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| NOEMA Home SPECIALS La “riscoperta” dell'olfatto: marketing e tecnologia |
Tecnologie e Società
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I recettori olfattivi
Sotto molti punti di vista, il sistema di terminazioni nervose che stanno alla base delle sensazioni odorose è il più primitivo che si trova nel corpo umano. «Quando inspiriamo, le molecole odorifere penetrano nella cavità dietro la sella nasale, dove vengono assorbiti dalla mucosa che contiene cellule recettive munite di microscopici peluzzi chiamati ciglia. Cinque milioni di queste cellule trasmettono impulsi al centro olfattivo del cervello» [10]. Ciascuna sensazione odorosa può variare a seconda della dimensione soggettiva, tanto che si rivela più semplice studiarne l'intensità e la durata che non la piacevolezza e i vari attributi qualitativi. Sappiamo che nel sistema limbico vengono create quelle sostanze neurochimiche come la serotonina, l'encefalina, l'adrenalina e le endorfine, che funzionano da "risposte" agli stimoli olfattivi; ed è proprio con l'aiuto di queste sostanze che calmiamo i dolori e ci rilassiamo, troviamo la felicità, il benessere, l'euforia, siamo più simpatici oppure antipatici, creativi. Questa comunicazione sublimale è molto rapida ed efficace ma poco conciliabile con il nostro modo di vivere e ragionare, mentre si integra perfettamente con l'istintualità che governa il mondo animale. Gli animali, infatti, hanno ulteriormente sviluppato questo sistema attraverso i feromoni, veri e propri messaggeri invisibili. Si tratta di sostanze organiche, volatili e inodori, secrete da ghiandole della pelle, capaci di modificare la fisiologia e i comportamenti degli individui della stessa specie. Quasi tutte le specie animali possiedono feromoni propri e li utilizzano per segnalare ai propri simili: intenzioni sessuali, situazioni di pericolo, necessità di aggregazione. I mammiferi sono dotati di una struttura specializzata nella ricezione di questi segnali chimici, l'organo vomeronasale, situato ai lati del setto nasale, sotto la mucosa olfattoria. Nell'uomo esiste una struttura analoga ma sembra si sia atrofizzata con l'evoluzione della specie. Non è sicuro che possieda dei collegamenti nervosi atti a captare e "leggere" i feromoni, tuttavia alcuni esperimenti sembrano dimostrare che la specie umana produce sostanze assimilabili ai feromoni. Certamente alcuni odori del corpo umano «cambiano composizione a seconda delle emozioni, dell'aggressività, dello stato di tensione o di rilassamento, informando sulla condizione dell'individuo, sulla sua salute, sull'attività, sulle sue caratteristiche sessuali, persino sulle sue peculiarità generiche» [11]; ma quanto queste informazioni sono "leggibili" per gli altri esseri umani? Gli esperimenti al riguardo sono pochi: per ora sembra probabile che i feromoni nell'uomo rappresentino un reperto archeologico, una labile traccia di ciò che millenni fa doveva essere un sistema necessario per la sopravvivenza della specie, divenuto poi inutile e quindi quasi scomparso. Una ricerca della psicologa Martha McClintock dell'Università di Harvard ha mostrato che le ragazze che dormono insieme nei collegi sincronizzano senza volerlo il loro ciclo mestruale, proprio grazie all'influenza dei feromoni. Mentre un'altra ricerca ha segnalato che, spruzzando con feromoni maschili una certa sedia nella sala d'aspetto di un medico, questa veniva sempre scelta da donne. Studiare il grado di influenza di questi fenomeni potrebbe aiutare a comprendere molti comportamenti umani.
Note 1) DIANE ACKERMAN, Storia naturale dei sensi, Frassinelli, Milano, 1992, p.7. [back] 11) P.L. CAPUCCI, op. cit, p.66. [back]
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