NOEMA Home SPECIALS › 1958-1968: dieci anni di movimenti e musica
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GLI ANNI DEL BOOM

 

 

Negli anni Cinquanta e Sessanta si verificò una profonda trasformazione del sistema economico e sociale italiano. La crescita dell'economia mondiale, l'istituzione del Mercato comune europeo, i bassi salari dei lavoratori portarono un notevole sviluppo economico. Le grandi industrie siderurgiche, meccaniche, chimiche e petrolifere ammodernarono i loro impianti di produzione, i tassi di occupazione salirono, mentre i nostri prodotti invasero i mercati stranieri. In pochi anni l'Italia sembrava aver colmato il suo cronico ritardo nei confronti delle altre nazioni industrializzate, divenendo un paese prevalentemente industriale, tra i primi dieci al mondo. Nel 1959 il Daily Mail definì l'efficienza e la prosperità del sistema produttivo italiano un "miracolo economico", e nello stesso anno il Financial Times assegnò alla lira l'Oscar della moneta.

L'industria del cinema diviene il miglior rappresentante all'estero della rinascita italiana. I cambiamenti economici rivoluzioneranno gli aspetti sociali e i comportamenti degli italiani. Il ruolo della famiglia cambia, le donne iniziano a lavorare nelle fabbriche, si abbandonano le campagne per il miraggio delle città, si emigra dal sud verso il nord dell'Italia. Tra il 1959 e il 1963 si quintuplica la produzione di autoveicoli, si vendono un milione e mezzo di frigoriferi e 634.000 televisori. La casa si riempie di elettrodomestici e la figura della casalinga diventa uno dei punti di riferimento della macchina produttiva. A lei si dedicano riviste intere ed esplode il fenomeno della pubblicità di ambientazione domestica.

Si viene anche delineando la figura sociale del "giovane". Fino ad allora, le fasi della vita erano circoscritte all'infanzia e all'età adulta, coincidente col momento della produzione e del lavoro. In questi anni, invece, si va formando una sorta di terra di mezzo fra queste due età, popolata da ragazzi che hanno superato l'infanzia e tardano a inserirsi nel mondo del lavoro. Giovani che, con il maggior benessere dei loro genitori, avranno per la prima volta dei soldi da spendere e andranno così a costituire una nuova fascia di consumatori e una diversa fetta di mercato. Il tempo libero diventerà così un pilastro del consumo.

La televisione è senz'altro tra i protagonisti di quest'epoca e gioca un ruolo di primo piano in campo sociale e politico, dando la spinta propulsiva ai molti cambiamenti di costume di quegli anni, grazie alla semplicità e all'immediatezza dei suoi programmi. Sono anni di consumismo sfrenato, frenesia degli acquisti, bisogno impellente di possedere oggetti (status symbol come l'auto o la tv) a prescindere dalle proprie possibilità e bisogni. Anni pieni di speranze, di ottimismo, di spensieratezza (1).

Gli anni del boom, col benessere diffuso e col proliferare dei nuovi mezzi di comunicazione, daranno l'avvio a un importante corso nella musica di consumo.

 

NOTE

1) In quest'epoca di spensieratezza e consumismo sfrenato qualcuno cominciava ad indicarne i limiti e gli errori. Emblematico fu l'attacco da Vigevano di Giorgio Bocca del 1962: "Fare soldi, per fare soldi, per fare soldi: se esistono altre prospettive, chiedo scusa, non le ho viste".