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| NOEMA Home SPECIALS Storia e organizzazione della rete Usenet in Italia |
Tecnologie e Società
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Introduzione
Bacheca virtuale è la descrizione comunemente adottata per spiegare il funzionamento di un newsgroup, un gruppo di discussione cioè il cui utilizzo risulta semplice quanto lidea stessa di bacheca suggerisce: uno spazio (tematico e telematico) in cui qualunque persona (dotata di un modem e una connessione Internet) può partecipare leggendo i messaggi scritti da altri o inviandone di nuovi. I gruppi di discussione sono spazi dove i messaggi, tecnicamente chiamati articoli (o post per adottare il termine inglese), sono destinati a un insieme di persone accomunate dallinteresse ad uno specifico argomento. Sono luoghi pubblici a tutti gli effetti, luoghi sociali virtuali o elettronici. Per accedere ad un gruppo di discussione è sufficiente utilizzare un programma client (un news reader o un browser, per esempio) e scegliere un news server contenente i migliaia di gruppi di discussione disponibili per selezionare quelli che si intende seguire. migliorare la razionalizzazione degli argomenti trattati, i newsgroup sono ordinati in gerarchie che li suddividono in aree tematiche, e spesso anche geografiche, differenti rendendo più facile per gli utenti individuare le diverse materie trattate. Lidea di base dei newsgroup è quindi semplice ed evidente a tutti i fruitori di questo sistema di comunicazione. Più complesso e meno noto risulta invece ciò che sta dietro al semplice utilizzo di un gruppo di discussione, cioè la struttura che regge questo apparato comunicativo permettendo la distribuzione a livello mondiale degli articoli inviati dagli utenti di qualsiasi paese, vale a dire la rete di server chiamata Usenet. Usenet non appartiene a nessuna istituzione, azienda o organizzazione ma la sua esistenza è resa possibile dal collegamento che intercorre tra i singoli news server e quelli a loro vicini. Una rete composta da migliaia di computer che si tengono costantemente aggiornati scambiandosi informazioni sui nuovi messaggi ricevuti in modo che i gruppi e gli articoli presenti su ciascun server siano in linea di massima gli stessi. Server, spesso creati e collegati tra loro dai provider per mettere a disposizione della propria clientela un accesso alle news, permettono agli utenti di inviare un messaggio che attraverso questa capillare rete viene in breve tempo efficacemente smistato in tutto il globo passando da una macchina allaltra (metodo detto dello store and forward). Per quanto riguarda laspetto storico, la nascita della rete Usenet risale al 1979 per opera di Tom Truscott e Jim Ellis, due studenti della Duke University in North Carolina, che decisero di utilizzare il protocollo UUCP per scambiare messaggi tra due macchine dellUniversità attraverso il programma chiamato A news da loro stessi scritto. In origine la funzione di Usenet era di mantenere attraverso la linea telefonica un collegamento tra lutenza del sistema operativo Unix per lo scambio di informazioni tecniche o scientifiche. Col passare del tempo la rete costituita allargò lambito delle proprie competenze venendo impiegata non solo per diffondere notizie su Unix tra la comunità di studiosi ma anche per lo scambio di informazioni inerenti a qualsiasi argomento potesse interessare gli utenti della rete. Lattenzione per la nuova tecnologia si diffuse rapidamente e grazie alla collaborazione di due studenti della University of North Carolina, Steve Bellovin e Steve Daniel, nel giro di pochi mesi venne aggiunto alla rete un ulteriore server universitario a cui fecero seguito molti altri. Nei primi mesi di funzionamento del sistema il traffico di messaggi aumentò del 50% e da allora la rete Usenet continuò a crescere costantemente. Il software elaborato da Truscott e Ellis per la gestione delle news, progettato per un carico di qualche decina di messaggi al giorno, si dimostrò inadeguato per reggere il rapido aumento di traffico. Una svolta importante per la rete Usenet si ebbe nel 1981 quando due studenti di Berkeley, Mark Horton e Matt Glickman, apportarono delle modifiche decisive al programma A News per rendere il sistema più facile da utilizzare e in grado di gestire un volume maggiore di messaggi. Il software, completamente riscritto, assunse il nome di B News e rimase in uso, con versioni aggiornate, fino al 1986 (anno in cui venne inoltre abbandonato lUUCP e introdotto luso del protocollo NNTP per le news). Lanno seguente si verificò un terzo importante passaggio per lo sviluppo e il consolidamento della rete Usenet: la realizzazione delle C News presso la Toronto University, che, presentate al pubblico con larticolo significativamente intitolato News Need Not To Be Slow [1], permise di aumentare sensibilmente la velocità di trasmissione delle informazioni sui gruppi di discussione. A seguito di questa evoluzione di Usenet si formarono le prime otto grandi gerarchie di gruppi tematici diffusi a livello mondiale. Le cosiddette big 8 [2] erano presenti su qualsiasi sito utilizzasse Usenet e venivano coordinate da un insieme di persone incaricate di occuparsi della gestione dei nuovi gruppi: dalle procedure di voto necessarie per la costituzione alla loro creazione pratica. Questo sistema organizzativo tuttavia non trovò il consenso di tutti gli utenti Usenet. Parte dellutenza non condivideva lidea di dover raggiungere obbligatoriamente una quota di voti per poter istituire un newsgroup, mentre altri non volevano essere costretti a parlare esclusivamente linglese per poter partecipare ad un gruppo di discussione. Infatti le news venivano distribuite in tutto il mondo ma lunica lingua in cui venivano scritti (ed accettati) i messaggi dalla comunità Usenet era linglese, con la conseguente frustrazione di chi, appartenendo ad una lingua madre differente, era obbligato ad adattarsi a questo standard linguistico. La creazione nellambito delle big8 di una sottogerarchia nominata soc.culture.* in cui si poteva discutere qualsiasi argomento legato al paese a cui era dedicato il gruppo utilizzando la lingua locale, non fu sufficiente a soddisfare lutenza non anglosassone. Così nacquero delle gerarchie alternative alle big 8, che non facendo parte del nucleo canonico di gruppi Usenet venivano gestite secondo modelli e principi differenti e al tempo stesso avevano una distribuzione meno estesa e soggetta alle decisioni degli amministratori di server di accogliere o meno i gruppi proposti in elenco. La prima e più famosa di queste gerarchie fu la alt.*, dove grazie allassenza del controllo che caratterizzava le big 8 fu, tra laltro, possibile creare newsgroup dal contenuto ritenuto contestabile (come per esempio la pirateria informatica), seguirono poi gerarchie specialistiche come bionet.* o hepnet.*, gerarchie locali come sf.* per San Francisco e nazionali come la francese fr.*, la tedesca de.* e, come vedremo in dettaglio, litaliana it.*. La presente trattazione, composta da due parti, prenderà in esame la rete Usenet italiana. Nel primo capitolo verrà descritto in quale modo questo sistema di comunicazione è nato e si è diffuso e attraverso quali fasi, strutture e persone è stato possibile giungere ad una estesa ed articolata gerarchia di gruppi di discussione nazionale. Verrà quindi percorsa la storia della gerarchia it.* che coincide in larga misura con quella di Usenet in Italia. Il secondo capitolo si occuperà invece dellattuale sistema organizzativo italiano di Usenet, soffermandosi in maniera più precisa sul funzionamento dellapparato news.
Note 1) L’articolo è riportato integralmente al seguente indirizzo: http://www.apocalypse.org/pub/u/paul/docs/c-news/c-news-toc.html [back] 2) Le “big 8” di Usenet sono composte dalle seguenti gerarchie di argomenti: comp.* per l’informatica, humanities.* per temi umanistici, rec.* per gli hobby, sci.* per le scienze, soc.* per temi legati alle differenti società, talk.* per dibattere gli eventi d’attualità, news.* per discussioni sulla rete Usenet e misc.* per temi che non trovano collocazione negli altri livelli. [back]
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