|
|
||||||||||||
| NOEMA Home SPECIALS Museo e multimedialità |
Tecnologie e Società
|
|||||||||||
|
L'avvento della tecnologia
Vorrei ora analizzare in concreto come lavvento della tecnologia, sia in ambito dei servizi adibiti al pubblico per scopi didattici ed informativi, sia con lo sviluppo di unarte basata su supporti tecnologicamente avanzati, modifichi e sviluppi lorganizzazione di uno spazio espositivo. Il Centre George Pompidou, il Musée National dArt Moderne di Parigi, dal 1976 si è dotato di una collezione di opere realizzate da artisti su quel nuovo supporto che allepoca rappresentava la videografia. Le collezioni del MNAM erano, prima dellintegrazione con quella del Centre, costituite da dipinti e sculture nel senso tradizionale del termine. Questa collezione si è arricchita nel corso di questi ultimi anni e forma oggi una delle più importanti raccolte internazionali di un museo di arte moderna. Comprende venticinque opere internazionali, installazioni multimediali da Vito Acconci a Chris Marker. Sono presenti le tendenze della creazione artistica contemporanea in questo campo, in rapporto alle arti plastiche, oltre che ai grandi movimenti estetici: la performance; la body art; larte minimalista; larte concettuale e larte post-concettuale. Il video come mezzo despressione artistica è nato negli anni cinquanta in seno ad uno strumento di diffusione, come la televisione, con la quale condivide lo stesso supporto. I modi despressione del video, il videotape e linstallazione, il monoschermo o lapparecchio televisivo e lo spazio (museo/galleria) si inseguono: linstallazione si trova allincontro dellimmagine con lo spazio e si presenta come luogo critico dei diversi parametri che compongono limmagine riproducibile; il videotape si posiziona fra la cultura di massa, la diffusione televisiva, e la ricerca legata alle arti dellimmagine riproducibile. Il video sollecita da parte dello spettatore/visitatore un atteggiamento diverso, più attivo, interattivo. La collezione di installazioni è presentata nelle sale delle opere permanenti del Museo, in rotazione ed in rapporto con i dipinti, le sculture e le fotografie. Latteggiamento dello spettatore di fronte allimmagine si è andato modificando nel corso di questi ultimi anni. In effetti era già possibile, grazie allinvenzione del registratore videomagnetico, avere un rapporto individuale con limmagine, attitudine che è andata sempre più nella direzione di una crescente interazione con lopera. Il termine zapping, utilizzato per indicare lazione dello spettatore televisivo, si traduce nel video con quello di interazione. Lo spettatore ha in effetti, il desiderio, per lappunto, di essere attivo e di attivare personalmente limmagine e il suono. Il videoregistratore, legato intrinsecamente allavvento del videotape, permette, sul modello del cinema e delle immagini proiettate una consultazione individuale e interattiva, corrispondente al comportamento dello spettatore di oggi. Questo dispositivo annunciò e introdusse il computer che permette di consultare, di leggere e ascoltare, dintervenire sul contenuto non lineare delle immagini, dei testi e dei suoni. Uno spazio di consultazione è stato aperto nel 1992 allinterno delle collezioni permanenti del Musée National dArt Moderne, permettendo al pubblico di visionare in tutta libertà e negli orari preferiti lintera raccolta videotape. Il MNAM dispone di studi per laudio e il video che permettono di produrre una o due installazioni allanno destinate sia alle collezioni sia alle mostre. Si tratta di stimolare la creazione attraverso le tecnologie più avanzate, privilegiando il contenuto sulla tecnica, il progetto culturale sulla realizzazione tecnologica. Fino ad oggi sono state realizzati tre tipi di mostre: percorso monografico di unopera in corso di elaborazione; evento spettacolare eccezionale (opere di Nam June Paik); mostra tematica di attualità: “Passages de limage” (diciotto installazioni, centocinquanta tra film e videotape). Queste mostre si spostano in altri musei dopo linaugurazione parigina. Allinterno delle grandi mostre tematiche o monografiche hanno luogo programmi di video. Parallelamente viene presentata in anteprima, in una sala cinematografica del Centro culturale nel quale è situato il MNAM, una cronaca di aggiornamento dedicata specificatamente alla video-arte e alle immagini sintetiche che, in seguito, è ripresa per alcuni mesi in uno spazio permanente da cui poi si sviluppa come mostra itinerante, prima in provincia poi allestero. Nell'ambito dei servizi multimediali del museoè stata creata una Rivista Virtuale organizzata a partire dal 1992. Non è come si può immaginare una rivista stampata su carta, ma uninsieme di attività che ruotano attorno alle nuove tecnologie, vale a dire un insieme di conferenze da parte di teorici delle tecnologie, di scienziati o di artisti; una serie di mostre imperniate su temi quali “Antologie du virtuel”, “Réel-Virtuel”, “Le corpus virtuel”, informa il pubblico dello stato attuale delle tecnologie in seno al mondo scientifico e artistico; una serie di piccole pubblicazioni a carattere pedagogico. La Rivista Virtuale si rivolge tanto agli artisti plastici in generale che ad un pubblico di critici darte e di studiosi ed agisce parallelamente allattività del museo per quanto riguarda le nuove tecnologie. Gli spazi del Centre Georges Pompidou possono avere tre tipi di lettura: la prima, individuale ed interattiva, autorizza lo spettatore-autore ad intervenire direttamente sulle banche dati e sui dispositivi; la seconda permette di assistere alle elaborazioni senza tuttavia poter agire; la terza è quella dello spettatore-passante. Nel 1995 la Rivista Virtuale pubblicò una numero sulle tecnologie utilizzando la forma del CD-Rom, parallelamente alle conferenze degli studiosi e degli artisti. Il video, che si è conquistato uno spazio nel mondo dellarte e le nuove tecnologie, sta per ricongiungersi alla realizzazione del CD-Rom o nelle installazioni interattive. In effetti, il CD-Rom, al confine fra il libro ed il film, fra il racconto e la fiction, fra il testo e limmagine, lavora su un campo legato a una maggiore responsabilità dello spettatore. (cfr. C.VAN ASSCHE, Video dautore. Luoghi forme e tendenze dellimmagine elettronica,Taormina arte video, 1994, pp. 75-76).
|
|||||||||||
|
|
||||||||||||