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Pianificazione e preparazione allo sviluppo
Per realizzare i desideri del bambino che ancora vive in me, ho dovuto pensare a qualcosa di concreto da mettere in scena, tenendo conto delle risorse tecniche a mia disposizione, degli amici – improvvisati attori – che avrebbero potuto aiutarmi e soprattutto del poco tempo che avrei avuto per realizzare il tutto.
Il soggetto Ho scelto “la giornata tipo” di uno studente del DAMS Musica come tema di questo lavoro per le seguenti motivazioni: 1) La giornata di uno studente fuorisede a Bologna può evolvere in diverse situazioni, conservando comunque punti fermi come il contatto con l’ambiente universitario, lo studio, l’appartamento condiviso… Luoghi comuni facilmente inscenabili in interni. 2) Due amici musicisti, diventati cavie per questo esperimento, mi avevano da tempo promesso la loro collaborazione per qualunque cosa non troppo impegnativa. 3) Gli studenti di Cinema hanno sempre ben altro da fare piuttosto che, per l’appunto, del cinema.
Dapprincipio la struttura “ad albero” della mia storiella a bivi doveva diramarsi moltiplicandosi per due ad ogni punto interattivo, fino a raggiungere otto finali diversi. Dovevano esserci quindi tre bivi per ogni percorso scelto dall’utente. Ciò avrebbe richiesto circa due settimane di riprese, termini improponibili ai miei due “attori”. Apportati i giusti tagli, la mia giornata a bivi sarebbe trascorsa con due eventuali mattinate, quattro situazioni pomeridiane e due possibilità di conclusione in serata. Basta guardare il prodotto finale per capire che qualcosa è andato storto. Improvvisi impegni hanno occupato uno dei due figuranti per quasi una settimana, il clima avverso ha impedito due sequenze in esterni e alcune sovraccariche componenti del mio hardware casalingo sono spirate nel periodo di massimo bisogno. Non ci siamo lasciati abbattere. Rivisto il soggetto per la terza volta, a riprese già iniziate, si è cercato di riparare – si veda la microsequenza “a casa di Ciro” - ottenendo anche un discreto risultato.
Le clip video Sebbene la fase del montaggio video sia fuorviante rispetto agli intenti di questo trattato, è doveroso fare alcune precisazioni fondamentali per l’elaborazione della struttura del DVD. Innanzitutto l’intero lavoro già montato deve essere scisso in sequenze separate; queste, successivamente alla compressione di cui in seguito, verranno riconosciute dall’applicazione “DVD Studio Pro 2” (d’ora in avanti “DSP2”) come tracce indipendenti, indispensabili alla costruzione dei menu di navigazione. Nel mio caso non volevo che il “flusso” filmico si interrompesse al momento dei bivi con la comparsa di comuni menu. Ho quindi registrato sul disco rigido l’ultimo fotogramma di ogni sequenza come immagine fissa per poi utilizzarlo come sfondo dei menu, così da mascherare al fruitore inesperto la presenza di un’interruzione. Ho creato in aggiunta altri due filmati da usare come sfondi per il menu principale e per quello di selezione dei capitoli.
Preparato il materiale di base bisogna procedere alla compressione già accennata per permetterne l’importazione in DSP2. La compressione nel formato “mp2”, lo standard utilizzato per i supporti digitali, altro non è che un sofisticato campionamento che riduce il “peso” di un filmato e ne rende possibile l’archiviazione in pochi gigabytes. In genere chi opera la compressione deve tener presente la capacità del supporto su cui vuole versare il filmato, nel mio caso 4,7 Gb, e la durata del filmato stesso, onde selezionare un giusto rapporto di campionamento. Le sequenze che dovevo esportare non costituivano un problema perché di breve durata; ho effettuato quindi una compressione standard con un rapporto da un minimo di 4mb/s (megabytes per secondo) a un massimo di 7mb/s. Il software di compressione stabiliva autonomamente il rapporto migliore in base al contenuto del filmato.
L’authoring L’interfaccia di un DVD video, anche uno dei più complessi tra quelli in commercio, si può schematizzare in quattro semplici componenti: 1) Le tracce video - Possono essere sfondi, animazioni tra un menu ed un altro e, ovviamente, le sequenze di un film. 2) Le tracce audio – La colonna sonora indipendente dal video permette la creazione di DVD multilingua con minor spreco di risorse. 3) I sottotitoli – Opportunamente programmati, rendono fruibile il contenuto ai non udenti oppure permettono la sovrimpressione di commenti critici attivabili a discrezione dell’utente. 4) I menu – Consentono l’interazione dell’utente mediante pulsanti selezionabili con il telecomando. Possono aver come sfondo immagini fisse o video e vi si possono abbinare transizioni, loops e temi sonori. Riprendo in esame il mio caso. Come sopraccitato, all’apertura di DSP2 avevo già pronti tutti i contenuti riconoscibili dall’applicazione. Nelle “preferenze” ho settato il formato video su PAL (lo standard delle TV europee) e la cartella in cui sarebbero state salvate passo passo le modifiche da me apportate al progetto. Il primo doveroso passo consiste nel creare il menu principale: è la prima cosa che appare sullo schermo all’inserimento del disco. Ho settato come sfondo il filmato da me appositamente creato e ho subito aggiunto il pulsante “Play”. A quest’ultimo ho dovuto collegare la sequenza iniziale, cioè la parte di film che termina al primo bivio. Come si vede ogni componente ne necessita un’altra che la sorregga o, più in generale, si può giungere alla conclusione paradigmatica che nell’authoring di un DVD ogni media aggiunto deve essere collegato in entrata ed in uscita ad un altro. Una traccia video viene aggiunta al progetto: come farà l’utente a visualizzarla? E dove sarà portato alla fine della stessa? Fortunatamente DSP2 fornisce uno strumento accessibile tramite la finestra “connections” che tiene traccia di tutti i collegamenti. Comodissima la possibilità di visualizzare solo gli “oggetti” non collegati; questo facilita molto il lavoro e soprattutto un’eventuale revisione finale prima di stampare il supporto. Avvalendomi della finestra “connections” ho man mano creato i vari menu dei bivi e collegato a questi le tracce video. DSP2 consente la gestione, all’interno dei menu, di pulsanti abbastanza complessi con diversi livelli di sovrapposizione, clip video come sfondo o “a comparsa”. Non essendo un genio della grafica, ho trovato serie difficoltà nel disegnare un layout decente e ho preferito per coerenza, piuttosto che utilizzare i pulsanti già pronti messi a disposizione da DSP2, di optare per semplici bottoni di teso. Ad ognuno di questi oltre al collegamento al giusto filmato o menu, ho assegnato tre colori: rosso è il colore principale, giallo se viene selezionato, verde quando è attivato. Nel menu “selezione scene” ho invece usato come pulsanti collegati alle sequenze delle miniature delle stesse, disponendole schematicamente nella logica dei bivi.
A lavoro concluso, prima di avviare la masterizzazione, restano alcuni accorgimenti tecnici da apportare al progetto: 1) Il codice regionale, usato per stabilire in quale zona del pianeta sarà riproducibile il supporto, è stato istituito per controllare le uscite dei film su diversi mercati. Il mio DVD è stato settato per essere compatibile con qualunque dispositivo, compresi quelli a bordo degli aerei. 2) La macrovision. È una criptatura che protegge il supporto dalla copia illegale. Naturalmente l’ho deselezionata dal pannello di opzioni del disco. 3) Il telecomando dei lettori casalinghi riporta in norma quattro pulsanti di navigazione, un tasto “menu”, uno “title” ed uno “back”. Il DVD dovrà reagire in modo corretto all’eventuale pressione di uno di questi tasti. Al disco può essere aggiunta una sezione “ROM”, leggibile solo tramite computer. Questa tesina sarà esportata nel comodo formato PDF e allegata al DVD proprio con questo sistema.
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