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Tecnologie e Società
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Cenni Storici [1]
Nell’estate del 1972, l’Atari, una ditta che aveva cominciato col riparare flipper, distribuisce la prima versione coin-op di Pong, programmata da Al Alcorn. Comincia così l’era dei videogames. Prima di allora, negli anni Cinquanta e Sessanta ci furono numerosi ricercatori Statunitensi che sperimentarono le possibilità ludiche sugli elaboratori: Willy Higinbotham al Brookhaven National Laboratori, Steve Russel, Ralph Baer con Bill Harrison e Nolan Kay Bushnell, che si licenziò dall’Ampex proprio per fondare l’Atari. Gli anni Settanta vedono le case di produzione nuove nate spartirsi il mercato. La tecnologia permette ancora scarse opportunità di sperimentazione, per cui pochi sono i titoli che decidono la contesa: Space Invaders, Breackout, Pitfall, River Raid. Le console dominano il mercato fino ai primi anni Ottanta, quando una compagnia quasi sconosciuta, promuove grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria, quello che viene definito il primo home computer: versatile, per tutta la famiglia e, a detta dei progettisti, adatto sia per il gioco che per il lavoro. Si tratta del Vic20, e la compagnia in questione è la Commodore, regina assoluta del mercato per tutto il decennio. La Coleco, nel frattempo, produttrice di console, corre ai ripari acquistando i diritti di alcuni arcade destinati a divenire i successi più celebri di tutti i tempi: Donkey Kong, Pac Man, Frogger e Galaxian. Nel frattempo il Vic20 ha già prodotto i suoi diretti concorrenti, primo fra tutti lo Spectrum zx. Le console sembrano avere i giorni contati: tutte le compagnie hanno un bilancio passivo o sono in perdita, l’Atari è sull’orlo del tracollo finanziario. Il colpo di grazia al mercato della cartucce viene inferto nel 1983 dalla Commodore, con la commercializzazione del Commodore 64. L’home PC diventa la regola. L’unico inconveniente del nuovo sistema è il danno che la pirateria infligge ai portafogli degli sviluppatori software. Un fenomeno del tutto nuovo nel campo, di gran lunga agevolato dall’utilizzo di un supporto di semplice utilizzo e riproduzione rispetto al circuito stampato e soprattutto economico, come le cassette a nastro magnetico, o più tardi i floppy disk. Si tratta di una problematica tutt’oggi di grande attualità e non solo per i videogames, ma che, fin’ora, sembra non aver ostacolato minimamente lo sviluppo del nuovo sistema hardware e PC. Il mercato si restringe gradualmente e le sole compagnie a resistere sono quelle che si sono procurate un nome grazie all’abilità dei programmatori, all’innovazione e alla giocabilità di alcuni loro titoli; così, nonostante le pressioni della Commodore continuino e raggiungano l’apice con la produzione dell’Amiga 500, la Nintendo sopravvive grazie a Donkey Kong e al celeberrimo Mario, che permettono alla casa Giapponesedi portare in una famiglia americana su tre la sua NES (Nintendo Entertainmente System), o FAMICOM (Family Computer). Dall’86 in poi le console riguadagnano una nicchia del mercato che sembrava perduta per sempre. La Sega, con il suo Master System, ed il Megadrive, si attesta su standard qualitativamente altissimi, mentre ilo vero fenomeno dei primi anni Novanta è il Game Boy della Nintendo: è l’unico supporto per videogame che mantiene stabili ed inalterate le vendite per un decennio nonostante le sue scarse potenzialità grafiche. Un fenomeno dovuto senza dubbio al prezzo relativamente contenuto ed alle sue ridottissime dimensioni. Un caso a parte nel mondo dei videogames, che sarebbe utile studiare per osservare meglio anche il perché delle dotazioni di alcuni cellulari, che paiono aver inglobato anche il Game Boy, durante la loro evoluzione tecnologica. Gli anni Novanta, comunque, sono il periodo del passaggio all’era del PC. Nella seconda metà del decennio fa la sua comparsa Internet ed i computer mutano radicalmente le loro funzionalità, per divenire il mezzo multimediale per eccellenza. L’Amiga diviene in brevissimo tempo obsoleto e le console sono costrette a rifarsi continuamente il trucco con adattamenti ardware ed optional, per tenere il passo con i moderni personal. La Playstation della Sony è l’ultimo grande balzo del monotematico nel mondo del mercato ludico. La conferma dell’obbligo di scegliere la strada delle multifunzioni anche nelle console arriva con la Playstation 2 e con l’X-Box. Le console oggi si mantengono in vita grazie all’attrattiva dei prezzi, notevolmente meno elevati di quelli di quelli di un Pentium, ad esempio. Anche il gioco, tuttavia sta mutando forme e linguaggi, adattandosi sempre più ad internet ed ai nuovi media. La Sonyu dimostra di aver compreso ed accettato la sfida nel momento in cui con la PS2 offre ai propri utenti la possibilità di collegarsi alla rete, navigare, riprodurre DVD. Resta da vedere fino a quando reggerà il confronto su questa battaglia. Già molti sviluppatori non firmano più contratti con la Sony e preferiscono farsi finanziare dall’onnipotente Microsoft, di Bill Gates. Gli intrecci del mercato, ormai, sono più complessi di quelli dell’industria automobilistica. Basti pensare, comunque, che il marchio onnipresente di windows finanzia più dell’80% della produzione del software e circa il 60% dei costruttori.
NOTE
[1] Tutte le informazioni contenute in questo paragrafo sono state reperite sulla base del testo di Crescenzo Di Ponio, La mia storia dei videogiochi ‘sulla TV’, pubblicato sul sito http://www.retroeye.it/retro/emulatori/speciali/storia.
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