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Introduzione
Situation comedy: Il genere e le sue origini
Scrivere e produrre una situation comedy
Il team produttivo di una situation comedy
Dallo sviluppo del concetto alla puntata pilota
Processo produttivo della serie
Lo studio di registrazione
Il personale tecnico e di studio
Il sistema di telecamere multiple
Contesto, personaggi, ambientazione e struttura narrativa
Audience e merchandising
Conclusione
Bibliografia e sitografia

 

SITUATION COMEDY

 

Le origini
Definizione di situation comedy
Un po' di storia

 

Le origini

Newcomb afferma che per trovare le radici della situation comedy televisiva bisogna scavare molto in profondità, fino ad arrivare alla farsa, alla commedia slapstick, alle commedie teatrali, fino ai più recenti film muti (11). Comunque, la situation comedy televisiva ha origine dalla propria omonima radiofonica. Martin Mayer indica che il genere si è sviluppato in radio negli anni '30, e ad esso va attribuito il merito di aver contribuito alla diffusione dell'allora rivoluzionario mezzo di comunicazione (12). Come la televisione ha ereditato la maggior parte dei suoi programmi dalla radio, così la radio ha attinto a suo tempo dal vaudeville. I comici di vaudeville, i commedianti ed i menestrelli che viaggiavano per l'America, venendo a contatto con diverse varietà di pubblico, di varia composizione sociale e culturale, contribuirono poi alla nascita della commedia radiofonica. Come spiega lo storico J. Fred MacDonald, la commedia radiofonica ha evitato di ironizzare sul materiale d'attualità, e si è astenuta da quella satira politica che ha caratterizzato gran parte dello humour americano verso la fine degli anni '60. Invece, il suo humour si è basato su battute del commediante su se stesso e/o sul suo assistente (13). La situation comedy televisiva avrebbe di lì a poco seguito lo stesso modello.

Molti programmi radiofonici di genere comico si basavano su frasi o suoni caratteristici, in modo da sottolineare la natura uditiva del mezzo, e tali caratteristiche hanno resistito una volta che gli stessi show sono stati trapiantati in televisione, nonostante la comicità verbale abbia successivamente lasciato spazio a quella fisica, vista la natura visiva di questa, fino ad arrivare ad un'omogenea distribuzione delle due.
La commedia razziale ed etnica era molto comune avendo preso in prestito dalla commedia teatrale un fenomeno che Mac Donald descrive come "un residuo dello humour fiorito nei vaudeville e nell'arte dei menestrelli durante il periodo di immigrazione avuto alla fine del diciannovesimo secolo" (14).

La cosiddetta "gag comedy", resa famosa da Eddie Cantor, rappresentò uno dei maggiori trapianti dal vaudeville alla radio. La figura dell'attore "spalla" fu sviluppata in modo da permettere al comico di definire più chiaramente la propria personalità. Sbagliamo quando pensiamo che il formato della TV commerciale, nel quale i programmi sono interrotti, ogni dieci, quindici minuti, da spot pubblicitari, sia caratteristico solo del medium televisivo, perché anche le prime commedie radiofoniche erano" interrotte", da intermezzi musicali. Anche il medium radiofonico aveva quindi, sin dalle origini, una certa predilezione per le vendite ed il profitto commerciale piuttosto che solo per la programmazione in quanto tale. Stando a MacDonald, la musica divideva chiaramente ogni programma in segmenti, permettendo agli scrittori di dar vita a singoli episodi o a serie di bozzetti comici non relazionati tra loro" (15).

Un'importante caratteristica della situation comedy radiofonica era la sua natura seriale. Il pubblico imparò presto a sintonizzarsi sulla stessa stazione, ogni settimana alla stessa ora, per seguire programmi quali Amos'n Andy (1929) e The rise of the Goldbergs, pionieri del genere. Gli ascoltatori diventarono familiari con stuoli di personaggi e situazioni nelle quali potevano facilmente immedesimarsi. Le fabbriche iniziarono ad aggiustare gli orari lavorativi in modo che i loro dipendenti potessero essere a casa in tempo per ascoltare Amos'n Andy. I negozianti invece iniziarono a sintonizzare i loro apparecchi sui programmi più amati, in modo da non perdere la clientela.

Questa struttura seriale nei programmi è una delle qualità che imparenta il genere televisivo più alla radio che al cinema, sebbene sia la TV che il cinema siano media di natura visiva. Nonostante Hollywood producesse propri serial cinematografici, questi non si avvicinavano molto a quelli televisivi. Barbour afferma che "l'elemento più comune a tutti i serial cinematografici era la solida costruzione della suspense ed il climax, attraverso l'uso di meccanismi quali il montaggio alternato, che era stato esplorato da D.W. Griffith" (16). Il serial cinematografico aveva come scopo principale quello di spingere lo spettatore fuori dalla propria casa e dentro un cinema con frequenza settimanale. Per la radio, e successivamente la televisione, lo scopo era diverso. Non c'era nessun biglietto da pagare se non il costo del ricevitore (radio o TV, appunto).

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Definizione di situation comedy

La sitcom è il format televisivo più consistente nella programmazione televisiva statunitense, andando a riempire i palinsesti dei network maggiori e minori in qualunque orario della giornata, grazie soprattutto alla syndication: in TV dal mattino alla sera, repliche comprese, si possono vedere produzioni di situation comedy realizzate negli anni '50, '60, '70, '80 e '90, essendo presenti anche canali appositamente dedicati (il neonato Sitcom Channel) e festival di programmazione continua di episodi delle sitcom più popolari (Nick & Nite, sul canale Nickelodeon).

Il vernacolo televisivo è pieno di espressioni, idiomi ed abbreviazioni che sono stati assorbiti dal linguaggio quotidiano americano (ed anche italiano). Sono poche le persone non a conoscenza di termini quali sitcom, soap opera, audience e, più in particolare negli Stati Uniti, ratings, spinoff, Neilsen… La situation comedy, nel vernacolo televisivo, è chiamata, appunto, sitcom. Tuttavia questo termine è generalizzato a tutti i tipi di situation comedy e, al suo interno, se ne possono distinguere altri tipi, come suggeriscono la maggior parte degli esperti in materia. Il critico Horace Newcomb, come vedremo più avanti, distingue tra situation comedy e domestic comedy, mentre l'analista Les Brown suddivide la situation comedy in family sitcom, heart sitcom (storie di vedove e divorziati), musical sitcom, fantasy sitcom, sevice sitcom e police sitcom (17), ognuna delle quali propone una qualche attività nella quale i personaggi centrali saranno impegnati con una certa regolarità. Altri critici e studiosi, tra cui Richard Taflinger (18), distinguono fra tre principali tipologie, l'action comedy, la domestic comedy e la dramatic comedy. La prima, dice Taflinger, è quella più popolare e può essere basata su una varietà di temi che vanno dalla famiglia, al tipo di occupazione, ma che, in ogni caso si basano sull'azione, verbale o fisica. La seconda ha invece una maggiore varietà di eventi ed un maggior senso di serietà, coinvolge più personaggi, sia dal punto di vista del cast regolare che dei personaggi inseriti in singoli episodi. La terza, infine, è la forma più rara di situation comedy, ma molto popolare in fatto di ascolti, coinvolge solitamente un cast d'ensamble e tratta tematiche più realistiche, controverse o, comunque, impegnate. Mentre la suddivisione di Brown si basa su caratteristiche prettamente descrittive, le categorie di Newcomb e Taflinger sono fondate su aspetti qualitativi, sebbene sembri più probabile che Newcomb identifichi due diversi stadi nell'evoluzione dello stesso genere.

Come appena accennato, analisti e critici televisivi forniscono numerose e definizioni del genere in questione: descrivendola come "una delle forme di programmazione native della televisione" (19), Les Brown definisce la situation comedy come "dipendente dall'intreccio per attivare il talento comico o l'essenziale premessa comica" (20). Brown suggerisce che "per la sitcom è essenziale che i personaggi si comportino in modo prevedibile; è la loro consistenza, il loro modo di tornare sempre alla stessa forma con ogni nuova situazione - a prescindere da quanto sia bizzarra - che provoca le risate" (21).

Stando a Newcomb, ciò che vediamo nella situation comedy è lo stabilirsi di un problema e una completa soluzione a quel problema e la situazione è semplicemente il profilo generale degli eventi, la "cosa" speciale e divertente che accade questa determinata settimana a questo speciale gruppo di personaggi. Perché la situazione si trasformi in qualcosa che assomiglia a una storia, devono essere aggiunti altri due elementi, comuni alla formula: complicazione e confusione (22).
Nel caso di entrambe le definizioni, comunque, gli autori affermano che la situation comedy televisiva appartiene al genere della commedia, che si presenta come genere comune a numerosi media e che non differisce in modo sostanziale tra televisione, teatro o cinema.

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Situation comedy: un po' di storia

La situation comedy, o sitcom, si è sviluppata come genere televisivo nei primi anni della storia del nuovo medium, ma, come abbiamo visto, insieme ad altri generi, ha le proprie radici nei programmi comici radiofonici. Prima della sua introduzione in televisione, la sitcom è maturata nel mezzo di un rapidissimo cambiamento sociale determinato da una fondamentale trasformazione dell'economia americana. La sitcom radiofonica rese più leggero il senso di perdita inflitto dalla grande depressione economica di quegli anni, affermando i valori della famiglia di classe medio borghese, e proponendo gli stessi scenari vissuti dalla gente comune, ma in un modo che permetteva agli spettatori il ristoro nella risata (23). Agli albori del genere, le sitcom ricalcavano esattamente le loro antenate radiofoniche, riportando addirittura sul piccolo schermo gli stessi titoli che avevano sbancato in radio, quali Amos'n Andy, The Goldbergs, The life of Riley, senza offrire grandi contributi al genere. Ma nel 1951 I love Lucy (24) ha rivoluzionato il volto della situation comedy e della televisione stessa, introducendo sostanziali innovazioni dal punto di vista tecnico e creativo. I programmi erano filmati, con tre o più macchine da presa, di fronte ad un pubblico in studio, ed i personaggi diventarono più reali agli occhi degli spettatori.

Con Father knows best la sitcom si è trasferita nelle case e nelle famiglie americane, con un nuovo senso di calore e realtà, concentrandosi sui personaggi più che sull'azione continua, sullo slapstick caratteristico delle prime produzioni. The Andy Griffith Show ha proseguito la moda, usando, al posto della famiglia il genitore single, e ha dato vita all'idea di spinoff (25) per la creazione di nuovi programmi. Mc Hales Navy ha spostato la sitcom fuori dal focolare domestico e ha iniziato l'esplorazione di nuovi locali e trucchi magici intorno ai quali costruire uno show. L'apice della sitcom fantastica è stato toccato con The Addams family, Bewitched e I dream of Jeannie. The Beverly Hillbillies, nel 1962, ha rotto il modello di classe medio borghese sia nella caratterizzazione che nell'intreccio, e ha prodotto un'ondata ancora maggiore di spinoffs, e una moda verso la ruralizzazione della situation comedy. Con The Mary Tyler Moore Show si è iniziato a tener conto dei cambiamenti nella società americana, come la crescente emancipazione femminile. Le donne hanno trovato un loro posto di rilievo nel mondo della situation comedy, mostrando che il ruolo di moglie e madre non erano i soli che si adattano alla donna. Una nuova dimensione della situation comedy è stata illustrata da All in the family (26), la prima di una lunga serie di sitcom prodotte da Norman Lear. Ha rappresentato una rottura con l'innocuità a lungo associata con la commedia televisiva e ha aperto la porta alla controversia, alla satira politica e sociale, e alla dark comedy. La suddetta è stata rivoluzionaria soprattutto nella presentazione di un personaggio del tutto atipico nel mondo della situation comedy: Archie Bunker era un dispotico e bigotto padre di famiglia, razzista e sessista, un personaggio negativo che ha permesso a Lear di affrontare temi più controversi rispetto al passato, riscotendo ugualmente notevole successo. La consapevolezza sociale della commedia televisiva è stata ulteriormente innalzata con un nuovo tipo di situation comedy, dalle caratteristiche drammatiche. M*A*S*H. è stata la prima della serie e, sebbene non abbia mai eccelso in quantità, la cosiddetta dramedy si è distinta in qualità, riscuotendo ottimi ascolti. Verso la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, il genere ha avuto una lieve caduta, ma si è ripreso a tutta forza quando Bill Cosby ha esordito con la sua terza e maggiormente acclamata sitcom, The Cosby Show (27), uno show che si basava sulla famiglia e su un tipo di umorismo estremamente garbato. Gli anni novanta sono stati segnati da show di successo come The fresh prince of Bel Air (28), Seinfeld, Ellen, Roseanne e, non ultimo Friends, che si è imposto all'inizio del ventunesimo secolo, proprio sul finire del suo già lungo corso, come una delle situation comedy di maggior successo nella storia del genere.

Il genere si è evoluto continuamente nel corso dei suoi cinquanta anni di storia, passando dallo slapstick al focolare domestico, all'azione anche in esterni, dalla famiglia al gruppo di amici e colleghi di lavoro, e continua tuttora ad evolversi.

Nei numerosi studi sul genere, in molti si sono interrogati su quali siano i motivi principali che determinano il suo successo, sul perché la sitcom sia così popolare nel pubblico televisivo di tutti i tempi. Mintz (29), suggerisce che la risposta più semplice è che lo spettatore si sente a proprio agio con un gruppo di personaggi familiari, con i quali si può identificare emotivamente e si può divertire, immedesimandosi nelle situazioni divertenti nelle quali questi si ritrovano. Gitlin (30) sottolinea invece che l'ideologia della situation comedy è attentamente modellata per compiacere il maggior numero di persone e offenderne il meno possibile, anche quando il prodotto in questione risulta controverso o provocatorio. Hamamoto (31) attribuisce l'infinita popolarità del genere a due caratteristiche complementari: le sue multivalenti ideologie sociali che funzionano in una più larga cornice di ideologia liberal-democratica, e il sistema commerciale che produce e distribuisce il prodotto per un profitto privato. Staiger (32), riprendendo l'idea di Mintz, ha semplicemente spiegato che la situation comedy ha un così enorme successo perché, fondamentalmente, fornisce piacere, divertimento, in chi la guarda, ma ha anche additato motivazioni di carattere economico, che permettono una più semplice e meno dispendiosa produzione di prodotti del genere. "The overall rate of success of sitcoms is due to their greater access to network time and play, which allows the building of viewer attentinon and loyalty. This economic/social explanation has sufficient merit to be included in the set of explanations for why sitcoms are so successful" (33) conclude la Staiger. Nei capitoli successivi, avremo modo di riscontrare tutte le suddette motivazioni anche nella sitcom presa come modello di studio in questa sede: Friends.

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NOTE

11) H. Newcomb, TV: the most popular art, Garden City, New York, Anchor Press, 1974
12) Martin Mayer, About Television, New York, Harper & Row, 1972
13) J. Fred MacDonald, Don't touch that dial!, Chicago, Nelson Hall, 1979
14) Op. Cit., pag. 101.
15) Op. Cit., pag. 102.
16) Alan W. Barbour, Days of thrills and adventure, New York, The MacMillan Company, 1970, pag. 26
17) Op. Cit., pag. 399.
18) R.Taflinger, "Sitcom: what it is, how it works", 1992, da http://www.wsu.edu
19) Les Brown, Encyclopedia of television, pag. 398, traduzione mia.
20) Op. Cit., pag 398.
21) Op. Cit. pag. 398.
22) Horace Newcomb, TV: the most popular art, Garden City, N.Y., Anchor Press, 1974.
23) P. Wells, "American situation comedy", in Because I tell a joke or two: comedy , politics, and social difference, London, New York, Routledge, 1998, pag. 184.
24) Io e Lucy.
25) Lo spinoff è un programma che ha origine da una situation comedy, o da un altro tipo di serie, "trapiantando" da questa uno o più personaggi aventi un particolare successo, in un nuovo ambiente, dando così vita ad una nuova serie.
26) Tutto in famiglia.
27) I Robinson.
28) Willy, il principe di Bel Air.
29) L. Mintz, Situation Comedy, in TV genres: a handbook and reference guide, Westport, Greenwood Press, 1985, pag.118.
30) T. Gitlin, Op. Cit. pag. 119.
31) D. Hamamoto, Nervous laughter: television situation comedy and liberal democratic ideology, New York, Praeger, 1989, pag.1.
32) J. Staiger, Blockbuster TV: must-see sitcoms in the network era, New York, London, New York University Press, 2000, pag.43.
33) "Il successo totale delle sitcom è dovuto al loro grande accesso al network, che permette il formarsi di una certa fedeltà e attenzione da parte del pubblico. Questa spiegazione socio-economica ha abbastanza merito da essere inclusa tra le principali ragioni del successo delle sitcom", Op. Cit., pag. 47.