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| NOEMA Home SPECIALS La “riscoperta” dell'olfatto: marketing e tecnologia |
Tecnologie e Società
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Limiti e fallimento dell'operazione
Molte società avevano intravisto in Ismell l'affare del secolo, e non avevano perso tempo ad associarsi con l'azienda creatrice Digiscents. Tra queste la Procter & Gamble che aveva pensato di utilizzare la nuova tecnologia per un'efficace pubblicità on-line dei propri cosmetici o detersivi; ma anche eCandy, un sito dedicato alla vendita on-line di dolciumi delle più note marche, aveva firmato un accordo per utilizzare Ismell e permettere ai propri visitatori di "sentire" i profumi dei propri prodotti. Tra gli altri sostenitori della società californiana c'era la Quest International, uno dei primi produttori al mondo di fragranze, aromi e ingredienti alimentari, particolarmente attiva nella progettazione sensoriale e nella comprensione del consumatore; l'azienda anglo-olandese lavorava già da tempo con noti produttori di beni di largo consumo e con marche di prestigio nel settore della profumeria e aveva visto nel lavoro della Digiscents la possibilità di realizzare molti sogni, come la pubblicità televisiva profumata. Jean-Pierre Houri, vice-presidente del gruppo Quest International-Divisione Fragranze, in un'intervista del 2000, disse che l'alleanza con la Digiscents rispecchiava «l'intenzione dell'azienda di essere all'avanguardia nell'utilizzo della tecnologia più innovativa e nello sfruttamento delle nuove opportunità che il mercato offre grazie alla possibilità di permettere al consumatore di sperimentare nuove situazioni tramite l'olfatto. In questo contesto, siamo anche entusiasti della possibilità che abbiamo di raggiungere le persone con maggiore facilità e di interpretare il rapporto emotivo che ciascuno di noi ha con il profumo. Sono convinto che tutto questo ci porterà a scoprire nuovi campi sensoriali che saranno di grande beneficio per noi e per la nostra clientela» [17]. Tra l'altro, proprio nel 2000 la Quest lanciò anche Miriad2, «l'edizione del millennio dell'interfaccia software pluridimensionale riconosciuta dall'industria», in grado di misurare le potenzialità di ogni fragranza nella realtà delle preferenze e delle percezioni dei consumatori. Tra i desideri della Quest c'era anche quello di arrivare al giorno in cui si sarebbero potuti scaricare sul cellulare degli aromi personalizzati, e inebriarsene ad ogni trillo. Ma di fronte alle mille speranze riposte nella rivoluzionaria Ismell, ecco riaffiorare i grossi limiti che incontra ogni tecnologia che cerca di riprodurre gli odori. In primis il fatto che qualsiasi modello di odore presuppone una propria codifica, cioè che in esso siano state riconosciute le singole componenti elementari. Quindi, una fragranza, prima di venire "creata" dal sistema della Digiscents doveva aver subito una scomposizione in fattori primi. Inoltre, nonostante tutti gli aromi artificiali utilizzati da Ismell fossero perfettamente riconoscibili, presentavano sempre un fondo alcolico, molto simile a quello di molti profumi. Ma, senz'altro quello che più ostacolava la riuscita dell'operazione della Digiscents era la questione legata alla persistenza degli stimoli olfattivi. Poiché Ismell era pensata per inviare odori solo verso la persona seduta davanti al PC, l'emissione delle essenze era molto piccola; questo, però, non risolveva un problema già affrontato verso la metà degli anni Cinquanta per l'Odorama: chi era seduto al computer durante la diffusione delle fragranze affermava di percepire l'aroma anche quando l'immagine era cambiata. Risolvere quest'ultimo problema vorrebbe dire eliminare l'ostacolo più grosso alla diffusione su larga scala di un sistema di simulazione olfattiva molto interessante e promettente. Per ora il progetto si è arenato, trascinando la casa ideatrice di Ismell verso il fallimento. Ma non credo sia molto lontano il tempo in cui si potrà navigare in una rete profumata o comunicare a un'amica lontana il proprio umore con una fragranza particolare. Certo si renderà più divertente l'attività di milioni di hackers: assalire i sensi degli sfortunati utenti o sabotare il sito della Casa Bianca creando virus maleodoranti (che pure erano stati pensati dagli ideatori di Ismell come possibili scherzi agli amici).
Note 17) In www.marketpress.info [back]
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