NOEMA Home SPECIALS › La stereografia
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Introduzione
Il principio stereografico
La nascita e il primo declino
Prima fase del cinema stereografico
Il ritorno e il secondo declino
Le nuove scoperte
La stampa stereografica
Il ritorno del cinema stereografico
Il fenomeno da baraccone
Un nuovo futuro
Bibliografia

 

Le nuove scoperte durante il buio del cinema stereografico

 

 

Nella metà degli anni '30, in America, il pubblico aveva perso interesse per il cinema stereografico, ma è proprio in questi anni che avvengono importanti progressi nella stereografia.

Nel 1932 Edwin H. Land, uno studente di Harvard, applicò i principi, già noti, del filtro polarizzatore per creare un sistema in grado di riprodurre immagini stereografiche. In realtà il principio era come quello del duo-color. In pratica il filtro , a seconda del suo orientamento, lasciava passare alcune polarità di luce, escludendone altre, le quali a sua volta erano fatte passare se il filtro veniva orientato nella direzione opposta. Land riprese fotografie, ma anche brevi filmati, con due camere. Ognuna di esse montava un polarizzatore orientato in maniera diversa. Durante la proiezione bastava indossare occhiali con lenti posizionate sulla stessa polarità della macchina da presa o fotografica. Le due polarità permettevano ad ogni occhio di codificare solo una delle due immagini. Il vantaggio dell'uso del polarizzatore stava nel fatto che era possibile vedere i colori naturali, all'epoca il bianco e il nero, cosa che il vecchio sistema duo-color non permetteva. I primi film sperimentali con il sistema dei polarizzatori vennero girati nel 1936. Negli usa la MGM realizzò degli short dimostrativi sotto il nome di Audioscopiks e New Audioscopics; in Germania fu realizzato il film Zum Greifen nah (il sistema fu chiamato Raum-film Zeiss-ikon). In Italia la Società Italiana di Stereocinematografia realizzò il film Nozze vagabonde (8).

In Russia Semyon Pavlovich Ivanov sviluppò un particolare sistema di visione stereografica per film, senza che il pubblico dovesse utilizzare occhiali. Il sistema, chiamato lenticular, impiegava uno speciale schermo composto da migliaia di fili in argento sui quali veniva proiettato un film, in duplice pellicola. L'immagine si rifletteva poi sugli spettatori che la percepivano tridimensionale.

Questa soluzione non ebbe molta fortuna, molto probabilmente per il fatto che bastava il minimo movimento del corpo o dello sguardo per perdere l'effetto illusorio.

La seconda Guerra Mondiale arrestò tuttavia, almeno in America ed in Europa, sia le sperimentazioni sia le produzioni di film stereografici. Questo era inevitabile, specie per un cinema considerato di spettacolo, d'intrattenimento.

 

NOTE

8) Sembrano tuttavia esserci disaccordi su questo film. Alcuni sostengono fosse girato in duo-color. Purtroppo il film sembra essere scomparso, per cui non è possibile dare una risposta precisa. [back]