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I Coniugi Arnolfini e la realtà virtuale
A Londra, alla National Gallery, si conserva il ritratto dei Coniugi Arnolfini (fig. 20) eseguito in occasione del loro matrimonio, firmato e datato 1434. Il dipinto presenta la coppia di sposi in atto di pronunciare il loro giuramento di fedeltà matrimoniale allinterno della loro camera da letto: gli interni sono colti squisitamente e minuziosamente con grande attenzione per la composizione spaziale dinsieme (figg. 21-22). La luce proveniente dalla finestra a sinistra, alle spalle di Giovanni Arnolfini, contribuisce a creare leffetto di profondità, mentre alcuni sottili artifici portano al coinvolgimento chi osserva. La stanza è impostata come se ci si fosse già inoltrati di qualche passo oltre la porta, il cagnolino in primo piano fissa attento e teso losservatore e, soprattutto, lo specchio rotondo appeso alla parete di fondo riflette non solo le spalle dei due ritrattati, ma anche la porta di accesso alla camera sulla cui soglia sostano due personaggi maschili che sono interpretati come i testimoni allatto di nozze (uno dei due è forse lo stesso Van Eyck che nella firma apposta sopra lo specchio segna Johannes de Eyck fuit hic, 1434).
Così chi osserva prova quasi la sensazione di trovarsi materialmente allinterno dello spazio dipinto, di partecipare personalmente alla scena. Si potrebbe dire che Van Eyck, nel 1434, crea una specie di realtà virtuale ovvero un ambiente tridimensionale nel quale entrare, agire, muoversi come in uno spazio realmente esistente, solo che è virtuale immateriale, un ambiente praticabile artificiale. Oggi un ambiente virtuale riproduce caratteristiche fisiche del reale simulando aspetti della sensorialità mediante sistemi ad elevato contenuto tecnologico [5], il fruitore si sente completamente immerso nello spazio nel quale si può muovere, interagire con gli oggetti simulati e sentirli. Certamente Van Eyck non pensò ad una realtà virtuale come oggi noi la intendiamo ma era nel suo intento assimilare lo spettatore allinterno della scena, come abbiamo già visto nel Polittico di Gand, inglobarlo fisicamente allinterno della composizione per amplificare la sua partecipazione emotiva, le sue sensazioni. Sembra che il suo intento fosse quello di andare oltre il supporto della sua opera che, essendo bidimensionale, sollecita la sola percezione visiva,egli cerca di stimolare una percezione tattile tramite la polimatericità degli oggetti raffigurati, cerca di simulare una percezione polisensoriale e di amplificare la percezione spaziale che non privilegia un unico punto di vista ma molteplici. Un altro dato che caratterizza lattività di Van Eyck è quello di una estrema attenzione nei confronti dei significati e dei concetti - in particolare morali e religiosi - che limmagine deve trasmettere. La cornice dello specchio è ornata da dieci piccoli tondi raffiguranti scene della passione e il candeliere a sei bracci ha una sola candela accesa, il simbolo che allude alla vita matrimoniale, così come connessa alla vita matrimoniale è Santa Margherita, raffigurata come statuetta sullo schienale del seggiolone in fondo alla stanza (fig. 23), o ancora, il cagnolino simbolo della fedeltà e la frutta della fertilità (figg. 24-25).
La pregnanza simbolica è tale che il ritratto diviene quasi un sostituto della realtà, un documento ufficiale che garantisce dellavvenuto giuramento di fedeltà matrimoniale tra i coniugi alla presenza di due testimoni, meglio ancora, chi guarda ne è testimone, partecipa alla scena e prende parte allevento. Van Eyck è certamente interessato alla rappresentazione del reale, indaga il mondo che lo circonda con attenta cura, ma la rappresentazione del vero non è lo scopo unico e ultimo della sua pittura che al realismo affida messaggi anche simbolici intimamente intrecciati e connessi alla cultura a lui contemporanea. Ed è proprio alla cultura contemporanea alla quale i suoi quadri si rivolgono carichi di illusioni che coinvolgono gli osservatori e di messaggi impliciti ed espliciti da recepire. Si può collegare questo ultimo aspetto alla funzione degli attuali media che propongono immagini che ci influenzano, piene di simboli di significati che in qualche modo suscitano qualcosa in noi come, ad esempio, la persuasione attuata dagli spot pubblicitari. Negli spot ogni particolare, ogni oggetto presente viene scelto con cura, molto spesso sono molto credibili perché tutto concorre allo scopo finale della pubblicità: invogliare lo spettatore a comprare il prodotto. Ecco, un quadro come il ritratto dei Coniugi Arnolfini può essere inteso come una reclame dei nostri giorni, nellopera tutto viene caricato di significato la scena è collocata in un ambiente quotidiano per accentuare la sua credibilità, il tutto per sponsorizzare lunione degli Arnolfini. Concludendo, si può dire che non meno di oggi, in cui ci sono neotecnologie in grado di realizzare tutto (o quasi), nel Quattrocento il mito della Creazione era vivo e la prospettiva rinascimentale non è lunica testimonianza, questi quadri analizzati ne sono un esempio, la loro concezione spaziale (analitica, descrittiva, illusoria) si avvicina a quella della realtà virtuale e possono essere considerati come un passo avanti verso le attuali conquiste.
Note 5) Capucci, P.L., Realtà del Virtuale, Bologna, Clueb, 1993, pag.75. [back]
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