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Il fenomeno da baraccone. Cinema stereografico negli anni '60, '70, '80, '90
Dal 1955 in poi il cinema stereografico, se pur non si estinse del tutto, uscì definitivamente dal circuito cinematografico istituzionale. Si trasformò in una specie di fenomeno da baraccone, isolato ed allontanato. E' naturale quindi che un sistema considerato in tale maniera finisse per unirsi a film, girati per la maggiorparte da indipendenti, considerati allo stesso modo. Film di mostri, splatter, horror e tra gli anni '60 e '70 anche erotici, se non pornografici. Ci furono anche nuove sperimentazioni ribattezzate con nomi sempre diversi, ma erano in realtà tutte evoluzioni di soluzioni passate: anzi, dato che non veniva ricercata la qualità tecnica, molti film stereografici furono girati col sistema duo-color (questo anche per permettere la loro trasmissione in televisione). All'inizio degli anni '80 ci fu un film, Comin'at Ya, girato in Optimax III, un sistema derivato dal Natural Vision. Questo film ebbe un certo successo per il fatto che si rifaceva ad una corrente cinematografica in voga da un po' di tempo, lo "Spaghetti Western". Questo genere di film fu un caso atipico nel genere cinematografico. Infatti dopo il successo dei film di Sergio Leone molti produttori o filmaker indipendenti trovarono il sistema per fare film a basso costo senza essere scadenti; il filone dello "Spaghetti Western" ebbe molto succeso un po' in tutto il mondo, America compresa. Con questo tipo di film si riaccese l'attenzione per il tridimensionale; molti produttori indipendenti videro l'occasione per unire, a basso costo, film decenti ad una tecnica che comunque attirava ancora. L'attenzione attirò anche due ditte che detenevano ognuna brevetti dal nome diverso per la tecnica stereografica, ovvero la StereoVision International e la Lenny Lipton's Deep and Solid Inc., che crearono un nuovo marchio, il Future Dimensions. Ripartì dunque la produzione dei film stereografici. Le major americane fiutarono questa rinascita e rinobilitarono il tridimensionale. La caratteristica di questi film, che li differenzia da quelli del passato, è quella che vede la stereografia non più come elemento aggiuntivo nell'estetica cinematografica, ma inglobato nelle tematiche e nell'estetica di quegli anni. Molti dei film dell'epoca guardavano al futuro, e la visione stereografica ne era un elemento chiave. Se pur continua il suo uso per il solo scopo spettacolare, l'idea della stereografia come visione del futuro è molto importante per due motivi: - grazie a questa modalità di visione si cerca di dare credibilità ad una realtà immaginaria ma possibile. - si ha l'idea che nel futuro gli scambi di comunicazione audiovisiva utilizzeranno la stereografia, una possibile lettura che vede questo tipo di cinema come anticipazione di "realtà virtuali". Durante gli anni '80 e '90 ci sono stati alcuni casi di film stereografici, ma sono stati in reltà casi isolati, considerati più come "il ritorno di una vecchia illusione". L'utilizzo della stereografia nel cinema resta allora in una linea di confine: da una parte il sogno di un maggiore realismo delle immagini, dall'altra il tentativo di sfruttare l'illusione come effetto spettacolare.
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