NOEMA Home SPECIALS › 1958-1968: dieci anni di movimenti e musica
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UNA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA

 

 

Il boom di Volare non era venuto per caso. Nel 1949 era nato in America il 45 giri. Il nuovo disco, rispetto al vecchio 78giri, è molto più leggero, maneggevole, resistente; si stampa più facilmente, si imballa meglio, si usa con più disinvoltura e dura più a lungo. Nei primi mesi del 1951 i dischi microsolco cominciano a circolare anche in Italia, per merito della Sid, della Cetra e dei fratelli Guertler, e nel 1954 anche da noi siamo già in piena "era microsolco". Prima tra il 1951 e il 1952, molti dei 33 e dei 45 giri nostrani contenevano soltanto brani lirici e sinfonici, adesso la scelta si allarga.

Al 1948 risale anche il primo lancio del nastro preinciso, con il quale si migliorava ulteriormente la qualità della riproduzione.

Nel 1953 entra nel mercato nazionale, con una sua filiale autonoma, il primo tra i colossi multinazionali, la Rca. Si stabilisce a Roma in uno stabilimento attrezzato con impianti modernissimi. A Roma si è così spostato il centro gravitazionale della nostra discografia, dove nel frattempo era avvenuta la quasi contemporanea esplosione del cinema e della televisione.

La RCA sigla così la chiusura della fase pionieristica della nostra discografia, aprendo una nuova prospettiva, dove il marketing assume un'importanza in precedenza sconosciuta e dove la filosofia americana del business si affianca alla ricerca nella produzione artistica.

La televisione nasce ufficialmente il 3 gennaio 1954. I teleabbonati nel febbraio del 1954 erano solo ventiquattromila, ma nel giugno di quell'anno erano già saliti a cinquantatremila. Ma c'è da fare una distinzione tra teleabbonati e telespettatori, in quanto negli anni Cinquanta, solo il 5 per cento dei cittadini possiede un televisore proprio, il 15 per cento frequenta la casa degli amici e l'80 per cento assiste agli spettacoli televisivi nei locali pubblici. I telespettatori nel 1959 sono già diventati venti milioni. Il successo della televisione è legato ad alcune trasmissioni di impatto popolare, in molte delle quali la musica svolge un ruolo essenziale. Il 7 dicembre 1957 ha inizio "Il musichiere" che voleva essere una sorta di "Lascia o raddoppia?" musicale, che si concluderà dopo novantatré trasmissioni nel maggio del 1960. Dal suo grande successo nacquero anche una rivista e un festival.

Nel maggio del 1955 era intanto apparso in Italia, venuto direttamente da Chicago, il primo juke-box. Con il 45 giri il juke-box era in grado di offrire all'ascolto, in uno spazio molto ridotto, fino a duecento dischi. Si dice che nel 1960 in Italia ce ne fossero addirittura quindicimila. Il juke-box si ritroverà spesso sia nelle canzoni che nei film musicali. Una delle prime canzoni di Adriano Celentano I ragazzi del juke-box rappresenta appieno il nuovo amore dei giovani per questo strumento che permette di ballare e di ascoltare musica facilmente.

La felicità
costa un gettone,
per i ragazzi del juke-box.
La gioventù,
la gioventù,
la compra per cinquanta lire e nulla più...

Tutto ciò favorì, anche da noi, il definitivo decollo della discografia. La data spartiacque è il 1958, l'anno in cui la Rca distribuisce in Italia i primi dischi di Presley e Modugno trionfa al Festival di Sanremo. E' anche l'anno in cui il 45 giri soppianta definitivamente il 78 giri. Se nel 1951 si erano venduti 3 milioni di dischi, nel 1958 se ne vendono addirittura 16.875.200, una cifra certamente strabiliante. Sono cifre di un'industria in continua ascesa (che avrà solo nel 1961 una piccola crisi), che porta dietro a sé anche il successo di tutto quello che è legato al mondo musicale, a partire dalle riviste specializzate (come "Sorrisi e canzoni" che, nata nel 1952, raggiunge di colpo la tiratura di un milione e mezzo di copie nel 1960 pubblicando in anteprima i testi della canzoni di Sanremo).

In questo periodo, profittando della felice congiuntura cinematografico-canora, una certa fortuna torna ad irridere anche ai film musicali, come I ragazzi del juke-box, Urlatori alla sbarra, I teddy-boys della canzone, che all'inizio degli anni Sessanta hanno il merito di svecchiare radicalmente l'intero genere.

E' in questo clima che si affermano trasmissioni radiofoniche come "Il discobolo" di Vittorio Zivelli (nata nel 1953, durerà fino al 1961), che per quasi un decennio sarà l'unica a proporre novità italiane e straniere.

Con il juke-box si afferma anche la nuova tendenza di collegare ogni canzone di successo all'interpretazione di un unico artista, relegando le altre versioni al rango di covers: ciò fece diminuire vertiginosamente il peso dell'editoria e assumere straordinaria importanza alla categoria dei discografici. Quello che più conterà da adesso in poi non è tanto la canzone, quanto chi la interpreta.

I profondi mutamenti nel campo della discografia e l'aumento vertiginoso nella vendita dei dischi portarono abitudini e fenomeni nuovi. Per esempio nel 1959 si lancia l'idea di una classifica discografica. L'Hit Parade venne pubblicata per la prima volta nel 1959 dalla rivista "Il musichiere" (poi ripresa da "Teletutto", "Sorrisi e canzoni", "Musica e dischi" e dal 1967 anche alla radio). Così il fattore economico sta diventando sempre più importante, la classifica è uno stupendo modo per incrementare le vendite grazie a un meccanismo di rivalità e negli anni successivi, grazie alla radio (il cui pubblico era formato da giovani appassionati, tutti possibili acquirenti), offrirà ai brani in classifica una vetrina di grande rilievo.