NOEMA Home SPECIALS › La simulazione del reale nel Quattrocento Fiammingo
Tecnologie e Società
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1400, il secolo
della
appropriazione
della realtà
Il 400
fiammingo
La tecnica ad
olio e la luce
Jan van Eyck
I Coniugi
Arnolfini
e la
realtà virtuale
Bibliografia

 

Il 400 fiammingo

 

 

 

 

I paesi fiamminghi (che comprendevano oltre alla Fiandra, Artois, Brabante, Hainan, Limbourg e, più a nord, Olanda e Zelanda) godono all’inizio del XV secolo di una rinnovata prosperità. Data la posizione geograficamente favorevole delle città maggiori (Gand, Bruges, Ypres) il commercio stimola una vivace attività finanziaria. Ciò contribuisce alla formazione di una società cosmopolita, agiata e culturalmente aperta, attivamente interessata alla produzione figurativa. Forse per la prima volta la committenza borghese eguaglia, se non supera, quella aristocratica, ma nonostante ciò il polo di maggior importanza della vita culturale resta la corte. Molti sono gli elementi che accomunano la società fiamminga a quella fiorentina ma non bisogna dimenticare le differenze profonde che esistono tra le due culture: basti pensare alla diversa sensibilità religiosa, fondamentale in un’epoca in cui il pensiero e le forme religiose incidevano sui più vari aspetti della vita.

A partire dalla fine del Trecento, anche in relazione allo scisma d’occidente (1378), si era diffusa nei paesi nordici la necessità di un rapporto più stretto e personale tra l’uomo e Dio, che comportava l’intima partecipazione del fedele nei confronti di alcuni temi come la passione di Cristo e la figura di Maria. Alla religiosità privata si legavano sia la diffusione dei libri di preghiere per laici, sia la proliferazione di immagini devozionali, destinate a fornire spunti emotivi che favorivano l’identificazione dello spettatore con il fatto sacro. Per questo l’immagine, analogamente a quanto accadeva nelle descrizioni dei mistici o nei Misteri, doveva essere concreta, ricca di dettagli minuti e precisi.

In una situazione mentale e spirituale influenzata da tale atteggiamento affonda le sue radici il Realismo Fiammingo che ambienta gli episodi delle Sacre Scritture in interni così dettagliatamente descritti da fornirci una documentazione quasi fotografica sull’arredamento, gli usi, le funzioni degli oggetti nelle abitazioni fiamminghe del Quattrocento. Il pittore fiammingo cerca di coinvolgere lo spettatore proponendo particolari straordinariamente realistici soffermandosi sull’analisi materica dell’oggetto rappresentato in modo tale da stimolare una percezione non solo visiva ma anche tattile, a differenza della resa prospettica dello spazio che sollecita la sola vista.

Dunque, se la scoperta del reale a Firenze è caratterizzata dalla visione unitaria e sintetica proposta dalla prospettiva lineare brunelleschiana, nell’arte fiamminga tale scoperta è data da un’analisi minuziosa della realtà, accompagnata a una concezione più empirica dello spazio. L’elemento unificatore dello spazio è dato dalla luce che avvolge ogni parte della rappresentazione valorizzandone i minimi particolari.

Ne scaturisce una descrizione estremamente accurata della ricchezza dell’universo visibile, in cui lo spazio assegnato all’uomo non è centrale né esclusivo in quanto ogni singolo elemento (sia esso un umile oggetto della quotidianità o uno scorcio di paesaggio) è degno di essere rappresentato e acquista una propria identità e un significato simbolico.

Per esempio, se Masaccio opera una sintesi coglie l’essenza delle cose in una visione prospettica unitaria governata dalla razionalità, Jan van Eyck, invece, procede per analisi partendo dai singoli, innumerevoli oggetti che si presentano ai nostri sensi. Tale metodo potrebbe rapportarsi alla filosofia nominalistica, assai diffusa nei paesi nordici, la quale sostiene che la sostanza della realtà proviene a noi attraverso i singoli oggetti percepiti. Tutto ciò trova un preciso corrispettivo nelle tecniche usate dai due pittori: Masaccio modella potentemente col chiaro scuro; Van Eyck, valendosi prevalentemente della tecnica a olio, opera invece attraverso successive velature di colore-luce, traslucide e trasparenti, definendo la varietà delle superfici e i più minuti particolari (figg. 2-3).

 


fig. 2
Jan van Eyck, Adamo,Polittico di Gand, 1426-32,Gand, Saint Bavon

 


fig. 3
Masaccio, La cacciata dal Paradiso terrestre (part.), 1424-27, Firenze, Chiesa del Carmine, Cappella Brancacci.