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Per una definizione

 

 

 

Sovraccoperta: foglio di carta avvolto intorno ad un volume per proteggere la copertina e utilizzato a scopo pubblicitario e di richiamo [1].
Dunque una sovraccoperta serve a proteggere e a richiamare, ma come ben sappiamo non tutti i libri ne sono dotati. Mi sembra logico dedurre che, venendo a mancare la funzione di protezione, lo scopo principale delle copertine consiste nel richiamare a sé ipotetici lettori ed acquirenti.
Ma in che modo ci chiamano, come cercano di farsi notare?

 

1.1 Lettore abituale vs lettore casuale

Ogni nostra scelta è sempre dettata da una motivazione più o meno cosciente. Ecco dunque la risposta alla domanda precedente. Ci chiamano cercando di capire le nostre motivazioni. Queste possono derivare dal raggiungimento di scopi personali, dall’ambiente personale e sociale in cui viviamo, dalle attese circa l’utilità potenziale del contenuto del libro e dalla facilità d’accesso a questo. Le motivazioni possono dunque mutare da lettore a lettore. A questo punto mi sembra opportuno differenziare due prime tipologie.

La prima è data dal lettore abituale. Questa tipologia corrisponde solitamente ad una persona con una discreta cultura, abituata alla frequentazione di librerie, che si muove in un tessuto sociale con un certo grado d’istruzione, quindi un lettore che può effettuare le sue scelte librarie basandosi sulla propria esperienza precedente, sui consigli degli amici, sulle indicazioni ottenute dalle pubblicità o dalle recensioni.

La seconda tipologia è quella del lettore casuale. Questo tipo di lettore corrisponde invece ad una persona munita di uno scarso bagaglio culturale, di rado frequenta librerie e vive in un contesto sociale culturalmente poco vivace da cui difficilmente si possono ricavare stimoli alla lettura. Questa prima distinzione è fondamentale per capire le differenze del grado di motivazione dei diversi lettori. Partendo da questa prima divisione tipologica cercheremo ora di capire con quali mezzi di comunicazione le case editrici promuovono il prodotto libro.
I canali di comunicazione più utilizzati per questo tipo di pubblicizzazione sono le riviste specializzate e la televisione.

Partendo dal presupposto che il lettore abituale, fornito di un alto grado motivazionale, praticherà una selezione affidandosi maggiormente alle riviste, e che il lettore casuale, dotato di un basso grado motivazionale, sarà esposto, perlopiù accidentalmente, a pubblicità televisive, potremmo, partendo dall’opposizione di questi due mezzi di informazione, costruire un quadrato semiotico che darà origine a quattro nuove definizioni di lettori e acquirenti.

 

 

Siamo ora alla presenza di nuove distinzioni. Il lettore abituale può essere suddiviso in due categorie: intellettuale e lettore informato.
L’intellettuale: solitamente si tratta di una persona di elevato grado culturale, dunque già ben informato sugli sfondi contestuali della letteratura, solitamente scrittore di opere letterarie anch’egli, si rivolge esclusivamente a riviste critiche specializzate, snobbando per lo più i libri pubblicizzati dalla televisione, vive e lavora in un ambiente elitario.
Lettore informato: è la tipologia più numerosa, corrisponde a tutta quella vasta schiera di lettori che tiene il libro sempre sul comodino. Solitamente le loro letture si dividono in best sellers, gialli, tutti quei romanzi da cui sono stati tratti film di successo e occasionalmente anche qualche classico dalla trama apparentemente coinvolgente e appassionante. Solitamente considerano la lettura una buona alternativa al sonnifero, o un ottimo modo di ingannare il tempo sotto l’ombrellone o durante un viaggio in treno. Traggono le loro informazioni sulle nuove uscite editoriali da riviste non specializzate e dalla pubblicità televisiva.

Dal lettore occasionale ricaviamo, anche in questo caso, due sottocategorie.
Telespettatore: in questa categoria si inseriscono tutte quelle persone che comprano esclusivamente libri scritti da personaggi televisivi, o da scrittori abitualmente ospiti in programmi come i talk show. A differenza del lettore informato difficilmente si imbattono in opere letterarie di qualità superiore a causa di una scarsa motivazione e del solo utilizzo del mezzo televisivo come fonte di informazione.
Disinformato: è il non lettore per antonomasia. Probabilmente non ha mai letto un romanzo che non gli fosse stato imposto dal dovere scolastico. Apparentemente questa categoria sembra escludersi automaticamente dalle nostre tipologie di interesse, ma non è così. Non dobbiamo dimenticare che le case editrici sono interessate in primo luogo alla vendita, non è detto che un non lettore non si riveli comunque un acquirente.Una persona, che risponde a questa tipologia paradossale, potrebbe trovarsi, ad esempio, nella situazione di dover regalare un libro.
Queste quattro tipologie che abbiamo appena individuato, si differenziano soprattutto per livello culturale e ambiente sociale. Queste diversità si manifesteranno, oltre che nelle scelte letterarie, anche in un diverso gusto estetico che rispecchierà la loro identità definita dalla costituzione dei propri oggetti di valore [2].

 

Note

1) Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli, Il dizionario della lingua italiana, Firenze, Le Monnier, 1990. [back]

2) Cfr. A. J. Greimas, Del Senso 2, Milano, Bompiani, 1998, p. 19. [back]