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Gnostica Cyberpunk - Cattedrali e sovversioni di una realtà virtuale

 

 

 

Un denso alone mistico, come abbiamo accennato, pervade e significa parecchi passaggi fondamentali del film. Parrebbe esservi un'autentica impalcatura teologica e metafisica, anche se forse confusa e non priva di facili concessioni dal sapore terribilmente hollywoodiano.

Innanzitutto è presente un'evidente simbologia di origine gnostica, che ha dei punti di contatto col buddhismo e con i vangeli cristiani. Naturalmente è opportuno notare come per lo più le commistioni e le sovrapposizioni siano originarie, cioè presenti proprio nelle stesse scritture e tradizioni sacre. Non c'è da stupirsi: interi passi biblici presentano numerosissime analogie con miti e testi pre-cristiani, di origine latina, greca e persino egizia.

Lo gnosticismo si diffuse dal I al V sec. d.C. nel bacino del Mediterraneo fino al Medio Oriente, ma molti temi hanno una qualche origine pre-cristiana databile attorno al I sec. a.C. Il termine deriva dal greco gnosis, conoscenza, e identifica sia il cammino che il fine che lo gnostico si prefigge di raggiungere. La gnosis è un atteggiamento esistenziale che coinvolge totalmente la vita dell’individuo che, attraverso un processo intuitivo, giunge alla conoscenza di sé, dell’origine dell’uomo e del mondo: questa conoscenza gli consente la salvezza personale dal mondo della materia, che è il male da cui redimersi.

Nel caso specifico di Matrix vi è poi la succitata contaminazione con motivi post-moderni e cyberpunk, ma il materiale per una ricerca teo-filologica non manca di certo... tutti o quasi i nomi usati hanno chiari riferimenti religiosi e mitici: Neo richiama Nuovo, o Rinato, ed è l'anagramma di One, l'eletto, come Morpheus del resto sostiene [4]. Evidente poi come il nome di quest'ultimo richiami Morfeo, dio greco dei sogni.

Anche la simbologia legata prettamente alla figura di Gesù è vasta e va dall’Ultima Cena (Neo che mangia con il resto dell’equipaggio adombrando anche la profezia di Cristo che qualcuno al suo tavolo lo tradirà) alla figura stessa del traditore, del "Giuda" Cypher.

Trinity, la donna del gruppo, potrebbe rifarsi alla trinità divina, sia gnostica che cristiana, o ai tre stadi della donna, mentre la città di Zion richiama palesemente Sion, la città di Dio (Gersualemme nel vecchio testamento).

Al di là di questi paralellismi non sempre utili, è indubbio l'influsso sulla pellicola di alcuni grandi temi gnostici, che si intrecciano fittamente con la filosofia e, più semplicemente, con la natura e la concezione di uomo, e di coscienza. Nella mitologia gnostica è presente una creazione del mondo che ha non poche affinità con l'idea di fondo di Matrix, e qualche curioso contatto generale con l'universo del moderno, fra realtà virtuale, internet e cyberspazio: secondo gli gnostici il mondo fenomenico non è che la creazione artificiale di un Demiurgo, artefice semi-divino ed usurpatore che è riuscito ad avere la meglio sugli emissari del vero Dio, il quale in realtà sarebbe peraltro alquanto disinteressato al mondo degli umani. In sostanza tale creazione del mondo viene intesa in senso negativo e come prigione per lo spirito umano. Secondo la visione gnostica, ogni essere umano, volente o nolente, serve questo falso dio in una specie di sonnambulismo. Compito dello gnostico è smascherare questa simulazione, impossessarsi della propria prigionia per liberarsene e giungere alla conoscenza, quella verità ultima e primigenia che dev'essere cercata dentro se stessi [5].

Nonostante i propri limiti, la gnosi presenta spunti di riflessione proprio a partire dall’accento che pone sulla ricerca spirituale dell'individuo e sull'impossibilità di delega ad autorità esterne di tale compito; principio che è alla base, per esempio, della moderna psicanalisi evolutiva.

In epoca contemporanea non sono mancati tentativi d’identificare caratteri gnostici in fenomeni culturali moderni anche molto diversi: dal nichilismo all'esistenzialismo, alla scienza genetica che predica un intervento sui caratteri ereditari, primigenio condizionamento (ma si obietterebbe del tutto naturale) che pregiudica una totale libertà individuale.

Caratteri gnostici si possono osservare anche in una certa (ovviamente recente) mitologia relativa a Internet: se la pretesa gnostica sta nel ricostruire il reale attribuendo un diverso statuto ontologico a "enti di ragione" o a "opere di fantasia", Internet fornisce la possibilità di modificare la realtà in modo più radicale di quanto sia stato finora possibile per mezzo dell’ideologia creando una realtà virtuale nel cyberspazio, in cui ciascuno può "navigare", svincolato anche dai limiti del corpo.

Il mondo illusorio che le I.A. hanno posto di fronte agli occhi dell’umanità per nascondere la verità di un mondo annientato e buio, in cui essa è puramente fonte energetica delle macchine, si ricollega all'opera del Demiurgo, al falso Dio (un’estensione corrotta del vero Dio) che secondo gli gnostici mise assieme un mondo raffazzonato per tenerci a bada.

Anche in Matrix, come nei precetti gnostici, ciò che eravamo soliti considerare reale ci viene suggerito non essere altro che simulazione. Ciò che eravamo soliti considerare come fantasia è ora una realtà paurosa, quella delle macchine che governano il mondo. Ma quelle persone future vivono all'interno di una sorta di testo, in quella stessa fantasia creata dalle macchine, all'interno della Matrice. La maggior parte di loro non sono altro che lettori, incoscienti ma rigorosi, di prescrizioni invisibili, prendendo la realtà simulata "così com'è". Ma gli iniziati possono forgiarla secondo i propri voleri, proprio come dei lettori creativi possono reinterpretare il testo. Gli antagonisti peggiori, gli agenti sinistri, non sono persone e neppure esseri reali, ma semplici programmi di computer. Gli agenti esistono solo all'interno del testo stesso, anche se possono far male e anche uccidere. Qui un gioco con le convenzioni è anche un gioco sulle parole: quegli agenti appaiono agli uomini "sonnambuli", che credono di vivere una vita normale mentre in realtà la sognano, come ufficiali statali. Agenti che lavorano per un ufficio segreto; ma in gergo informatico un agente è anche un programma che svolge automaticamente funzioni complesse. Come mantenere l'ordine, o meglio, fare rispettare il codice.

Una scena piuttosto affascinante - e forse inquietante - del film, ci mostra Cypher che osserva cosa accade in Matrix su uno schermo della Nabuccodonosor (la navicella pirata di Morpheus che si cela nei meandri del sottosuolo terrestre), ma la osserva direttamente in codice, cifrata: una velocissima serie di numeri verdi in sistema binario combinato. La vita virtuale sognata dagli uomini, quell'illusione indotta che loro tuttavia credono unica realtà tangibile, è leggibile anche così: come puro codice di informazioni, da tradurre in stimoli sensoriali. Altrove onirico e digitale, vissuto come reale eppure scritto in codice come un videogame. Ma anche come un libro, o un film, e meglio ancora come un ambiente di realtà virtuale: cambiano la complessità del codice, il livello di sintesi delle informazioni contenute e le regole di decodifica. Ma non viene meno la possibilità di conoscere quel codice, di acquisirne l'alfabeto, in una parola la conoscenza. Un cammino facilmente affiancabile da quello individuato dagli gnostici per raggiungere una verità in certo qual modo demistificata, e libera dai condizionamenti.

The Matrix non rappresenta certo il primo caso di congiunzione fra tematiche metafisiche-religiose e ambientazione cyberpunk. Del resto muove da uno spiritualismo composito e spurio, e, a ben vedere, un motivo fondante della cultura cyberpunk è ridotto ai minimi termini nel film dei Whachowski: l'anarchismo punk, il nichilismo post-moderno, è soppiantato semmai da un certo individualismo quasi aristocratico. Ma asservito - paradosso? - al fine della liberazione dell'umanità. Il cammino verso la conoscenza diventa utile al genere umano, l'individuo si libera solo per assoggettarsi a propositi epici: che sia o meno l'eletto Neo deve contriubuire a riscattare tutti gli uomini. Persino superfluo inglobare questa scelta narrativo-concettuale in quel filone, di stampo tipicamente USA, che va da Superman a Men in Black, e da cinematografia e letteretura si sposta direttamente all'immaginario collettivo e comune dell'"oggi salviamo il mondo".

Ma al di là delle etichette e delle pecche con cui ogni produzione deve fare i conti, indubbiamente Matrix è un ottimo lavoro, in cui l'equilibrio fra le molteplici e variegate componenti è funzionale e strutturalmente ben costruito: questo ne ha permesso il successo presso un pubblico molto ampio e diversificato. I Wachowski sfruttano in pieno i dettami e gli strumenti del mezzo che usano, senza rinunciare al contenuto. Se la ridondanza (talvolta prepotente e a tratti leziosa) dei riferimenti sfiora una pericolosa confusione - si va dai già citati teorici del post-modernismo alle favole di Carrol, passando per Orwell, Barthes e temi religiosi contagiati dalla cultura cyber e dalla science fiction di Dick - e anche nella tecnica il film incorpori influenze varie, questo primo capitolo della trilogia si offre fertile bacino di tematiche e nodi da sciogliere, e sa sfruttare per primo, e dal di dentro, quegli stessi percorsi e quelle codificazioni che in parte sembra denunciare.

Proprio come in un gioco quasi perfetto, da giocare e da cui essere giocati.

 

Note

4) Ci sono riferimenti biblici e gnostici anche nel vero nome di Neo: Thomas, Tommaso, che significa gemello. Si dice che fosse fratellastro del Cristo; fu anche un apostolo riluttante ad ammettere la resurrezione. Rifiutando la verità dei suoi sensi rispetto a Matrix, anche Neo diventa un "San Tommaso". Il nome presenta anche un riferimento col vangelo gnostico di Tommaso il quale afferma "Il Regno dei Cieli è dentro l’uomo, e lui non lo sa". Il cognome Anderson significa "son of Ander", con Ander che deriva da Adamo. Neo dunque come il "figlio gemello dell’Uomo", un Nuovo Adamo, personaggio con molta forza nell’insegnamento gnostico. Il parallelo con Adamo torna nel nome della via dove Neo si incontra con Trinity, Adams Street, per l’appunto. Cfr. Danilo Santoni in "Matrix o del silicio gnostico", http://www.intercom.publinet.it/2001/matrix4.htm [back]

5) Del resto sulla, porta dell'oracolo che dirà a Neo che lui non è l'eletto (perché questo, in quel preciso momento, avrebbe dovuto sapere per agire correttamente...), svetta la celebre frase dell'Oracolo di Delfi: Nosce Te Ipsum. [back]