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Jan van Eyck

 

 

 

 

Iniziatore della scuola fiamminga, nonché uno dei maggiori pittori del XV secolo, Jan van Eyck iniziò la sua carriera artistica eseguendo alcune miniature del Libro d’ore che probabilmente appartenne a Guglielmo di Baviera. Sono subito visibili le sue principali caratteristiche, egli descrive con vivo interesse naturalistico delicate e vibranti rappresentazioni paesaggistiche. Stabilitosi a Bruges, ormai celebre pittore, nel 1432 Van Eyck eseguì, con la collaborazione del fratello Hubert [2], per la chiesa di S. Giovanni di Gand, il Polittico dell’Adorazione dell’Agnello mistico (figg. 4-5), prima opera nota e suo massimo capolavoro.

 


figg. 4 - 5
Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello mistico (o di Gand) aperto e chiuso, 1426-32, olio su tavola 204,3 x 33,2 cm, Gand, Saint Bavon

 

Il tema complessivo, trattato su due registri, è quello della redenzione e della glorificazione del Redentore: gli sportelli chiusi introducono al tema raffigurando nella parte superiore l’angelo annunciante sormontato dal profeta Zaccaria e la Vergine annunziata, sormontata dal profeta Michea (fig. 6); al centro, due pannelli che ricordano la veduta dell’interno in cui si svolge l’Annunciazione - con una bifora che apre su una veduta di città e una nicchia con l’occorrente per il lavamani [3] (figg. 7-8) - entrambi sormontati da due Sibille, quella Eritrea e quella Cumana; nel registro inferiore, alle estremità i donatori inginocchiati in una nicchia e al centro i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista rappresentati in grisaille [4].

 


fig. 6
Il profeta Michea, part. del Polittico di Gand

 


figg. 7 - 8
A sinistra: bifora che si apre su una veduta di città; a destra: nicchia con l’occorrente per il lavamani

 

La mimesi del reale è accentuata dall’unificazione spaziale del registro superiore, ottenuta sia attraverso la convergenza delle ortogonali sia attraverso l’uniformità della luce. Contemporaneamente viene portato al massimo lo scambio continuo tra finzione pittorica e oggetti reali, abolendo ogni diaframma tra spazio fittizio e spazio in cui si colloca lo spettatore: nella stanza della Vergine è, infatti, proiettata l’ombra dei montanti della cornice, come se fossero investiti dalla luce proveniente dalle finestre della cappella.

In questo modo la cornice reale viene assimilata all’immagine e, allo stesso tempo la scena dipinta partecipa dell’oggettività della cornice. Tramite questo accorgimento Jan cerca di coinvolgere lo spettatore all’evento, non solo dal punto di vista emotivo ma fisicamente, cerca di creare attorno a lui uno spazio virtuale.

Le tinte utilizzate sono smorzate, prevalgono i bruni e i grigi, in armonia con un mondo popolato per metà da statue. L’interno è invece uno squillare di luce e di tinte gaie: rossi, oro, verdi brillanti, blu nei toni più diversi. Dal punto di vista concettuale, l’anello di congiunzione tra esterno e interno sono le figure di Adamo ed Eva, i responsabili della venuta al mondo del Redentore.

Aperto, il polittico dispiega le seguenti raffigurazioni: nel registro superiore il centro è occupato dalle monumentali figure di Maria e di San Giovanni Battista, assisi ai lati di Dio Padre; angeli cantori e angeli musici concertano ai loro fianchi mentre alle estremità sono presenti i progenitori Adamo ed Eva (fig. 9) entro nicchie ornate da finte sculture con l’offerta di Abele a Caino e l’uccisione di Abele (figg. 10-11).

 


fig. 9
I progenitori Adamo ed Eva,
part. Polittico di Gand

 


figg. 10 - 11
Finte sculture con l’offerta di Abele e Caino e l’uccisione di Abele.
Part. Polittico di Gand

 

Le figure di Adamo ed Eva, sono caratterizzate da uno studio anatomico estremamente realistico, Adamo è caratterizzato da un trattamento analitico particolarmente meticoloso dell’epidermide (figg. 12-13) (queste due figure sono indubbiamente opera di Jan) sono evidenziati gli aspetti anche minimi della realtà: la vena pulsante sulla tempia, la pelle delle mani scurita dal sole, la peluria bruna del torace. Da evidenziare è la realizzazione dei soffici e rigonfi capelli, il vibrare dei passaggi cromatici delle carni o, ancora, la bellissima invenzione prospettica del piede portato in avanti le cui dita sollevate consentono di scorgere uno scorcio di pianta che sottolinea la visione da sotto in su, creando un rapporto spaziale che lega l’osservatore alla figura e allo spazio dipinto della nicchia in cui essa è collocata.

 


figg. 12 - 13
Volti dei progenitori, part. Polittico di Gand

 

Il risultato è una presenza tanto viva e aggressiva da giustificare il provvedimento, preso nel 1781, di relegare in sacrestia questo pannello con il pendant raffigurante Eva perché ritenuti conturbanti.
Nel registro inferiore campeggia, al centro, l’Adorazione dell’Agnello mistico (fig. 14), alla quale partecipano profeti, apostoli, patriarchi e santi secondo scansioni in gruppi dalla ben individuata gerarchia; ai lati, su coppie di tavole, i giudici integri (fig. 15), i soldati di Cristo, gli eremiti (fig. 16) e i pellegrini concorrono alla lettura del messaggio dottrinale, scandito in aderenza al testo di San Giovanni.

 


fig. 14
Registro inferiore, pannello centrale, Adorazione dell’Agnello

 


figg. 15 - 16
A sinistra: i giudici integri; a destra: gli eremiti. Part. Polittico di Gand

 

Qui è evidente il mutamento dell’organizzazione spaziale: le figure, invece di scaglionarsi in gruppi sovrapposti su di un unico piano ascendente, formano un corteo continuo che, con il suo andamento spezzato, segue gli anfratti del paesaggio. L’immagine, apparentemente appare costruita secondo un asse centrale (colomba, altare, fontana della vita) ma l’impianto è più complesso in quanto viene applicato uno schema prospettico basato su due punti di fuga e su una fonte luminosa posta in alto. Ciò è un’ulteriore riprova di come i fiamminghi non fossero indifferenti alle problematiche spaziali, ma tendessero a risolverle per una via sentita come più rispondente alla visione fisiologica binoculare.

I particolari realistici sono innumerevoli, i diversi materiali sono resi con una perfezione fotografica ad esempio il metallo delle canne dell’organo degli angeli musici (fig. 17) o le armature dei Cavalieri di Cristo (fig. 18) o, ancora, sorprendenti sono le migliaia di specie di piante riconosciute nel paesaggio dell’Adorazione (fig. 19).

 


fig. 17
Angeli musicanti, part. Polittico di Gand

 


fig. 18
I cavalieri di Cristo.
Part. Polittico di Gand

 


fig. 19
Paesaggio dell’Adorazione.
Part. Polittico di Gand

 

I particolari uniti ad una magistrale realizzazione dei personaggi sono tutti elementi compositivi studiati in funzione della verosimiglianza della costruzione spaziale che lega il rapporto tra le figure, lo spazio dipinto e l’osservatore. Come abbiamo visto è questo uno dei dati più significativi delle novità che Jan van Eyck porta nella pittura di primo Quattrocento e costituisce una chiave di lettura ricorrente per le sue opere.

 

Note

2) La maggior parte della critica si è trovata concorde nell’assegnare al fratello Hubert la concezione (e parte della realizzazione) del pannello con l’Adorazione dell’Agnello mistico e le tre figure centrali del registro superiore del polittico aperto. [back]

3) Questi oggetti sono caricati di significati mariani, ad esempio la natura morta con bacinella e asciugatoio, si può intendere come l’equivalente della fontana, simbolo della verginità della Madonna. [back]

4) Il talento mimetico della pittura di Van Eyck si cimentava con la vivezza dei colori della natura come con la simulazione della pietra e del marmo. [back]