NOEMA Home SPECIALS › Max Neuhaus: introduzione alle installazioni sonore
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Max Neuhaus: opera e ispirazione
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L' ORIGINALITA' AMERICANA

 

 

 

Il quadro di Newman del 1962 intitolato The Third (figura 3) in collezione presso il Walker Art Center di Minneapolis, si presenta come una monumentale tela bicroma gialla ed arancione dove l'artista eliminando ogni referenzialità, ritrova se stesso nell'unico oggetto che persiste: il puro spazio. Dal momento che nessuno può vedere realmente lo spazio che esiste tra due persone od oggetti, Newman interpreta lo spazio come puro colore e, per rendere più esplicita tale idea, crea dipinti che abbracciano chi vi sta di fronte. Anche Neuhaus fonda la sua ricerca sull'idea di spazio - sia quello personale dell'artista immerso nella creazione della propria opera, sia quello che si ricrea nel momento fruizione - modulando, però, colori sonori in luogo di tonalità luminose.

Neuhaus afferma a riguardo che: "Storicamente tutti i compositori hanno situato gli elementi di una composizione nel tempo. A me interessa invece situarli nello spazio e lasciare che sia lo spettatore a stabilirne il tempo." (19) Ciò che ci interessa qui segnalare è una comune propensione a lasciare in primo luogo all'artista, ed in secondo luogo al fruitore, una forte libertà esecutiva e di lettura che nasce sul momento. "L'appello non è tanto mentale, il giudizio che l'opera attende per acquisire il proprio senso non richiede una presa di visione delle regole, una competenza linguistica, ma l'applicarsi della sensazione. Questo è un elemento di fisicità che è fortemente americano e che caratterizza, oltre la scrittura, anche l'interpretazione" .(20)

Così Giampiero Cane traccia nel suo MonkCage un'idea di "originalità americana" nella musica e nelle arti visive dove, configurandosi l'America come, il luogo "altro", svincolato dalle tradizioni europee, si può pensare ad un'arte che vuole farsi da sé. Le melodie di Billy Holiday, Charles Parker o John Coltrane, diversamente dalla prassi dodecafonica europea, nascono autonome, ex legem: la melodia è al centro della scena e nasce dalla sensibilità dell'immediato. Il passo successivo della ricerca americana si ha con John Cage per il quale "la melodia si trasforma, nel campo del dirsi del suono, perdendo naturalmente il carattere di disegno, ma senza che il principio costruttivo ritorni a privilegiare uno dei fattori tradizionalmente costitutivi la musica. Anzi quel che apparirà nel sonoro, sarà cagianamente musicale solo in relazione alla musicalità del soggetto percipiente." (21)

Tale concezione poetica, che da un lato coinvolge la sensibilità dell'immediato e dall'altro evidenzia l'attenzione ad una sonorità che si svela (e si crea) in relazione al momento stesso del percepire, è pienamente ascrivibile, per le modalità d'esecuzione e sensibilità di fruizione, anche all'operare di Max Neuhaus.

Insieme ad una pittura della sensazione immediata dello spazio (Barnett Newman, ma potremmo indicare anche la gestualità di Jackson Pollok) ed ad un'idea di melodia autotelica (Billy Holiday, Luis Amstrong, Charles Parker...) possiamo quindi collocare le esperienze sonore, "originalmente americane" e pragmaticamente libertarie, sia di Cage che, nelle sue filiazioni poetiche, del nostro Neuhaus.

 

NOTE

19) Max Neuhaus, Max Neuhaus. Evocare l'udibile. Catalogo della mostra, Nizza-Rivoli, Charta, Milano, 1995.
20) Giampiero Cane, Monkcage: il Novecento musicale americano, Bologna, CLUEB, 1995, p. 29.
21) Ibidem, p. 27.