NOEMA Home SPECIALS › Cyberpunk e hacker
Tecnologie e Società
Main
Introduzione
Cyberpunk
L'Hacker
Considerazioni
finali
Bibliografia
e sitografia

 

Considerazioni finali

 

 

Nel denunciare la centralizzazione dei canali d’informazione e nel reclamare una libertà di accesso alle reti, ICATA 89 ha fatto sicuramente un’utile operazione. Alla base quindi del cyberpunk e dell’hacker vi è l’affermazione di un approccio diverso rispetto al potere da sempre rappresentato dalla tecnologia. Un approccio non demonizzante e il più possibile legato a esigenze sociali e collettive di utilizzo, reagendo all’impoverimento comunicativo che sembra caratterizzare l’era del villaggio globale.

Alla società dello spettacolo e della deprivazione comunicativa bisogna quindi rispondere con l’individuazione del terreno di lotta sul diritto della comunicazione. Dobbiamo appropriarci del nuovo diritto umano di portare avanti uno scambio di informazioni non controllate, senza limiti e a livello mondiale. L’informazione, per essere concreta, reale, deve avere con sé anche un senso sociale. Il modo migliore per promuovere il libero scambio delle informazioni è avere sistemi aperti, qualcosa che non crei barriere tra un hacker e un'informazione, o un dispositivo di cui egli possa servirsi nella sua ricerca di conoscenza. L'ultima cosa di cui c'è bisogno è la burocrazia. Questa, che sia industriale, governativa o universitaria è un sistema imperfetto, ed è pericolosa perché è inconciliabile con lo spirito di ricerca dei veri hacker. I burocrati si nascondono dietro regole arbitrarie, si appellano a quelle norme per rafforzare il proprio potere e percepiscono l'impulso costruttivo degli hacker come una minaccia.

Essenziale appare oggi, quindi, il condurre una battaglia per il diritto all’informazione, tramite la costruzione di reti alternative sempre più ramificate. Questa è una lotta che può essere vinta, tenendo conto che lo stesso capitale non può fermare, per ragioni di opportunità politica, un movimento economico intrinseco al suo stesso progredire. Il computer è uno strumento potenzialmente estremamente democratico, l’importante è acquisirne la consapevolezza a livello collettivo.

La letteratura cyberpunk sembra essere un ottimo cavallo di Troia, buono per interessare quei settori attigui, oggi non ancora coinvolti, che gravitano nelle orbite più lontane dal movimento. Oggi, tramite il cyberpunk, si offre l’opportunità a tutti gli operatori culturali e di movimento di aprire un nuovo enorme campo di produzione di immaginario collettivo, capace di liberarsi dalla cappa immaginativa esistente dalla quale da più tempo si è compressi. L’immaginario cyberpunk, in un certo senso, non è fantascienza ma realtà, il presente descritto in maniera un po’ particolare. I temi ispiratori del cyberpunk appartengono per storia, evocazioni e fascinazioni future ai movimenti controculturali. Bisogna collettivamente riappropriarsene. Potrebbe essere questa la risposta da offrire al paradosso comunicativo che caratterizza la fase attuale della società: un mondo molto mediatico, ma anche molto povero quanto a comunicazione reale.