joanie e Cachi che si dicono sì nell'ultimo episodio di Happy Days. In questo modo Friends sembra proporsi come sequel generazionale di Happy Days, "giorni felici" che, nella New York odierna si tramutano in "giorni complicati". Tutto l'episodio è pieno di coppie che si stanno separando o lo hanno già fatto: Rachel e Barry, Ross e Carol, Monica ed il suo ultimo ragazzo. C'è la necessità di ripartire da zero, ridefinire cosa sono l'amore e l'amicizia oggi. Friends potrebbe essere considerato il punto d'arrivo di un sistema produttivo collaudato da anni, poiché riesce ad avvicinarsi al modello "alto" di riferimento di ogni sitcom, vale a dire il genere cinematografico della sophisticated comedy, basato su una gioiosa descrizione dei rapporti affettivi dei personaggi, fatta di allusioni, equivoci e ammiccamenti. A circondare i protagonisti ci sono due gruppi di personaggi secondari, di supporto, che offrono una vasta gamma di tipologie.La presenza di un certo gruppo di personaggi secondari è quasi inevitabile. Queste persone rappresentano virtualmente il pubblico. Appaiono nei negozi, nelle banche o negli uffici. Sono "investiti" da personaggi di passaggio, meravigliati e sconcertati da eventi innaturali e circostanze inusuali. Nonostante "popolino" il Central Park, le strade, i ristoranti e altri locali del mondo comico, non realizzano quasi mai quale sia la "situazione" che stanno vivendo, e anche se alcune volte non interagiscono neanche con i personaggi principali, rimangono "vittime" delle loro battute di spirito ed eccentricità. E' più importante il gruppo di personaggi secondari (recurring) che servono da controparte alle azioni delle star. Nel mondo della sitcom le difficoltà sono sempre alla porta. Ci si imbatte regolarmente in complicazioni, intrecci implicanti blackout alle macchinette del bancomat mentre Chandler è in fila con una famosa modella, l'intero personale di un ospedale mobilitato da un'identificabile "cosa" sul fondoschiena di Ross, un litigio di genitori nel bel mezzo della festa di compleanno della figlia (Rachel), l'incapacità di Ross di flirtare con una ragazza che consegna la pizza a domicilio, e così via. Dice Newcomb "This is because of the most prominent aspect of the central characters' makeup, a lack of any sense of probability. They are, in some way, out of touch with our day-to-day sense of how things happen, with the set of laws that allows us to predict the outcome of our actions"(156). Alcuni di questi personaggi secondari compaiono nella serie solo per un episodio o pochi più, stando alle story line che vengono a mano a mano sviluppate, mentre altri ricorrono solo saltuariamente e giocano ruoli importanti nell'economia dello show o di un singolo episodio. Fin dal secondo episodio veniamo introdotti ad alcuni di loro: Gunther (James Michael Tyler), il barista segretamente innamorato di Rachel, Susan (Jessica Hecht), l'amante lesbica di Carol, Jack (Elliott Gould) e Judy (Christina Pickles) Geller, gli inimitabili genitori di Monica e Ross, ognuno dei quali con le proprie perle di saggezza e completa mancanza di intuito nei loro figli. I personaggi secondari vivono in qualche luogo a metà tra l'improbabile mondo di quelli centrali e il mondo reale, quello visto e vissuto dalla maggior parte del pubblico. Il numero di questi personaggi e delle loro partecipazioni allo show varia, come ho già affermato, in base alle story line. Friends è ambientato nel Greenwich Village, famoso quartiere di Manhattan, che, una volta popolato da poeti ed artisti della Beat Generation, gente con stile di vita decisamente non convenzionale. Ultimamente la zona si è imborghesita, acquistando popolarità tra intellettuali, scrittori famosi e gente ricca, ma è ancora abitata dalle rimanenze delle comunità hippy e punk. E' un quartiere molto eterogeneo, ricco di negozi, piccoli e accoglienti ristoranti e caffetterie ed altri luoghi deputati alla ricreazione. E probabilmente rappresenta l'ambiente più adatto dove far vivere un gruppo di intraprendenti trentenni della New York bene, anche se spesso ci si chiede come sia possibile che alcuni di loro riescano a permettersi uno stile di vita così alto, in una città in cui la vita è così cara. Lo show è effettivamente girato all'interno del lotto 24 degli studi Warner Brothers di Burbank, Los Angeles, dove è stato ricreata un'ambientazione newyorkese non solo per ciò che riguarda gli interni (che, comunque, se non fosse per gli inserti di esterni inseriti in post produzione prima dell'inizio di ogni scena, che rinforzano la nostra assunzione di un credibile spazio non diegetico, off-screen, cioè il quartiere del Village, non sarebbero collocabili), ma anche per gli esterni. Alcune strade e angoli del Greenwich Village sono stati ricostruiti non solo nel lotto 24, ma anche in altri capannoni degli studi di Burbank, e vengono solitamente utilizzati anche per tutte le altre produzioni televisive della Warner Brothers. Le scene effettivamente girate in esterni "reali" (on location) sono rare (alcune volte neanche si verifica il caso), nonostante ci siano state delle eccezioni (157). Un'altra eccezione è costituita dagli episodi finali della quarta stagione, per i quali sia cast artistico che tecnico si sono dovuti trasferire a Londra (quella vera) per girare le scene del matrimonio di Ross. Per quanto riguarda gli interni tuttavia, la situation comedy è costruita tutta sul one-room set, cioè set costituito da una singola stanza. Con il progressivo sviluppo sia delle storie, sia delle vite e carriere dei personaggi, è stata richiesta la costruzione di nuovi set quali posti di lavoro (cucine di ristoranti, boutique di moda, aule di museo, ecc.), appartamenti e altri locali secondo i bisogni dettati dalle story line, in modo da garantire ai personaggi l'appropriata ambientazione. Tuttavia, ci sono tre set principali, standing sets, che sono rimasti gli stessi durante i sette anni di produzione (fatta eccezione per piccoli cambiamenti apportati all'arredamento dal set decorator, per dare un tocco di rinnovamento ai locali per ogni nuova stagione): l'appartamento di Monica, l'appartamento di Joey ed il Central Park. Dato che lo show è girato di fronte ad un pubblico presente in studio, c'è un palco che sta di fronte gli stand dove siedono gli spettatori. L'appartamento di Monica occupa la parte centrale del palco, e la caffetteria è situata alla sua destra, mentre l'appartamento di Joey è ubicato alla sua sinistra. Non è un caso che questi tre set stiano in piedi per tutto il tempo. Ciò è dovuto non solo a ragioni prettamente pratiche (essendo presenti pressoché in ogni singolo episodio, non c'è alcuna ragione di smontarli e rimontarli ogni volta), ma è stato affidata loro anche una certa funzione dai creatori, un ruolo cruciale nell'economia dello show. Come spiega, ancora, Newcomb, "Stylistically, the rooms that we see in sitcom are stale with repetition. Always middle to upper-middle class in tone, they are carefully crowded with stuffed couches and comfortable chairs, coffee tables on which there are small "objects", and walls in which hang conventional paintings. Somewhere in the room is a passageway to another part of the house, a stairway or a door to bedroom or kitchen. Because the most important rooms are the living rooms and the kitchens, the sets frequently depend on the modern suburban arrangement of these rooms, and our eye is allowed to flow through a dining "area" connecting the two important rooms in one space. Bedrooms and baths are hidden in the recesses, though in the more "sophisticated" series we may be admitted to them"(158). Ciò che Newcomb ha puntualizzato circa venticinque anni fa in riferimento alle prime situation comedy realizzate è ancora applicabile agli show attuali. Attrezzi e utensili tipici da cucina, cornici, mobili, poltrone, divani, sedie e mensole: sui set di Friends si trova di tutto un po', ma ogni oggetto è accuratamente ricercato per risultare adeguato al resto dell'arredamento. E molti di questi oggetti hanno delle curiosità impercettibili, che però contribuiscono anch'esse a fare la storia dell'appartamento. L'appartamento, senza fare distinzioni tra le varie aree, è il posto dove si raccolgono sempre gli amici, a prescindere dalla presenza o meno della proprietaria. Il gruppo solitamente popola la zona salotto, arredata con due divani e una poltrona sistemati intorno ad un piccolo tavolo, dove si ritrova per guardare la TV, fare giochi vari, leggere o, più verosimilmente, parlare. Certe volte sono invece sparsi per tutto l'appartamento, e non è insolito trovare "le ragazze" o "i ragazzi" intorno al tavolo di cucina a fare colazione o per uno spuntino, e parlare dei loro problemi o della giornata passata a lavoro. E' quindi sempre più facile entrare in una caffetteria e trovare una poltrona o simili pezzi d'arredamento in un angolo della stanza, come a trasmettere lo stesso senso di ospitalità che si conviene ad una casa (anche se sarebbe troppo pretenzioso affermare che tale tendenza si sia sviluppata solo ed interamente in seguito al successo di una situation comedy!). Seinfeld ha portato la scrittura ad un livello completamente nuovo, con story line dense e multiple, occorrenti allo stesso tempo, con un numero variabile di personaggi. Friends, così come altre situation comedy di oggi, si rifà al suo modello, aggiungendo una serie di diverse varietà di story line da costruire su sei variopinti individui principali, piuttosto che un singolo personaggio circondato da altri tre secondari. Nelle situation comedy, la cosiddetta "situation", cioè la situazione, è solo lo schema più ampio degli eventi, la speciale "cosa" divertente che accade durante una determinata settimana ad un gruppo di personaggi principali e secondari. Poiché il genere è caratterizzato da una natura seriale, richiede ripetizione ed espansione. Quindi, invece di una singola ed unificata azione, ogni episodio presenta solitamente un numero di story line variabile da tre a quattro, ed una varietà di azioni minori interne ad ognuna di esse. I personaggi appariranno la settimana successiva, allo stesso orario, in un'altra diversa situazione, che, solitamente, sarà interamente non dipendente da ciò che è accaduto la settimana precedente (nonostante ci sia sempre un qualche punto di connessione, sia esso relativo ai personaggi o alla story line) (160). Tuttavia, alcuni episodi in particolare non concludono interamente le loro story line, in modo da tenere sulle spine, e quindi costretti a seguire il seguito, i telespettatori per l'episodio successivo. Questo meccanismo è usato spesso alla fine di ogni stagione, così da costringere gli spettatori a sintonizzarsi nuovamente una volta trascorsi i cinque mesi del summer hiatus (pausa estiva), per scoprire come le storie rimaste in sospeso trovano la loro conclusione. Il seguente è uno schema che descrive le story line rimaste irrisolte negli ultimi episodi di ogni stagione: 1. Rachel viene a conoscenza del sentimento d'amore che Ross prova per lei, e si precipita aeroporto per accoglierlo di ritorno dal suo viaggio di lavoro in Cina. E' però all'oscuro del fatto che Ross ha conosciuto una ragazza durante il viaggio. C'è una struttura ricorrente che delinea ogni episodio di una situation comedy, e tale schema alla fine rappresenta il fattore decisivo della formula. In che modo si dovrebbe comportare un personaggio in circostanze strane e bizzarre così come sono quelle rappresentate nelle situation comedy? Newcomb afferma, "in many cases the stars of situation comedies avoid the most natural conclusion to such a sequence of events. For, if natural solutions were sought, the stories could never exist. Finding contorted paths out of such inane thickets is precisely the business of situation comedy. The action involved will fall into four basic parts: the establishment of the "situation", the complication, the confusion that ensues, and the alleviation of the complication. The essential factor is the remedying of the confusion"(161). Ciò che vediamo in ogni singola story line di ogni episodio è lo stabilirsi di un problema e la conseguente soluzione al problema stesso. Prenderò come esempio un episodio tratto dalla terza stagione, "TOW the hypnosis tape". Il suddetto episodio presenta le seguenti story line: a. Frank Jr., il singolare fratellastro di Phoebe, si ferma al Central Park per riferire alla sorellastra che si sta per sposare (establishment). Sebbene Phoebe sia inizialmente molto eccitata alla notizia, successivamente, quando incontra la fidanzata di Frank, rimane delusa e vorrebbe che il matrimonio non avesse più luogo. Frank sta, infatti, per sposare Alice, o meglio, Ms. Knight, come la continua a chiamare, la sua insegnante di economia domestica, una donna che ha circa il doppio dei suoi anni (complication). Nonostante i due siano indubbiamente innamorati, Phoebe prova a persuadere Frank che questa non è la scelta giusta. O meglio, incarica Ross e Joey di persuaderlo, ma le cose si mettono male e i due finiscono per assecondarlo ancora di più, accordandosi per essere rispettivamente "porta anelli" e testimone (confusion). Phoebe decide allora di affrontare Alice faccia a faccia e, nonostante sembri inizialmente convincerla del loro azzardo, alla fine non riesce ad evitare che i due ricadano in un appassionato incontro non appena si rivedono. Phoebe a questo punto non ha altra scelta se non dare loro la sua benedizione (alleviation). NOTE 139) "nella situation comedy c'è la creazione di uno "speciale" senso della realtà. L'effetto totale di formule specifiche è questa realtà. Ognuna ha il suo specifico significato, la sua struttura, il suo sistema di valori", Horace Newcomb, TV: the most popular art, Garden City, N.Y., Anchor Press, 1974, pag. 28.
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