| Introduzione In queste pagine sarà trattata l'applicazione del principio stereografico alla storia dei mezzi di comunicazione di massa. La scelta di restringere il campo d'attenzione a questa relazione è dovuta alla necessità di comprendere il motivo per cui questo principio non sia ancora riuscito ad imporsi saldamente, diventando un elemento essenziale nella vita di tutti i giorni grazie alle sue potenzialità mediali. Prima di cominciare però, è necessario un chiarimento terminologico. Il termine stereografia sarà utilizzato in riferimento all'insieme complessivo di procedimenti per la riproduzione della visione binoculare umana, ed è su questo termine, o meglio sulla sua applicazione, che si concentrerà lo studio. Il termine stereoscopia, vedremo invece, indicherà l'utilizzo di uno tra i tanti sistemi adottati per creare la visione binoculare, ovvero quello stereoscopico. E' necessario chiarire anche un altro termine, ovvero "3D", che spesso viene confuso con stereoscopia. Il "3D" indica usualmente una tridimensionalità simulata; mentre nella stereoscopia la tridimensionalità rispetta i valori della visione umana. Se vogliamo, la differenza è da ricercarsi proprio nel superamento o meno di questi valori. Dato però che per alcune simulazioni 3D è necessario un processo stereografico e che molto frequentemente la tecnica utilizzata è quella stereoscopica, può accadere il fraintendimento. In questo elaborato il riferimento alla tridimensionalità sarà da intendersi nel suo significato naturale, cioè quello della visione umana. |