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Il progetto
Secondo gli scopi, il progetto del Cd-rom doveva
assolvere diverse necessità, sia di tipo prettamente informatico
nella gestione delle fonti, sia di servizio generale per l'ente pubblico,
secondo due
categorie principali:
Per evitare il rischio che il Cd-Rom si riducesse a un'unica trascrizione della tesi in formato digitale, è stato quantomeno necessario rendere i capitoli indipendenti l'uno dall'altro, attraverso la programmazione del software e ad alcuni accorgimenti grafici: già nelle fasi iniziali del progetto si è infatti pensato di dotare ogni capitolo di una pagina iniziale in cui riportare l'indice degli argomenti, per indirizzare al meglio la navigazione dell'utente attraverso le informazioni, verso le tematiche di suo maggior interesse. Le funzioni esterne al contenuto riguardavano, invece, una serie di accorgimenti sul target del prodotto e sui criteri di "usabilità" che questo è predisposto a utilizzare. Aspetti importanti, che avrebbero influito moltissimo sul risultato, da tenere presenti soprattutto in sede di presentazione del Cd-rom all'ente pubblico. Dovendoci confrontare con un'utenza che si presumeva non fosse troppo abituale al prodotto informatico, e comunque per dare possibilità a qualsiasi cittadino di poter usufruire del Cd-rom, anche senza particolari conoscenze del mezzo, si è ritenuto importante affidarci ad una Interfaccia didascalica [1].
1, che risultava essere la più indicata per i nostri fini:
tutto è stato progettato per essere assolutamente chiaro, cercando di
rendere il più intelligibile possibile ogni passaggio di livello fra menù principale
e singoli capitoli, creando, in più, riferimenti tematici e stilistici
che fossero confortevoli ed evocativi per l'utente.
Chiarite e risolte tali condizioni preliminari, si è potuto procedere con la stesura della struttura multimediale: considerata da una parte la forma del testo, rigidamente organizzato in capitoli, e dall'altra la predisposizione del supporto ad una consultazione semplice e rapida, si è optato per una struttura parallela. La narrazione di ogni sezione è stata quindi sviluppata linearmente secondo lo schema:
ed in seguito è stata collegata con le sezioni restanti,
ottenendo da un punto di partenza comune una serie di percorsi strutturalmente
analoghi. L'approccio proposto all'utente sarà quindi di tipo enciclopedico, per cui ogni capitolo si comporterà come una "voce" e, rispetto al contesto generale, sarà allo stesso tempo indipendente e complementare; si potrà procedere secondo la numerazione dei capitoli o secondo i propri interessi specifici, saltando direttamente alle sezioni più importanti. Quando si incomincia la lettura di un capitolo è però necessario procedere paragrafo per paragrafo (non è consentito saltare da un paragrafo di un determinato capitolo al paragrafo di un altro) per non snaturare la forma del discorso. Avendo a priori determinato la scansione e la titolazione dei capitoli attraverso lo studio dei materiali in nostro possesso, secondo lo schema riportato nella seguente tabella, si è potuta assimilare alla costruzione della struttura la compilazione della flowchart [3].
L'editing si è svolto sostanzialmente in due fasi. Dapprima è stato disegnato un profilo generale su carta con tutte le indicazioni di fondo, limitandoci ai primi due step di ogni percorso sequenziale: ciò si motiva col fatto che, non avendo ancora preparato la suddivisione in schermate del testo (operazione che si era programmato di svolgere contestualmente alla redazione della sceneggiatura), sarebbe risultato inutile scendere nel particolare, quando in seguito si prospettava la necessità di operare delle inevitabili revisioni. Secondariamente, è stato preparato un prototipo del software multimediale che riportasse tutte le sezioni stabilite in precedenza, la struttura dei loro collegamenti e l'implementazione con pagine facenti funzione di introduzione (per la quale era già in progettazione una breve animazione video), supporto per il downloading dei files .pdf, mappa del Cd e sigla conclusiva contenente i credits. Di particolare rilevanza la scelta del programma di editing: invece di adottare un supporto con linguaggio HTML, che avrebbe permesso una elaborazione molto rapida, ma fortemente "statica" e che in seguito comunque avrebbe richiesto l'utilizzo di un software come Internet Explorer, per la lettura delle pagine elaborate, la scelta è caduta su Macromedia Director 8, sistema già da principio deputato alla messa in opera conclusiva del Cd-rom. Questo programma infatti, benché richieda tempi e competenze per l'elaborazione molto superiori, offre moltissime possibilità in più allo sviluppatore del software: anzitutto non richiede supporti aggiuntivi per la lettura degli elaborati, non producendo pagine web, bensì un programma eseguibile (.exe) autonomo, supportabile da qualsiasi tipo di computer in ambiente Windows , permettendo inoltre, anche in fase embrionale di realizzazione, l'utilizzo di behaviour [4] per la sperimentazione di animazioni e movimenti di oggetti. Grazie a quest'ultimo aspetto, si sono ipotizzate alcune soluzioni per una lettura più intuitiva da parte dell'utente, a vantaggio della programmazione finale e in prospettiva del prodotto finito. In ultima analisi, Director possiede un'altra caratteristica di grande utilità: permette cioè la gestione continua e completa, in tempo reale, di tutto il materiale immesso al suo interno. Attraverso le finestre "cast" e "stage", l'operatore controlla tutti i files di cui può disporre, elemento per elemento, come appunto un "gruppo di attori", e agisce sul "palco" su cui tali elementi si muovono. Se da un lato, le operazioni di assemblaggio delle varie schermate sono risultate inizialmente più impegnative, tutto ciò ha reso le operazioni di testing molto più fluide: sono bastate pochissime correzioni per giungere alla condizione ottimale, aprendo così la strada alla compilazione della sceneggiatura.
Figura 1: Flowchart definitiva del Cd-rom
Note
1) Definizione secondo L. Toselli, Il progettista multimediale, Bollati Boringhieri, Torino, 1998, pag 60. [back] 2) Cfr. L. Toschi, Il linguaggio dei nuovi media, Apogeo, Milano, 2001, "La scelta di una metafora per il multimedia può servire ad individuare il sistema di traduzione del senso più adatto nel percorso di comunicazione con il target previsto." pag. 47. [back] 3) Cfr. L. Toschi, op. cit. "Il flowchart è lo schema grafico della struttura con cui si sono organizzati i contenuti: [ ] è una mappa i cui elementi sono solo figure geometriche (i blocchi), che rappresentano le sezioni. [ ] lo scopo è quello di fornire in modo sintetico la visione unitaria dell'intero sito " pag 28. [back] 4) Il termine "behaviour" (comportamento) indica la funzione specifica di associare ad un file (immesso nell'editor) una determinata azione come l'apertura di una finestra, l'illuminazione di un icona al passaggio o al clic del mouse, il movimento di un oggetto, la stampa della pagina corrente, etc [back]
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