| NOEMA Home SPECIALS La stereografia | |||||||||||||||||||||||||
|
Il ritorno ed il secondo declino della stereofotografia (1930-1955)
Nel 1933 la Tru-Vue Company di Rock Island introdusse un nuovo formato di fotografie stereoscopiche: le TRU-VUE film-strips, delle striscie di pellicola, contenenti 14 vedute, che passavano negli appositi visori, leggeri e portatili. Il risultato era più o meno quello del vecchio stereoscopio, ma nonostante la crisi economica dopo il crollo del '29 questa nuova forma di fotografia stereoscopica ebbe successo. I motivi di questa rigenerazione vanno ricercati non tanto nella soddisfazione di un bisogno di realtà, ma nella possibilità di un mezzo di distrazione , specie per i bambini, economico e leggero, le cui fotografie erano portatili, facilmente riponibili. Di questo modello ne furono venduti solo negli Usa 1,5 milioni all'anno e ben oltre gli anni '50. Intorno a quegli anni questo dispositivo fu sostituito da un apparecchio simile, che aveva tuttavia una caratteristica in più, una caratteristica che lo rese molto noto: il View Master. L'importante novità del View Master (6) era che nel visore stereoscopico andavano inseriti dei dischetti di cartone, che non solo recavano le fotografie (o disegni), ma ogni nuova immagine recava, sul dischetto, alcune scritte, che, nell'insieme delle immagini, potevano costituire una storia, come quella di Bambi o di Rin Tin Tin. Storie per lo più rivolte ai ragazzi. Ancora una volta la stereografia non era riuscita a uscire da quell'aura di semplice attrazione ludica, legata adesso al divertimento per giovani. Altro importante elemento che decretò il successo del View Master fu il bassissimo costo (35 cents per i dischetti e 1 o 2 dollari per il visore), dovuto in gran parte al fatto che non si usava pellicola 35 mm ma una pellicola molto più piccola e montata su un supporto di cartone. Una spinta alla stereofotografia venne attraverso la commercializzazione, soprattutto in America alla fine della Guerra, di macchine fotografiche in grado di creare fotografie stereografiche, con la stessa pellicola usata per quelle normali. Ad esempio la David White Company mise sul mercato la Stereo Realist. Così fu presentata sul mercato: "Ora puoi riprendere la vita, come i tuoi occhi realmente la vedono! Ecco il brivido del pieno colore fotografico più la magia della terza dimensione..." (7) Inizia qui ad emergere la seconda tendenza; "riprendere la vita, come i tuoi occhi realmente la vedono" può essere tradotto con "puoi vedere (o entrare in) una realtà attraverso la stessa percezione visiva con la quale vivi la vera realtà". Ecco che troviamo i germi della simulazione di realtà. Il mercato legato alle stereofotografie si espanse velocemente. Seguendo il modello della Stereo Realist furono prodotte: la Wollensak Stereo, laTDC Stereo Vivid, la Edixa ed infine la Kodak Stereo camera, che univa alta qualità e basso costo. Altrettanto velocemente però il mercato della stereografia si restrinse. Iniziò un secondo e più disastroso declino, che porterà la stereofotografia ad una sorta di estinzione, almeno dal punto di vista commerciale. Infatti solo la Stereo Realist continuò la produzione fino agli anni '60. In buona parte le cause furono simili a quelle del primo declino: lo spostamento dell'attenzione verso un altro mezzo. In questo caso gli avversari furono due: - il nuovo cinema, panoramico e colorato; - la televisione; entrambi non solo efficaci nell'intrattenimento, ma anche nella riproduzione del reale.
NOTE 6) Inventato da William Gruber nel 1938 ma diffusosi, specie in America, verso la fine degli anni '40. [back]
|