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| NOEMA Home SPECIALS Max Neuhaus: introduzione alle installazioni sonore | Tecnologie e Società | |||||||||||||||||||||
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TWO IDENTICAL ROOMS
Troviamo un altro efficace esempio di opera che si dà, libera, al sentire del fruitore e ne richiede l'attenzione partecipata in Two "identical" rooms, lavoro realizzato presso la Deichtorhallen di Amburgo nel 1989, nel quale l'artista contrappone due spazi uguali distinti esclusivamente dal suono. Così Neuhaus stesso li descrive: "In uno spazio il suono era fluido e bastava concentrarsi per trovarsi completamente immersi, tuttavia era così tenue che si poteva facilmente essere distolti. L'altro spazio comprendeva un insieme di suoni sordi, legnosi, una tramatura densa, posta in alto come un soffitto. Questo suono portava la maggior parte dei visitatori a ritenere che questa sala fosse molto più ampia dell'altra benché ambedue avessero la stessa forma e la stessa dimensione. [...] Devo ammettere che il mio impulso potrebbe derivare in parte dal desiderio di tacitare i "San Tommaso". Sono così convinti che la percezione dello spazio passi solo attraverso la vista, da considerare del tutto retorica questa idea di trasformare lo spazio solo con il suono. Era divertente chiedere: se è retorica, perché questa sala è più grande dell'altra?" (22) Ancora una volta si delinea da un lato, l'intenzione di plasmare lo spazio attraverso il suono e, dall'altro, la necessità di farlo cagianamente "in relazione alla musicalità del soggetto": "La realtà si presenta allora come rapporto fra un senziente e tutto il sensibile compreso nello spazio e nel tempo dell'esperienza del primo. Di fatto dunque non preesiste al soggetto né da esso si distingue" (23) . Con tale azione sonora i due ambienti non solo vengono "rinominati" spazialmente ma s'innesta un processo sensoriale che porta il fruitore a sviluppare, anche nelle esperienze quotidiane, un processo di conoscenza e apprendimento rivolto ad una diversa percezione dello spazio in relazione al suono.
NOTE 22) Max Neuhaus, Max Neuhaus. Evocare l'udibile. Op. Cit. p. 108.
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