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| NOEMA Home SPECIALS “Blurring Architecture”: le architetture simulate di Toyo Ito |
Tecnologie e Società
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Realtà virtuale e simulazione in architettura La realtà virtuale è un sistema che produce una rappresentazione verosimile, polisensoriale ed interattiva in tempo reale tramite il connubio di diverse tecniche di simulazione che consentono la creazione di una finzione spaziale, visuale, acustica, tattile e d anche olfattiva. In questa “finzione” il fruitore può entrare percependola polisensorialmente e può interagire con essa. Così provocando e simulando un’esperienza verosimile nel fruitore, essa rivendica il proprio diritto esistenziale di mondo possibile, esperibile e praticabile. Simulazione significa resa dell’effetto percettivo del reale fenomenico. La restituzione della realtà fenomenica tende a farsi sempre di più costruzione di una “realtà parallela”, un’apparenza sensibile e fruibile come se fosse realtà fenomenica, uno “scenario della rappresentazione che si fa livello di natura” [2]. Per le sue caratteristiche la realtà virtuale è un ottimo strumento di rappresentazione e comunicazione, particolarmente idoneo all’applicazione nell’ambito dell’architettura. Infatti la possibilità di modellare in tre dimensioni degli ambienti entro i quali, grazie ad interfaccie adeguate, ci sentiamo immersi, ci collega all’architettura come costruzione di uno spazio inclusivo e poiché la percezione e l’esperienza passano attraverso la coordinazione sensomotoria, la retroazione multisensoriale, unita alla quarta dimensione presente nella realtà virtuale (come capacità di simulare il movimento in tempo reale), rende questi dispositivi molto efficaci nella rappresentazione dello spazio. La qualità più interessante della realtà virtuale non consiste nella sua capacità di imitazione, ma in quella di simulazione, che consente la creazione di mondi possibili in grado di trasformare la realtà. La vera potenzialità della realtà virtuale sta nella sua capacità creativa. Costruendo uno spazio, infatti, si dà forma ad una realtà possibile, la si rende visibile ed agibile, la si attualizza. Questo è quello che succede con la ricostruzione storica di edifici persi che appartengono al passato ed è quanto ha fatto l’IBM, una delle più coraggiose pioniere a battere l’incerto terreno della realtà virtuale, nel 1993, con la ricostruzione virtuale dell’antica abbazia medioevale di Cluny. La simulazione può essere utilizzata anche per ricreare architetture ex novo, ed è in questo modo che la utilizza l’architetto Toyo Ito, artista contemporaneo degli spazi e dei luoghi che pone come basi per il suo linguaggio di creazione proprio l’artificialità e il virtuale.
Note 2) Cfr. P. L. Capucci, Realtà del virtuale, Bologna, Clueb, 1993. [back]
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