NOEMA Home SPECIALS › 1958-1968: dieci anni di movimenti e musica
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ARRIVANO I GIOVANI

 

 

Le trasformazioni nel mondo americano si spostano, con qualche anno di ritardo, in Italia dove negli anni Sessanta si scopre la figura del "giovane". L'individuazione di un mercato giovanile è, in Italia, un fenomeno relativamente recente. Così il fatto più rilevante di quest'epoca resta l'ingresso nel mercato discografico dei giovanissimi, tanto che si può dire che, se gli anni Cinquanta si erano caratterizzati per una rivoluzione di tipo tecnologico, i Sessanta si caratterizzano subito per una rivoluzione del costume. Sull'"Europeo" del 12 gennaio 1964, Roberto Leydi riferisce i dati di una sua inchiesta secondo la quale i giovani acquistano in media un disco ciascuno alla settimana.

Così la figura del "giovane", grazie ai nuovi mezzi di comunicazione e all'abilità della macchina produttiva e pubblicitaria, diventa autonoma con livelli di comunicazione specifici e con distinte necessità di consumo. Nascono così una miriade di prodotti nati per soddisfare tutte le loro più precise esigenze, dalle riviste a loro esplicitamente dedicate a programmi radiofonici come "Bandiera Gialla" "Rigorosamente vietato ai maggiori degli anni diciotto".

Quello che caratterizza i giovani italiani dell'epoca è la voglia quasi ossessiva di essere moderni e al passo coi tempi. Così i giovani fanno gruppo a se', si sentono diversi dagli adulti e tendono a stare uniti.

Fioriscono così canzoni che nel testo portano la traccia che i giovani si contrappongono agli adulti. Il passaggio è nuovo, i ragazzi negli anni Quaranta e Cinquanta erano considerati come degli adulti in miniatura, adesso, invece, hanno potere economico e soprattutto una percezione della realtà diversa da quella degli adulti. In molte canzoni dell'epoca si troverà l'alternanza tra "noi", i giovani e "voi", gli adulti come due mondi contrapposti e in collisione, come nella canzone di Gianni Pettenati Bandiera gialla (13) del 1966. Il sentimento di appartenenza al gruppo dei pari è fortissimo, così essere giovani diventerà anche un valore, un segno di riconoscimento come nella canzone cantata da Catherine Spaak L'esercito del surf del 1964:

Noi siamo i giovani,
i giovani più giovani,
siamo l'esercito,
l'esercito del surf...

E nasceranno anche le prime canzoni sulla malinconia adolescenziale e il bisogno di stare uniti, come Ragazzo triste di Patty Pravo del 1966.

Questo fenomeno ha successo nel pubblico perché adesso la figura del cantante è radicalmente cambiata. Sono ragazzi, moderni e soprattutto giovanissimi che cantano per i loro coetanei. I "cantanti ragazzini" cantano i sentimenti, i problemi e i desideri della propria età. Il condividere la stessa età crea, per la prima volta, una identificazione del pubblico nel personaggio e anche la conseguente smania imitativa.

In questa spaccatura generazionale, la componente di ribellismo sarà molto forte. La figura che risponde a queste esigenze e sensibilità è Rita Pavone, rappresenta l'adolescente inferocito, sfacciato, dalla fisicità sfrenata. Il suo atteggiamento è molto simile a quello che in America era stato di Elvis Presley, un ribellismo controllato e innocuo, una trasgressione incanalata dentro argini ben saldi e controllabili dalla società.

Ad esempio la sua canzone Datemi un martello (14) del 1963, era in realtà una cover della canzone If I had a hammer di Pete Seeger, dove il martello era quello del giudice. Invece, nella versione italiana il messaggio sociale scompare e resta solo il martello da dare in testa alla rivale in amore o alla mamma, cosicché la canzone viene del tutto depotenziata. Ma il segno della sua ribellione e poi del suo successo è nell'emissione vocale che è ora del tutto sguaiata, non è pulita come nella tradizione. Anche ne Il ballo del mattone (15) del 1964, l'emissione trasgressiva della parola "rock", porta tutta la sua sguaiataggine, la sua ribellione adolescenziale.

In questi anni si iniziano ad usare impianti di registrazione a più piste, invece della registrazione in diretta. Questo nuovo modo di registrare influirà molto sull'uso e sul timbro della voce dei cantanti Lo stile di canto di Rita Pavone è completamente nuovo e nei suoi pezzi le fasce sonore distinte sono perfettamente udibili, (16) il suo stile è innovativo perché si muove, adesso, sul piano della scansione ritmica.

 

NOTE

13) Brano numero 8 del CD allegato.
14) Brano numero 9 del CD allegato.
15) Brano numero 10 del CD allegato.
16) Con gli impianti a più piste, la ritmica, la voce e i violini vanno ad occupare una fascia sonora distinta, con frequenze diverse (basse, medie, alte). Si richiede adesso alla voce un unico timbro chiaro e riconoscibile, senza sbalzi, che permetta di far sentire bene tutti gli strumenti.