NOEMA Home SPECIALS › “Blurring Architecture”: le architetture simulate di Toyo Ito
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L’artista nel tempo della realtà virtuale
Realtà virtuale e simulazione in architettura
Le architetture di Toyo Ito
Architettura
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Architettura
in una città simulata
Appendice
Bibliografia
e sitografia

 

 

Il Gruppo Arte2o I capitelli per l’Italia in miniatura Progetto Mizar

 

 

Il materiale presentato in queste pagine è frutto del lavoro svolto con il gruppo Arte2o, del quale faccio parte insieme ad altre nove persone.

 

Il gruppo Arte2o

 

 

Il gruppo Arte2o nasce nel maggio del 2002 a seguito di un corso formativo finanziato dal Fondo Sociale Europeo, cui finalizzazione era la nascita di nuove professionalità per l’industria del multimediale con competenze specialistiche di ideazione, progettazione e realizzazione di attrazioni scenografiche per musei teatri e parchi tematici.

Arte2o è un gruppo formato da ragazzi/e, provenienti da studi ed esperienze differenti, ma legate all’arte: DAMS (spettacolo e arte), Accademia di Belle Arti (decorazione e pittura), Teatro, Musica, Multimedia. Passioni dunque comuni per l’arte intesa nelle sue svariate forme.

Arte2o nasce dall’esigenza di proseguire un percorso creativo, iniziato un anno fa, con la partecipazione al primo corso in Italia di Tecnico di Exhbits and Parks.

Le finalità del corso consistevano nel formare nuove professionalità per l’industria del multimediale con competenze specialistiche di ideazione, progettazione e realizzazione di attrazioni scenografiche per musei, teatri, parchi tematici. Le caratteristiche professionali del corso sono di coadiuvare le figure di regista, progettista e scenografo nella progettazione, organizzazione, gestione e realizzazione delle lavorazioni relative agli allestimenti e attrazioni scenografiche per parchi tematici, scientifici e di divertimento, degli allestimenti scenici, delle installazioni (moke-up, prototipi) per discoteche, centri commerciali, parchi a tema, degli exhbits per mostre e musei.

In fase finale era previsto un Project Work, che ci ha dato la possibilità di mettere in pratica queste nuove tecniche, ma soprattutto di lavorare per grosse aziende: Italia in Miniatura, Mizar s.r.l.

Arte2o, le“2O” Indicano le tipologie di lavoro che proponiamo:
O”ggetti dell’immaginazione (abracadarte, tutto quello che ha a che fare con il virtuale, progettazioni 2d, 3D…).

O”ggetti di produzione (artep, tutto quello che riguarda la manualità, modellazione, produzione…).

Lavori eseguiti

  • Project Work 555 ore per aziende quali: “Italia in Miniatura” (Cesenatico) e “Mizar” (Roma)

  • Realizzazione e progettazione di un plastico per un’area dismessa del centro di Roma (Area Gazometro).

  • Navigazione virtuale attraverso tale area tramite software 3D.

  • Restauro di elementi architettonici facenti parte del parco tematico “L’Italia in miniatura”.

Mostra del Cinema di Venezia:

- Allestimento scenografico per lo stand del Consorzio Digicittà Chill Out in Venice

Costruzione di allestimenti scenografici per:

  • Kerakoll: Costruzione in scala 1:10 di due prototipi, raccoglitore per videocassette e libri.

  • Reggiana Gourmet: Realizzazione di un moke-up raffigurante un piatto di tortelloni fumanti.

  • “Chalet dei giardini Margherita”. Pannello scenografico per la consolle del locale a Bologna.

  • Azienda Pretty Mode. Scenografia per servizio fotografico di moda. Modena.

Costruzione di elementi scenografici teatrali:
  • Scuole Aldini Valeriani-Sirani: Modellazione e produzione di 18 maschere per rappresentazione teatrale. Bologna.

  • Elementi Scenografici per la piece teatrale Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters: costruzione di cinque lapidi .

  • Modellazione e realizzazione di una maschera per lo spettacolo teatrale: Drak: diavolo o drago? di e con Danilo De Summa.

Contatti: arte2o@hotmail.com

 

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Capitelli per l’Italia in miniatura

L’oggetto che ci è stato richiesto dal committente è un capitello bolognese costruito circa nella metà dell’ottocento e situato sulle colonne che decorano il porticato di Via Santo Stefano.

Partendo da una fotocopia in bianco e nero abbiamo scomposto il capitello in solidi primitivi, quindi abbiamo costruito i solidi partendo da un’entità geometrica cilindrica per rappresentare la colonna che regge il capitello.

Consecutivamente sono stati creati vari rettangoli e toroidi che, a seconda del caso, sono stati ingranditi o diminuiti, per portarli alle dimensioni che volevamo ottenere.

In seguito sono state effettuate varie operazioni boleane tra i layer, per creare in alcuni punti delle concavità e in altri delle sporgenze; in questo modo è stata creata la struttura principale.

Da qui sono stati costruiti i particolari: le chiocciole che stanno ai quattro angoli del capitello sono state realizzate disegnando un cilindro ed una spirale (utilizzando il comando splain drow) su layer differenti, successivamente selezionando il layer del cilindro lo abbiamo estruso dando forma alla chiocciola che è stata triplicata e posta agli angoli corrispondenti.

Il fiore è stato realizzato partendo da un cubo e usando le modalità nurbs sono stati modellati i vari poligoni che lo componevano.

L’ultima operazione è stata quella di unire tutti i layer per consentire la lavorazione col plotter 3D e la creazione di una piccola animazione col capitello, costituita da ottocento frame (32 sec).

Infine la luce globale ci ha permesso di illuminare in modo uniforme l’ambiente mentre due luci spot, collegate alla camera, danno luce all’oggetto.

Come ultima operazione abbiamo creato uno sfondo adeguato da inserire nella animazione del capitello.

Questo primo lavoro ci ha permesso di creare una prima e basilare architettura virtuale, servendoci come base per il lavoro successivo della Mizar dove si è cercato di dare vita ad una realtà virtuale più complessa.

 

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Progetto Mizar

L’azienda committente è la Mizar s.r.l.

Il lavoro richiesto è stato quello di produrre un plastico per presentare la ex zona gazometro sulla quale si dovrà costruire il nuovo Museo della Scienza e della Tecnica.

Il plastico è realizzato in scala 1: 430, rappresenta un’area della periferia di Roma denominata “area gazometro”.

Il plastico

Sulla base della pianta dell’area in scala, di foto aeree e di una riproduzione in CAD 3D fornite dalla committenza, è stato realizzato il modello della superficie su cui sorgerà il Museo.

Un primo passo è stato quello di esaminare le fonti, rilevare le misure e trasformarle in scala.

Successivamente si sono scelti i materiali tenendo conto della loro lavorabilità: truciolato, masonite, plastica, silicone, resina, stucco, plastilina, rete metallica, colori acrilici e poliuretanici, lana di ferro e plastica per gli alberi.

La costruzione dei gazometri e delle gru è stata realizzata su fotoincisione in lastre di alluminio.


Il plastico Mizar

Fly through

Questa animazione è stata pensata come elemento di supporto al plastico, con

lo scopo di visualizzare meglio l’area d’interesse e dunque di agevolare la presentazione dei progetti per la costruzione del museo.

Il fly through è stato realizzato con un software 3d (Lightwave).

Tutto è stato curato: texture, colore, materiale e luminosità.

Per quanto riguarda la scena e i movimenti di camera è stato utile studiarli sul modello che nel frattempo era in costruzione, di conseguenza abbiamo provveduto alla realizzazione fotogramma per fotogramma, per arrivare al risultato cercato.

A questo punto l’aggiunta dello sfondo e delle luci a rendere il tutto più suggestivo e reale.

In ultima fase si è provveduto a renderizzare la scena per trasformare l’animazione in fotogrammi, in un filmato di circa due minuti.
 
 
Frames del fly through
 
 

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