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La rappresentazione prospettica dello spazio
Tra i fattori succitati che, dal '400 in poi, hanno avuto un'influenza
rilevante sullo sviluppo di un sistema di rappresentazione visivo caratterizzato
da un'impronta veristico-naturalistica, un ruolo fondamentale è
occupato dalla prospettiva.
Nonostante la sua natura in parte convenzionale, la rappresentazione
prospettica dello spazio ha rappresentato un evento rivoluzionario nella
storia delle tecniche finalizzate a fornire una ricostruzione sempre più
verosimile della realtà:
"Nessun'altra forma di rappresentazione prima di allora era stata
in grado di rispondere meglio alle esigenze di un più efficace
rapporto con il mondo (...) affermando che la realtà virtuale è
una fisica particolare, voglio dire che è il risultato storico
di una lunga tradizione di studi di famosi filosofi e in particolare di
Cartesio. Cartesio aveva inventato le coordinate cartesiane, dello spazio
e del tempo; Cartesio è il primo matematico dello spazio e precisamente
dello spazio virtuale. Se facciamo riferimento alla storia dell'arte,
vediamo che quando fu inventata la prospettiva, da Jounaud, fu creato
il punto di fuga che è il primo punto virtuale di osservazione
dell'infinito. Infatti, gli inventori della prospettiva sono stati i primi,
dopo Cartesio, che hanno contestato lo spazio aritmetico e introdotto
immagini che dipendono dall'osservatore. Quindi le immagini, le rappresentazioni
del mondo, dipendono da chi le osserva." (Pierre Lévy - Filosofo
e docente al Dipartimento di Ipermédia dell'Università di
Parigi 8).
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