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| NOEMA Home SPECIALS Studio Azzurro: percorsi critici multimediali |
Tecnologie e Società
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Conclusioni
L'esperienza di Studio Azzurro, come si è visto, ha attraversato l'ultimo ventennio con rara coerenza e capacità di approfondimento delle premesse teoriche. Nelle ambientazioni video sono state introdotte nuove strumentazioni messe a disposizione dal progresso tecnologico, ma costante è rimasta l'attenzione nei confronti della dimensione sociale dell'esperienza estetica e della funzione particolare che, in questa direzione, può esplicare l'arte. Con il passare del tempo, le sempre più aggiornate strutture predisposte per la fruizione estetica (interattività, virtuale) hanno dimostrato di poter avere una sorprendente capacità nell'evidenziare direttamente le mutazioni in corso e le possibilità di intervento diretto. Questi sofisticati laboratori estetico-sociali, infatti, hanno dimostrato di sapersi sintonizzare facilmente, quasi in tempo reale, su alcuni nervi scoperti della contemporaneità. Per queste ragioni, la ricerca artistica andrebbe potenziata per offrire nuovi e più efficaci strumenti all'indagine scientifica, con cui ritrovare un dialogo nuovamente simpatetico e funzionale. Lo scenario che abbiamo di fronte si potrebbe descrivere come un susseguirsi di nuove proposte tecnologiche, di protesi migliorative per l'uomo, e se, come rilevato da McLuhan, ad ogni nuova estensione del nostro sistema nervoso centrale corrisponde un'immediata e necessaria fase di intorpidimento dei sensi coinvolti, il rischio è un po' quello di vedersi privati del necessario tempo di assimilazione e di riorganizzazione delle strutture percettive. Diversamente da quello che era accaduto, ad esempio, in tempi remoti con l'introduzione della scrittura in strutture sociali di tipo orale, (34) lo stesso torpore rischia adesso di convertirsi in soffocamento. Ed è così forse che si sono creati certi paradossi della contemporaneità: "il crescere dell'incomunicabilità nella società della comunicazione, dell'abbaglio nell'era della massima visibilità, della dimenticanza nell'epoca delle memorie espanse". (35) Il ritorno ad una "cultura acustica orale e tribale", ad una circolarità onnicomprensiva dei sensi e della cultura, così come dei rapporti interpersonali, che secondo lo studioso canadese caratterizzerebbero la nostra epoca, sembrano trovare una perfetta realizzazione negli "ambienti" proposti da Studio Azzurro, dove le energie liberate dai nuovi apparati sono inserite in opportune strategie di incanalamento, per realizzarne il senso nel modo più efficace e risolutivo. Potremmo definirli progetti sinestetici funzionali, laboratori di una domestica fantascienza, divenuta inavvertitamente attualità, capaci di sollecitare creativamente la mcluhaniana "consapevolezza integrale". La soluzione al caos proposta si configura, in definitiva, nel suo stesso travalicamento, nella rappresentazione di vincoli da esplorare liberamente, secondo nuovi percorsi narrativi: un'"etica dell'immaginario", (36) insomma, per un'arte responsabile, da praticarsi in un futuro divenuto ormai già presente.
NOTE 34) McLuhan,
op. cit., p. 56-59.
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