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La sceneggiatura [1]
Ancor prima dell'elaborazione del software, punto cruciale del nostro lavoro è stata la compilazione delle pagine sceneggiate: anche in questa fase si è cercato, grazie all'organizzazione preventiva dei materiali in maniera organica, di sintetizzare il processo di trattamento con la redazione della sceneggiatura vera e propria. In questa ottica, si è proceduti inizialmente dalla suddivisione del testo in schermate, come già si era pensato al primo e secondo punto del progetto ("Ordinamento dei capitoli", "Adattamento dei testi alle schermate video"): una volta ottenuta la nuova scansione, preparata mediante word processor, e confrontatala con l'ordine delle tematiche già stabilito, secondo le nostre previsioni la fase di compilazione finale si sarebbe dimostrata alquanto agile. L'assunto che ci si è imposti, più che nelle altre fasi del progetto, è stato il "pensare la sceneggiatura mettendoci nei panni dell'utente", ancora una volta cercando di ottimizzare il tutto ai criteri di fruizione di un pubblico più vasto possibile, con vari livelli di dimestichezza al mezzo informatico. Ma soprattutto, mettendo a fuoco la differente comprensione di linguaggio fra il media editoriale comunemente inteso, quale può considerarsi il libro, e il "nuovo media" multimediale. Nei testi elettronici, infatti, sono le stesse modalità di lettura a essere consegnate alla "tipografia" del testo, dal momento che non valgono più i consueti gesti, gli automatismi che ogni lettore compie quando legge un libro: niente volume e niente pagine, solo uno schermo [2]. Ancora una volta si è operato, da un lato per mantenere una lettura agevole ed intuitiva adottando uno stile consonante alla scrittura abituale della tipica pagina di un saggio, per costituire un elemento di "familiarità" all'utente, dall'altro per sfruttare al meglio le utilità del multimedia senza però che l'utente stesso ne fosse ostacolato. Per il trattamento dei testi ci si è posti l'interrogativo di quante righe, per la comprensione di un comune lettore abituato alla carta stampata, potessero essere visualizzate in una determinata schermata. La conclusione a cui si è approdati ci ha suggerito di non inserire un corpo del testo non superiore alle quindici righe: un numero maggiore avrebbe garantito un'occupazione più diffusa dello spazio video, ma avrebbe creato certamente un effetto respingente per la lettura, in quanto la vista si sarebbe affaticata in modo evidente. Per completare le zone video non occupate dal testo, o comunque non assegnate in precedenza al menù principale, si sarebbero poi elaborati delle soluzioni in sede al progetto grafico. Circa la forma del periodare, ci si è rivolti ad una rielaborazione del testo in senso paratattico [3], ricorrendo il più possibile a un uso di proposizioni principali accostate, riducendo per quanto possibile la presenza di frasi subordinate. Questa struttura certamente possiede dei limiti di telegraficità, rendendo il discorso più distaccato e impersonale, ma permette una lettura immediata a tutto vantaggio della memoria, che può in questo modo ricordare concetti espressi anche dopo aver scorso molte schermate. In secondo luogo, se la lettura è rapida, senza bisogno di rielaborazioni, la vista risente meno dell'esposizione al video, e la navigazione fra i contenuti riesce a soddisfare in maniera ottimale il prioritario bisogno di semplicità del mezzo. Per le stesse ragioni si è insisto sull'autoconclusività delle schermate: secondo questo principio, risulta particolarmente funzionale che ogni pagina, estratta dal contesto, possa essere considerata come unità indipendente e irriducibile, ovverosia mantenga una sua identità specifica, riconoscibile con facilità all'interno del corpo della trattazione, tale da rendere il collegamento con le altre sezioni secondario. Il testo della schermata deve presentare quindi una sola tematica principale, sviluppata ed esaurita all'interno delle quindici righe impostate, riportando in evidenza un titolo particolarmente significativo dei contenuti: quest'ultimo viene determinato in precedenza, se le fonti forniscono indicazioni utili, oppure lo si formula mediante sintesi della tema analizzato. Un processo analogo, ma più articolato è stato applicato al Capitolo Nove ("Analisi, contributi, sondaggi") il quale, vista la natura composita delle fonti, non poteva accogliere una struttura univoca, ma anzi doveva essere polivalente pur mantenendo un funzionalità di tipo sequenziale. Come già visto nel primo capitolo, una parte consistente del materiale tratto dal periodico "Notizie Punto Amico" era costituito da interviste o interventi di commento: in questi casi non è stato sempre possibile applicare lo stesso metodo adottato in precedenza, preferendo mettere in risalto le domande poste all'interlocutore dal giornalista, le dichiarazioni ufficiali (trascritte per intero o messe tra virgolette), o le tabelle riguardanti il funzionamento dell'ente pubblico.
Figura 1a: Estratto di una pagina del trattamento
Figura 1b: pagina corrispondente all'interno della sceneggiatura Pensare la sceneggiatura, significa sempre in qualche modo riferirsi mentalmente alla prassi cinematografica [4], tuttavia, per quanto concerne il linguaggio dei nuovi media, questo collegamento non sembra essere del tutto calzante. Nel cinema la sceneggiatura è uno strumento che si avvale esclusivamente della scrittura, a cui può eventualmente essere affiancato uno storyboard per restituire meglio gli aspetti visivi delle scene. I testi multimediali, invece, comunicano contenuti la cui descrizione ha difficoltà a essere espressa attraverso la sola scrittura: per questo la sceneggiatura multimediale si avvale da subito di elementi grafici che descrivano le differenti sezioni del supporto, che nel nostro progetto hanno rivestito anche la funzione di elementi di découpage tecnico [5]. Si è quindi proceduto con la stesura su carta, capitolo per capitolo, di tutto il materiale redatto in precedenza, assegnandogli la sua posizione definitiva e stabilendo i vari gradi di interazione fra le sezioni con la struttura complessiva del Cd-rom: come risultato, abbiamo ottenuto un dossier di circa cinquanta pagine contenente non solo il materiale editoriale dei contenuti, ma anche importanti indicazioni tecniche per i passi successivi del lavoro (progetto grafico, sviluppo software). Osservando l'Allegato Uno si possono notare alcune
specifiche improntate all'agevolazione della programmazione:
La forma così ottenuta faceva pensare ad un copione, in cui i protagonisti erano rappresentati da un lato dai brani di testo, dall'altro dagli elementi grafici, predisposti a supportare i primi e a chiarirli, ove necessario: si prospettava un'intensa coordinazione fra parola e immagine per raggiungere lo scopo finale di "far agire lo scritto". Per tale ragione, si è resa ancor più indispensabile la sinergia e il controllo incrociato fra le due anime di questa fase di progetto: l'esperto dei contenuti, responsabile della redazione dei testi e del loro trattamento, e lo sceneggiatore. Si sono così stabilite indicazioni dettagliate, da trasmettere dallo sviluppatore del software, su ciò che l'utente avrebbe dovuto vedere una volta entrato in ogni sezione, sulla grafica, sulle varie funzionalità, sulle utilità del sistema e sulle caratteristiche di fruizione. Note 1) Per un approfondimento, consultare l'Allegato Uno, contenente l'intera sceneggiatura del Cd-rom. [back] 2) L. Toschi, op. cit., pag 94. [back] 3) Cfr. L. Toschi, op. cit.: "Semplificare un testo significa ridurre la lunghezza dei periodi, limitare gli incisi, ridurre l'aggettivazione o gli avverbi. Significa soprattutto riuscire a tagliare il brano secondo un unico punto di vista " pag. 137; L. Toselli, op. cit.: "L'esperto dei contenuti deve fare ogni sforzo per scrivere in forma diretta: molte proposizioni principali, poche secondarie, quindi uno stile paratattico (più simile all'inglese che a un certo italiano)" pag.72. [back] 4) V. Cerami, Consigli a un giovane scrittore, Garzanti, Milano, 1996. "La sceneggiatura è un linguaggio di mediazione finalizzato al linguaggio visivo." Pag. 20. [back] 5) L. Toschi, op.cit.: "Scopo del découpage tecnico è quello di fornire [ ] il maggior numero possibile di dettagli tecnici relativi a ogni singola sezione del sito", pag. 71. [back]
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