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Elementi dell'interfaccia
Agevolezza e intuitività nell'uso, sobrietà estetica e il bisogno di favorire per quanto possibile una certa agilità in fase di realizzazione sono perciò i criteri che hanno ispirato questa interfaccia, una stanza di 450 x 400 x 300 cm che contiene i seguenti elementi: All'interno di questo spazio virtuale il presentatore si muove sia per spiegare come l'interfaccia dovrà essere utilizzata, cosa l'utente dovrà selezionare a seconda dei contenuti che vorrà navigare, sia per agire conseguentemente alle selezioni attivate. Spiegherò successivamente come ciò avviene nello specifico.
Il video-wall (funzioni del settore arancione). Il video-wall ricopre nell'economia dell'interfaccia il più importante dei ruoli: attraverso esso, infatti, l'utente dovrà selezionare i contenuti artistici e didascalici che vorrà visionare. Nella modalità selezionabile, il video-wall si presenta all'utente centrato in un'inquadratura frontale. Considerando che la presenza della parte alta del corpo del presentatore (7), nell'inquadratura frontale di selezione, comporta quasi sicuramente la copertura di almeno quattro schermi (tre a causa delle spalle e uno a causa della testa), rimangono ben visibili 17 schermi (tanti quanto ne occorrono a noi), uno per artista. E' possibile, per favorire l'utenza, aggiungere sopra al video-wall una banda su cui compaiono scritte che riprendono la didascalia dello schermo evidenziato se questa non fosse ben visibile. Tre sono le opzioni per presentare il campo di scelta: Ritengo che la seconda opzione sia quella da perseguire perché appesantisce minormente la quantità di informazioni date ed evita in tal modo l'insorgere di confusione; mantiene nonostante tutto un certo tasso di mobilità sufficiente a trasmettere interesse e piacevolezza alla visione; ultima, ma non meno importante argomentazione, permette di monitorare la posizione del cursore (in particolare nella versione televisiva in cui esso manca) senza dover ricorrere a cambiamenti di illuminazione dannosi per la riconoscibilità delle immagini non evidenziate, oppure cornici brillanti che romperebbero l'illusione di realtà. Ogni riquadro che mostra un contenuto è anche un tasto attivo, la cui selezione rimanda o ad una sotto-selezione o alla riproduzione del filmato prescelto. Parlerò successivamente del programma che svolge questa funzione. Anche le mani del presentatore sono tasti attivi. Ben visibili nella parte bassa dello schermo, appoggiate sulla console, servono all'utente per tornare indietro nella selezione: se selezionate dal cursore, una porta indietro di un livello mentre l'altra spegne la moviola, attivando il video di ritorno alla selezione principale.
L'archivio (funzioni del settore viola). L'archivio serve solamente a contenere un libro elettronico, in pratica uno schermo pieghevole incassato in una copertina, che è prelevato dal presentatore, aperto completamente tenendolo in mano e posto a favore di telecamera; portato da una zoomata a coincidere con lo schermo della periferica, elenca e consente la selezione dei contenuti collaterali. Questa è esteticamente l'interfaccia più classica tra quelle proposte da questo progetto, simile ad una "comune" finestra di Explorer. Anche in questo caso sono possibili due opzioni di distribuzione: In questo caso la scelta è meno immediata. I trailers, infatti, non sono importanti come nella selezione dei video artistici; i testi non necessitano di anteprime, i video di questa sezione sono strumenti di approfondimento senza fini spettacolari, quindi un loro trailer sarebbe privato della sua funzione primaria che è proprio informare il pubblico sugli elementi spettacolari della storia filmata. Le fotografie (se ce ne fossero) potrebbero essere munite sensatamente di una breve sequenza di esse come anteprima, se esse fossero raccolte in cartelle secondo le loro affinità. Nel merito dei modi di disposizione: la prima rischia meno di generare confusione, presentandosi con una distribuzione più rigida e separata dei campi; la seconda evita di lasciare vuoti spiacevoli all'interno del campo visivo. Fatte queste considerazioni, reputo che una pagina riempita nella sua interezza di oggetti che si rifanno alla veste grafica dei files nei comuni Sistemi Operativi, sia la soluzione migliore, perché più equilibrata nella gestione dello spazio, non lascia troppi vuoti ed eventuali anteprime possono apparire in sovrimpressione senza pregiudicare la distribuzione delle risorse. In conclusione, ogni pagina deve ovviamente contenere in posizione periferica un comando per tornare alla Stanza della Moviola e, eventualmente, un altro comando per tornare indietro da eventuali livelli inferiori di selezione.
La porta La funzione della porta è solo attivare il processo che porta alla conclusione del DVD: a tutti gli effetti essa è "l'uscita".
Il presentatore (8) Con la sola eccezione dei momenti in cui vengono visualizzati i contenuti finali del DVD, l'utente è sempre accompagnato nella navigazione dei contenuti da una figura umana reale. Il presentatore è l'attore principale dell'interfaccia e dei video che illustrano i contenuti collaterali nei quali sarà necessaria una narrazione, interna o esterna secondo i casi. Il modo con cui apparirà al pubblico deve rispettare alcuni criteri: un ragazzo o una ragazza intorno ai 24-25 anni ritengo siano l'ideale per trasmettere freschezza, contemporaneità e interesse per la cultura da parte dei giovani, ma anche una persona più matura può essere destinata a questo luogo. E' preferibile cercare di evitare, per quanto possibile, l'identificazione dell'uomo con un accademico o un burocrate perché ciò potrebbe appesantire la visione; sarebbe anche auspicabile la neutralità rispetto a specifici indirizzi estetici, politici o religiosi per dare al prodotto finale di questo progetto il più vasto target di sbocco. Ovviamente l'attenzione alle diversità delle tradizioni e delle morali del pubblico non deve impedire che il presentatore abbia una sua personalità, né che possa mostrare segni di eccentricità: è insensato fargli indossare vestiti di un solo colore o di tinte poco saturate (9), quanto pretendere un atteggiamento militaresco o altri tipi di comportamenti che lo renderebbero parodistico (10). Il suo linguaggio deve essere rapido ed incisivo, formale e pertinente ad un livello lessicale medio: dopotutto Digital Memories è un progetto universitario.
Note 6) La figura 1 mostra anche una sedia. Si ritiene tuttavia, che essa non debba far parte della rappresentazione tridimensionale, ma debba essere inserita successivamente nella sovrimpressione come elemento reale insieme al presentatore. 7) Per la buona riuscita del progetto è essenziale che il presentatore sia una persona minuta, a meno di non affidarsi in fase di post - produzione ad artifici digitali "hobbit-zanti" che temo sminuirebbero la realisticità dell'insieme. 8) L'uso della forma maschile è generica, qui come sempre in questo testo. 9) Ad esempio tinte pastello molto fini, oppure verdi e marroni senescenti. Colori che rischiano di essere renderizzati troppo verso il grigio dalla ripresa e dall'elaborazione. Anche se è vero che la tecnologia DV consente risoluzioni elevate e palette di colori, prima di procedere in tal senso è bene verificare le potenzialità del materiale di registrazione a disposizione. 10) Come dotarlo di un marcato accento bolognese.
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