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L' ETA' DEL ROCK
In Italia il boom economico si accompagna all'adesione al modello di vita americano, da qui arriverà la prima ondata di novità in campo musicale, il rock'n'roll. Il "mito americano" sarà un riferimento fisso per i giovani italiani a cavallo tra i due decenni. A questo si richiameranno molti film italiani come Un americano a Roma e vari cantanti. In un paese prospero e felice come l'America, divisa tra il consumismo e il "maccartismo", il ritmo erotico e ribelle del rock rappresentò una vera e propria rivoluzione, sia dal punto di vista culturale che sociale. Elvis Presley e il suo bacino che si agitava selvaggiamente su un ritmo indiavolato, scosse il torpore dell'America degli anni Cinquanta e della guerra fredda. Elvis era spudorato, ribelle e sensuale, immediatamente avvicinato alle figure di Marlon Brando e James Dean. Subito ribattezzato "Elvis the pelvis", divenne in breve tempo il simbolo e l'immagine grandiosa e inebriante di questa rivoluzione sonora che incantò milioni di giovani in cerca di una nuova identità. Da quel momento, da quelle prime dinoccolate e irriverenti mosse di Elvis, siamo nel 1956, il rock è diventato la più colorita e dinamica colonna sonora delle trasformazioni storiche e sociali che portano fino ad oggi. Ma come si era arrivati a questa esplosione? In fondo da un punto di vista musicale il rock non era altro che la fusione di generi già esistenti come il country, il blues e il gospel. Questa nuova sintesi cominciò a formarsi intorno al 1954, quando Billy Haley incise l'ormai celeberrimo Rock around the clok, ma fu con Elvis Presley che il successo divenne irrefrenabile. Intorno al 1956 pubblicherà una serie di grandissimi successi come Jailhouse Rock (2), Heartbreack Hotel, da cui nasceranno anche dei film. Ma a far sembrare così nuovo il rock'n'roll fu lo speciale rapporto che riuscì ad instaurare con un pubblico tutto nuovo: i giovani. Quello che va dal 1945 alla metà degli anni Cinquanta, fu un periodo di grande sviluppo economico per gli Stati Uniti, ed il principale elemento che ne fece da catalizzatore fu il continuo incremento della domanda da parte dei consumatori. La rivoluzione dei consumi ebbe effetti culturali di grande portata, ed i protagonisti di questa nuova cultura del consumo furono gli americani più giovani che, immersi nell'abbondanza dei primi anni della loro vita, vivevano il consumo in maniera totale e spensierata. Ma, il suddetto periodo, fu anche quello del conformismo esasperato, del "maccartismo". Tutte le deviazioni dalle regole del comportamento e del consumo venivano guardate con sospetto. L'America del dopoguerra è insomma "una società culturalmente vuota, socialmente rigida e politicamente conservatrice: il conformismo diventa la caratteristica essenziale del comportamento sociale". E' negli anni Cinquanta che i giovani diventano un soggetto sociale e, soprattutto, un soggetto economico. L'intero mondo della pubblicità iniziò ad orientare i suoi messaggi sul piacere del consumo e sull'idea che il raggiungimento di questo piacere fosse l'unico obiettivo della vita. Quale gruppo sociale migliore di quello giovanile era a disposizione dell'industria per far passare il messaggio, un gruppo privo di obiettivi e problemi immediati, e con una disponibilità economica maggiore che in passato. La società dei consumi così entrava in conflitto con il conservatorismo reazionario del maccartismo e questo conflitto fu vissuto in prima persona dai teenagers in maniera apparentemente superficiale e inconscia. I giovani, economicamente indipendenti, sono però ideologicamente repressi (gli anni del "maccartismo" non facilitavano la libertà di espressione) così il rock porta con se' una carica innovativa e un forte potenziale di ribellismo e di trasgressione. Così la ricerca del piacere e il piacere del consumo divennero il polo opposto a quello dell'educazione scolastica e della vita familiare. Questo contrasto è alla base della nascita del rock'n'roll. Stanchi delle consuetudini nell'abbigliamento, nei comportamenti, nelle relazioni sociali, i giovani cominciano a stabilirne di nuove e inedite: nasce insomma, lo "stile" come elemento essenziale della comunicazione. Ogni oggetto comunica qualcosa, che sia una moto o un taglio di capelli o un vestito. L'abbigliamento e il comportamento servono ai ragazzi per riconoscersi e per ribadire una diversità rispetto agli adulti. Questo primo senso di identità e di appartenenza richiedeva una divisa. Nessuno più di Elvis fece scuola col suo ciuffo e i suoi giubbotti cortissimi, ma anche il ribelle James Dean con i jeans (non più tenuta da lavoro) e la sua maglietta bianca. Col rock si liberano anche tutte le energie soprattutto quelle sessuali. Ammiccamenti al sesso sono espliciti nell'ancheggiamento di Presley (nel 1956 apparve in televisione, ripreso solo dalla cintola in su) ma anche in canzoni come Be-bop-a-lula di Gene Vincent (3), dove il testo nonsense e i sospiri della voce rimandano provocatoriamente alla sfera sessuale. Anche la televisione ebbe un ruolo importante nel diffondere in tutta l'America, anche in stati tra loro lontani, la stessa musica e lo stesso stile. Ma il medium più importante fu la radio. Il rock portò molti cambiamenti, non solo nella programmazione, ma anche nel nuovo rapporto che si venne a creare tra disc jockey ed ascoltatore. I dee jay divennero protagonisti quanto gli artisti della rivoluzione del rock e, personaggi come Alan Freed, erano dei veri e propri divi. La cultura del rock nasce come fenomeno multimediale, che utilizza ai suoi fini il cinema, i fumetti, la televisione, la radio, i dischi, l'abbigliamento, in un'operazione complessiva di coinvolgimento fino ad allora sconosciuta. Questa è la grande novità di questa musica e di questo periodo. Il meccanismo e i nuovi modelli di comunicazione saranno trapiantati quasi identici, con qualche anno di ritardo, in Italia e provocheranno anche da noi una netta trasformazione che influenzerà definitivamente la musica di consumo.
NOTE 2) Brano
numero 1 del CD allegato.
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