| La musica e la società di massa | | | LA MUSICA E LA SOCIETA' DI MASSA Ogni genere musicale del Novecento si identifica con i nuovi mezzi di comunicazione di massa, che diventano la predominante forma sociale di diffusione di questo genere artistico. Prima dell'invenzione delle tecnologie per la registrazione e la diffusione, la musica era per eccellenza l'arte del tempo: esisteva solamente nel momento e nel contesto in cui avveniva la fruizione e si amalgamava alle altre esperienze percettive che accompagnavano l'ascolto. Il momento creativo era la vera essenza dell'arte, in quanto genera la sua vera sostanza estetica situandola nella sua oggettivazione scritta, e non nella sua esecuzione. Con l'avvento della tecnologia, si ribalta il rapporto tra la composizione e la fruizione. Quest'ultima scavalca il momento creativo proprio grazie alle nuove tecniche, che combattono la naturale sfuggevolezza dell'arte dei suoni regalando una consistenza oggettiva ed un'esistenza autonoma all'esecuzione. È proprio per questo motivo che i generi musicali sui quali non vige il vincolo della stesura per iscritto si adattano meglio alle esigenze del consumo. Grazie al loro carattere funzionale, sono classificati "artisticamente inferiori" da chi si occupa di musica colta e si ostina a difendere l'importanza della partitura. Quest'acerrima difesa però ha davanti ben pochi anni di resistenza: ancora un po' di tempo, e anche gli "addetti ai lavori" della musica colta la abbandoneranno. |