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Entrando in Matrix - pillola rossa o pillola blu?
Ma se l'accento (critico) è posto ora su una più o meno pretesa aderenza ai canoni Cyberpunk, ora sull'aspetto mistico dei riferimenti filosofici e dell'ossessione numerologica o sugli effetti speciali, tutti identificano come tratto fondamentale il rapporto dell'uomo con la realtà. L'hacker Neo (di giorno Thomas Anderson, rispettabile programmatore) viene contattato dal misterioso Morpheus e dalla sua cricca perché, ritenuto l'eletto, è chiamato a partecipare ad un'autentica rivolta: Neo apprende che l'umanità vive in un regime di schiavitù, e la vita che lui conosce è solo una sofisticata ricostruzione virtuale di un mondo, e di un tempo, ormai perduto: lui si crede nel 1999? Ebbene, è almeno nel 2199 e il mondo intero è governato da un'intelligenza artificiale (I.A.) che ha costruito questa realtà immaginaria, chiamata la Matrice (the Matrix), in cui gli esseri umani "vivono" una propria falsa e incosciente esistenza giornaliera. Tutte le loro azioni ed emozioni sono agite su un piano virtuale, scritte e prodotte dalla Matrice, senza che nessuno ne abbia consapevolezza. Tutto perché vengano sfruttati come "batterie" delle stesse macchine: in realtà infatti i loro corpi sono imprigionati all'interno di bozzoli in stato catalettico, utilizzati dalle macchine come fonte di energia in quanto il "vecchio" mondo reale è stato privato della luce del sole dagli uomini stessi che, proprio in lotta con le macchine, avevano tentato di tagliare loro la sorgente energetica. In sostanza un medioevo post-moderno e cyber in cui Matrix costituisce la "droga", l'artificio quotidiano inoculato negli esseri umani, incapsulati in una sorta di coma indotto, il cui unico sognare (indotto anch'esso) è la vita terrestre come noi la conosciamo. Tutta l'esistenza dello stesso Neo è stata una specie di allucinazione regolata da un sistema informatico superiore: Matrix appunto, il cui ordine interno è garantito dagli "agenti", sorta di programmi di controllo attivi nella simulazione stessa sotto forma di occhialuti ufficiali in borghese. Ma un estremo avanposto autenticamente umano è costituito da Zion, città prossima al centro della Terra, e nei ribelli che vi abitano (e che quindi non sognano-vivono Matrix) è posta l'ultima speranza. Si configura quindi una possibilità di liberazione per la razza umana soppiantata dalle macchine, che ovviamente passa dall'autocoscienza della propria condizione, e innanzitutto dalla vittoria sullo stesso campo virtuale di Matrix. Infatti Neo, chè è del tutto dentro la simulazione di Matrix quando viene contattato, deve vivere un'autentica iniziazione, e scoprire i segreti del programma cui solo pochissimi, naturalmente, hanno accesso. La prima battaglia (cioè questo primo film della trilogia) si combatte infatti proprio all'interno di Matrix stessa: in sostanza solo ottenendo un contro-dominio sui codici e sul sistema di realtà virtuale creato dalle macchine tiranne, Neo potrà aiutare Morpheus, Trinity e compagnia a segnare un primo passo verso la libertà.
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