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Introduzione
Il principio stereografico
La nascita e il primo declino
Prima fase del cinema stereografico
Il ritorno e il secondo declino
Le nuove scoperte
La stampa stereografica
Il ritorno del cinema stereografico
Il fenomeno da baraccone
Un nuovo futuro
Bibliografia

 

Il ritorno del cinema stereografico (1950-1955)

 

 

Nella prima metà degli anni '50, in America, la televisione aveva tolto al cinema moltissimi spettatori. L'industria hollywoodiana era in crisi. Per contrastare questo fenomeno i produttori iniziarono a sviluppare un nuovo tipo di cinema. Si crearono schermi panoramici su cui proiettare film a colori, ma soprattutto il cinema iniziò a rivolgersi ad un pubblico giovane. E' in questo clima che Hollywood riscopre il cinema stereografico, utilizzato per contrastare la televisione. Nel 1952 il film Bwana Devil, girato con filtri polarizzatori (procedimento rinominato Natural Vision), ottenne un buon successo economico, ma fu stroncato dalla critica. Proprio da ciò si capisce che l'uso della stereografia per questo film ebbe quella famosa funzione d'intrattenimento e di meraviglia appartenuta ai suoi predecessori. Il procedimento non era nuovo, ma la campagna di ricontestualizzazione del cinema stereografico lo fece passare come tale.

Anche in questo caso le tipologie di stampa su pellicola erano le solite: quella fianco a fianco, ottenuta grazie ad una lente chiamata anamorfica per film stereo ed utilizzata con filtri polarizzatori; oppure la più "antica" tecnica della stampa sovrapposta, utilizzata per lo più con la tecnica del duo color. Intravvedendo la possibilità di guadagnare producendo dei film a basso costo, l'industria hollywoodiana iniziò la produzione di film stereografici dal contenuto "basso", ma dalla forte spettacolarizzazione. Ogni casa di produzione hollywoodiana perfezionò un proprio sistema per la ripresa stereografica. In realtà erano tutti derivati del Natural-Vision, ma con questo espediente non si dovevano pagare le concessioni per i diritti di sfruttamento del brevetto. Questi generi di film furono prodotti fino al 1954, dopodiché iniziò un secondo declino del cinema stereografico.

In questo caso i motivi del declino non vanno cercati nella diminuzione dell'interesse del pubblico verso questi film: anzi, questi attiravano ancora molte persone. Le vere cause vanno cercate nelle produzioni. Infatti i produttori hollywoodiani si resero conto che bastava semplicemente il contenuto dei film, medio-basso e rivolto ad un pubblico giovanile, ad attirare molte persone. Il tridimensionale era un effetto in più, ma non era ciò che faceva la differenza. Per cui non conveniva spendere soldi per il tridimensionale , quando era possibile ottenere gli stessi profitti col bidimensionale.

Per le Major hollywoodiane, in un periodo di forti investimenti per il rinnovo tecnologico (suono stereo, cinemascope), ogni spesa in più era una perdita. Si preferì quindi investire su questo tipo di tecnologie per combattere la televisione. Inoltre c'erano da considerare i costi affrontati dalle sale cinematografiche, che nel caso di film stereografici erano molto maggiori rispetto ai film normali. Anche negli altri paesi del mondo le avventure del cinema stereografico, nate dalla spinta americana ma per ragioni diverse (generalmente sempre per sperimentare nuove forme d'intrattenimento), si conclusero alla metà degli anni '50.

Nel cinema, a differenza della fotografia, la stereografia non era considerata un mezzo per percepire visivamente in maniera reale; le varie modifiche tecnologiche introdotte (ad es. il cinemascope) creavano da sole, apparentemente, questa sensazione. Se a tutto questo aggiungiamo il costante parere negativo della critica verso il cinema tecnologico, accusato di aver tolto l'artisticità del bianco e nero e il vecchio formato, capiamo perché il cinema stereografico non sia riuscito ad imporsi saldamente e ad evolversi.