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| NOEMA Home SPECIALS Realtà virtuale e coscienza |
Tecnologie e Società
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La realtà virtuale non serve al popolo,
“All’infinito numero di possibili livelli di materia corrisponde un numero infinito di possibili modi di esistenza. Ma anche a ogni singolo livello di materia corrispondono infiniti modi possibili di esistenza, dati da tutte le possibili posizioni di quel livello. Ogni livello della materia ha il suo proprio spazio immaginario, inamovibile, infinito e continuo. Ogni livello della materia è pervaso dalla totalità dello spazio immaginario e del tempo: questa è la natura della compenetrazione.” [12] E’ quindi impossibile sottrarsi al tipo di leggi che l’esistenza ci ha assegnato. Nella realtà virtuale non si troverà nient’altro oltre quello che sta dentro o fuori di noi, nessuno può generare nulla di per se stesso se non chi ha generato il tutto. Nella realtà virtuale ci interfacciamo ad un universo che segue le leggi e le velocità del nostro universo interiore. Per uno sviluppo di coscienza il processo è opposto, noi dobbiamo interfacciare il nostro interno con le leggi e le velocità della realtà in cui siamo nati e che ancora non conosciamo. La realtà virtuale può essere utilizzata come servomeccanismo della realtà. La realtà non può e non deve essere usata come servomeccanismo della realtà virtuale. L’unico modo per mantenere questo equilibrio è sviluppare un cambio di consapevolezza. E quella si deve prima raggiungere qui, ora, in questo mondo.
Note 12) Roger Joseph Boscovich, cit. in Peter Weibel, "I nuovi corpi dell'Imperatore", in Pier Luigi Capucci, Realtà del Virtuale, cit., pp. 215-216. [back]
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