NOEMA Home SPECIALS › La via italiana al digitale nel cinema
Tecnologie e Società
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Introduzione
Il cinema totale:
brevi riflessioni
sull'avvento del
cinema digitale
La produzione
di immagini in
movimento
digitali
Nonsolodogma:
la via italiana
al digitale
Oltre le immagini
in movimento
digitali
Conclusioni
Bibliografia

 

Conclusioni

 

 

 

 

Ciò che mi ha spinto ad addentrarmi nel territorio confuso del cinema digitale in Italia è lo sguardo affettuoso nei confronti della nostra cinematografia, condannata a rinascite e crisi ma che stenta a trovare una sua specifica e nuova identità. Incuriosita dalle tecnologie digitali, ho iniziato a chiedermi se la loro leggerezza economica e produttiva potesse dare una nuova spinta ai giovani autori italiani. Credo di sì, anche se i rischi non mancano. La democratizzazione dei mezzi concede al giovane autore la possibilità di esprimersi, ma sono necessarie una formazione sul campo e l'acquisizione di un bagaglio di conoscenze audiovisive che diventano salvaguardia per ogni eccesso.

Sicuramente il cinema sta vivendo una rivoluzione tecnologica, cosi come viene definita da Christopher Freeman in Storia della comunicazione moderna [71]. La rivoluzione digitale in atto non sfocia, infatti, solo nell'apparizione sul mercato di nuovi prodotti ma ha anche le potenzialità di cambiare la struttura economica tradizionale della produzione e della distribuzione cinematografica. In ambito economico si prospettano anni di competizione, ma in ambito artistico cosa succederà?

In Italia, credo sia necessario che la critica svolga il compito di osservatrice attenta a sottolineare limiti e pregi della nuove immagini numeriche; che le scuole e le università diano spazio alla sperimentazione, sfruttando l'economicità dei mezzi; che le case di produzione accettino la sfida di un cinema differente rispetto a quello fino ad ora realizzato.

Ai registi spetta il compito di evitare di produrre un sovraccarico di immagini; non bisogna infatti dimenticare che lo spettatore vive in un contesto quotidiano dove le immagini lo avvolgono, e non ha spesso il tempo di capirle e assimilarle.

I giovani autori non dovrebbero comunque lasciarsi scappare l'occasione di sperimentarsi con una nuova tecnica che, per ora, è una delle possibilità offerte dal cinema, ma che diventerà, probabilmente, il futuro del cinema stesso. Infine, in Italia e nel mondo, gli esercenti dovranno essere stimolati all'adozione di proiettori digitali, che, raggiunto un buono standard qualitativo, miglioreranno il servizio offerto dalla sala.

Si prospettano, insomma, anni di cambiamenti che coinvolgeranno anche la cinematografia nostrana.

 

Note

71) Patrice FLICHY, Storia della comunicazione moderna, Baskerville, Bologna, 1994, p. 246. [back]