| Celerità e frammentazione |
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Celerità e frammentazione
Dunque è più che legittimo confrontare la prospettiva di
Nielsen & Co., che
più sopra avevamo definito funzional-razionalistica con essi.
Nielsen al capitolo "Progettazione delle pagine" dedica un paragrafo
ai "Tempi di risposta" [21], leggiamone
alcuni stralci pertinenti al nostro discorso:
- [...] i tempi di risposta rapidi siano il più importante
criterio di progettazione per il Web.
- [...] gli utenti per muoversi agevolmente in uno
spazio informativo, hanno bisogno di tempi di risposta inferiori al secondo,
quando passano da una pagina allaltra.
- [...] Al momento lobiettivo minimo per ciò che riguarda
i tempi di risposta dovrebbe essere di mostrare le pagine agli utenti in
meno di 10 secondi, che è il limite entro il quale si riesce a mantenere
la concentrazione durante lattesa.
- [...] le pagine Web devono essere progettate per essere veloci. In effetti
la velocità dovrebbe essere il criterio prevalente della progettazione.
Ora Anceschi (e noi con lui):
[...] In effetti è vero che lutente
del Web ha fretta, è impaziente e se non soddisfacciamo
in fretta il suo bisogno informativo clicca e se ne va, ed è altrettanto
vero che certi siti caratterizzati da un attrito informatico
(il numero di clic necessari per raggiungere lobiettivo
informativo desiderato) smisurato sono insopportabili, peccato
che il senso di
una risposta che non possa essere altro che celere, e che lo è continuamente
e a ripetizione, finisca per essere, per il destinatario, limposizione
di unindebita concitazione.[22]
Insomma la soluzione proposta
da Nielsen ha del paradossale; se è vero, come la Web experience
insegna, che: [...] Noi schiacciamo un botton visibile
facendo scattare un trigger invisibile,che ci spara istantaneamente
la schermata
e poi la serie di schermate [...]; e che di conseguenza, in una sessione
di navigazione: [...] Lo sforzo è quello di mantenere in
vita la continuità ([...] del viaggio), in un mutamento continuo.
Dunque il criterio prevalente nella
progettazione dovrebbe essere, al contrario, non la velocità,
ma la cura per le transizioni: [...] nella
concretezza del Web,di ogni schermata vanno soprattutto concepiti
e realizzati i giunti
spazio-temporali.
Viene dunque fuori
che il concetto di usability di Nielsen risulta essere tuttaltro
che orientato allutente: Nielsen finisce per proporci una
soluzione in cui è il corpo dellutente a doversi adattare
allinterfaccia
Web e non il sito Web ad essere plasmato in funzione di un corpo
a corpo (interazione) Ease ("facile").
Ricordiamo, a questo punto, che il termine Ease è uno
dei quattro termini su cui Nielsen dice fondarsi la buona progettazione
Web; da lui
riassunti nellacronimo
HOME (High, Often, Minimal, Ease).
E sottolineamo, ancora, che il significato attribuito al termine
Ease da Nielsen nasce da una incompleta - insufficiente
se non errata rilevazione
della Web experience
(dellinterazione navigator <-> interfaccia Web).
Continuando il nostro percorso, Nielsen ci introduce al capitolo "Progettazione
dei contenuti" così: "In
fin dei conti gli utenti visitano un sito per il contenuto. [...] Lunico
scopo del design è permettere ai visitatori di
arrivare al contenuto [23].
E fin qui siamo daccordo; ma in che modo, secondo Nielsen,
il Web design deve permettere agli utenti (soggetti) di arrivare
(a
congiungersi) al contenuto
(con loggetto di valore)?
Iniziamo con quella che possiamo definire (con Anceschi) la "frammentazione
dellinformazione". Scrive Nielsen: "Anche se fornite contenuti
multimediali [...] provate a spezzare i brani lunghi in parti più brevi
che si possano scegliere attraverso un menu [...]" [24].
Ma dato che il Web come si è visto è caratterizzato
dalla frammentazione ([...]sequenza di pagine/schermate che si
scatenano e concatenano con un clic), sembra davvero poco illuminante
proporre per i contenuti multimediali unaggregazione degli
elementi per spezzettamento-accostamento.
In Nielsen la frammentazione fa tuttuno con la concitazione, vediamo
allora ancora un altro passo relativo ai tempi di risposta. Nel
capitolo "Previsioni per il futuro" Nielsen scrive: "A partire dal 2003
circa, gli utenti di fascia alta disporranno di una banda di circa
1,5 Mbps
(megabit per secondo). Questo
consentirà loro di scaricare le pagine in meno di un secondo
e di navigare liberamente nel Web. Con tempi di risposta inferiori
al secondo, la navigazione
sarà molto più gratificante." [25]
Vediamo Anceschi sullo stesso punto, innanzitutto ribadiamo che: "[...]
nella concretezza del Web, di ogni schermata vanno soprattutto
concepiti e realizzati i giunti spazio-temporali [...]". E questo
per la frammentazione del Web era utile ripeterlo; ora invece vediamo
come
il
design deve
creare
la narrazione
- il percorso che porta i navigators a raggiungere il contenuto
da loro cercato - desiderato - il percorso che permette al soggetto (navigator)
di congiungersi col suo oggetto
di valore (il contenuto Web):
"- [...] cè qui bisogno di un sapere relativo
alle transizioni [...]. Vi conta di più la progressione dei piacevoli
passi che lacme del piacere scopico.
- [...] Cardine della narrazione è la sospensione [...],
dellesitazione
come ingrediente narrativo principale.
- [...] il designer [...] deve saper tradurre il fastidio dellimpazienza
in piacere dellattesa" [26]
NOTE
21) J. Nielsen, Web usability,
Milano, Apogeo, 2000,
pp 42-46. [back]
22) G. Anceschi, "La fatica del Web", Il
Verri,
n° 16, Maggio 2001, p. 33. [back]
23) J. Nielsen, Web usability,
cit, p. 99. [back]
24) Ibid,
p. 152. [back]
25) Ibid,
p. 364. [back]
26) G. Anceschi, "La fatica del Web",
cit., p. 33. [back]
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