NOEMA Home SPECIALS › Studio Azzurro: percorsi critici multimediali
Tecnologie e Società
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Introduzione
Studio Azzurro: origini e poetica
Video - ambientazioni: attraverso il video
Ambienti sensibili: per un'esperienza sinestetica totale
Cinema, musica, teatro: un'emozione multimediale
Riscoperta della memoria storica
Conclusioni
Bibliografia e sitografia

 

Introduzione

 

 

A partire dalle prime proposte di riflessione sulla crescente invasività dei nuovi mezzi di comunicazione di massa, negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra, il mondo dell'arte non ha mai smesso di interrogarsi sul mutato scenario della contemporaneità, di intrecciare un dialogo con i nuovi misteriosi abitanti della quotidianità e di sperimentare strade di ricerca alternative, volte a disinnescare il potenziale minaccioso del dispositivo tecnologico, per individuare nuovi percorsi conoscitivi e inedite soluzioni espressive.

Sarà quel filone etichettato come "arte elettronica", o più genericamente "video-arte", che sonderà la natura profonda del mezzo televisivo, del video, nel suo potente ruolo di modellatore delle strutture sociali e percettive e nelle sue più recondite potenzialità linguistiche.

La prima generazione di "video-artisti" appare già intorno ai primi anni Sessanta con Nam June Paik e Wolf Vostell del gruppo "Fluxus" e, seppur non ancora in possesso dei mezzi di produzione video, si dedica ad una sorta di sapiente manipolazione iconoclasta, suggerendo inattesi orizzonti multimediali. Successivamente si affacciano nuove figure, come Bill Viola e Gary Hill, che affondano l'azione della ricerca sul fronte più specificamente linguistico e, grazie anche ai progressi tecnologici intercorsi nel frattempo, sviluppano nuove possibilità di interazione ambientale.

Con gli anni Ottanta giungono ulteriori proposte, più composite che, prendendo atto dell'avvenuta assimilazione del mezzo, puntano a suggerire rapporti più stringenti e fluidi tra i diversi codici espressivi, con un utilizzo estremamente sofisticato dell'elettronica, ma al contempo disinvolto, "leggero" e di sorprendente efficacia comunicativa.

Proprio agli inizi di questo decennio, emerge con straordinaria originalità nella ricerca teorica e nei risultati espressivi lo "Studio Azzurro" di Milano che, attraverso un'intensa e multiforme attività volta a coniugare video, cinema, musica e teatro, ha conquistato ben presto una prestigiosa posizione di rilievo internazionale, consolidatasi nel tempo fino ad oggi.

Accanto alla realizzazione di installazioni video, ambientali e interattivi, si affianca un'importante produzione di spettacoli teatrali, di filmati di tipo più espressamente cinematografico e documentari, oltre ad una più recente applicazione nel campo espositivo-museale. Da sempre il gruppo, o meglio "progetto", come ama definirsi, si dedica con assiduità alla divulgazione e al confronto teorico attraverso l'organizzazione di laboratori di studio, seminari e workshops.