| | ||||||||||||||||||||||||||
| NOEMA Home SPECIALS DVD Digital Memories: proposta di interfaccia grafica utente | Tecnologie e Società | |||||||||||||||||||||||||
|
Nella stanza della moviola
Montaggio Le clips video ambientate nella "Stanza della Moviola" implicano la fusione tra tre elementi differenti: una scenografia virtuale, una colonna sonora e un filmato reali. La scenografia è la "Stanza della moviola" mentre il filmato reale inscena il presentatore che compie i movimenti prestabiliti in una sala attrezzata con Blue Screen; la traccia audio contiene la voce del presentatore. Bisogna scegliere se l'integrazione va portata a termine prima della loro implementazione con gli strumenti interattivi, oppure direttamente durante la sessione di Macromedia Director. Nascono alcuni dubbi. Director è stato esplicitamente ideato come strumento di integrazione multimediale per mezzo di una metafora cinematografica: gli elementi prescelti vengono raccolti, organizzati ed assemblati come oggetti di scena ordinati secondo una time - line, esattamente come per un film. Sembra prestarsi perfettamente al compito di sovrapporre e sincronizzare le tre parti; ma bisogna tenere presente, per come è stata concepita e disegnata la finestra di Score (che mostra gli elementi disposti lungo la time-line mantenendo una rigida suddivisione in frames) che questo programma diventa quantomeno scomodo da usare, se il prodotto diventa eccessivamente lungo. Tuttavia non è questa la preoccupazione principale: questi video hanno, infatti, una lunghezza ridotta. Reputo che un programma specifico per l'editing cinematografico sia più utile per le basilari operazioni di montaggio e sincronizzazione, oltre a favorire una maggior cura nella sovrapposizione in CromaKey che minimizzi o azzeri il rischio di imperfezione (fastidiosamente evidenziato, talora massicciamente, dal misticheggiante alone violetto). I filmati, una volta completi, sono importabili in Director praticamente da qualunque estensione.
Interattivizzazione Com'è stato chiarito precedentemente, i video nella "Stanza della Moviola" sono, oltre che oggetto estetico (24), primario strumento di interazione con l'utente. Secondo l'intenzione originaria, i video si rendono disponibili all'interazione soltanto al loro termine, così da permettere all'utente di ascoltare la spiegazione fornita dal presentatore, senza che accidentali pressioni dei tasti del mouse non sortiscano effetti che egli potrebbe non comprendere ancora. Dunque, al termine di ogni video, l'ultimo fotogramma rimane fisso ad attendere istruzioni; perché sia possibile è necessario conferire ad esso la sensibilità al contesto. Affidandosi a strumenti tipici dell'authoring di pagine Web, bisogna editare un'immagine GIF interlacciata identica all'ultimo fotogramma dei video, cui sarà posposta. Alla normale velocità di riproduzione nulla verrà notato dall'utente. Affinché l'immagine diventi sensibile al contesto è necessario mapparla (da to map = tracciare una mappa), cioè sovrapporvi una griglia sulla quale possano, con precisione, essere definiti punti in base a coordinate cartesiane e tracciati dei poligoni: solo in questo modo il computer può essere abilitato a riconoscere su quale specifico punto del quadro si trova il selettore, e riferire la corretta istruzione. Ottenuta questa mappa, la si include in una pagina Web: i server WWW che offrono il servizio Imagemap (ormai praticamente tutti), sono programmati per ricevere questa istruzione ed applicare il relativo pacchetto di azioni (25). Occorrono programmi, specializzati o no, per l'authoring di context-sensitive images che evitano il complicato calcolo manuale: uno di questi è MAP edit (26), che però è utilizzabile solo su piattaforme Microsoft® Windows® nelle versioni 95, 98 e NT. Anche Microsoft® Word® e Microsoft® Powerpoint® (entrambi nelle versioni 2000) consentono di creare collages di forme ed immagini mappate attraverso le proprietà dei rispettivi compilatori HTML (una capacità che sorprendentemente manca a FrontPage, il programma deputato espressamente all'editing testuale in HTML; è solo possibile copiare i gruppi di tag una volta salvato il file in formato HTML con un altro programma). Ritengo tuttavia che questi strumenti siano inadatti al buon fine del progetto perché vincolando ai propri standard gli oggetti importati li renderebbero inutilizzabili ad altri scopi. Esiste tuttavia una procedura alternativa a quanto descritto, messa a disposizione dagli strumenti di Macromedia Director, per sensibilizzare l'immagine conclusiva. L'uso delle virgolette è motivato: non si tratta, infatti, di una vera e propria mappatura, bensì di una sovrapposizione mirata dell'immagine con figure trasparenti collegate ipertestualmente ad altri elementi. La geometria delle aree linkabili (rettangolari) non combacia con i contorni effettivi degli elementi. Fondamentale, per la sensatezza di una simile applicazione, è la possibilità di sfruttare nell'authoring finale del DVD i formati di salvataggio video/animazione propri di Director, mantenendo attive le funzioni impostate tramite gli scripts che in altri formati andrebbero perdute: *.exe (Proiettore di Director), *.osx (Proiettore di Macintosh) e *.dcr (File di Macromedia Shockwave). Macromedia Director genera suoi propri filmati (Director Movies) che contengono oggetti mediali eterogenei, posti in relazione attraverso la composizione grafica e l'implementazione di scripts in Lingo o JavaScript (la versione MX supporta entrambi i linguaggi). Ai Director Movies può essere data qualsiasi dimensione, e questo li rende strumenti adattabili a tutte le esigenze di redazione e pubblicitarie. Prima di cominciare la creazione dell'interfaccia, una volta aperto il programma, bisogna assegnare la grandezza corretta all'area attiva di visualizzazione, e per fare ciò è sufficiente cliccare la paletta Movie nella parte alta del Property Inspector (che si trova sulla destra della finestra), e selezionare lo Stage Size dalla finestra di scelta multipla oppure manualmente. La procedura descritta spiega come si può ottenere l'effetto di sensibilità al contesto simile al riferimento su mappa, attraverso l'utilizzo di una forma e di uno script Lingo su Macromedia Director.
Nella riga 2 scrivere _movie.go (). Nello spazio in alto nella finestra scrivere il nome dell'istruzione e uscire. Lo script rimane salvato ancorato alla forma; compare con il nome assegnato nel cast. Una volta portata a termine l'authoring del Director Movie bisogna tornare a completare questa istruzione, inserendo tra le parentesi il numero del frame in cui viene fatto cominciare il filmato relativo. 6. Assicurandosi che la forma sia ancora selezionata, cliccare la paletta "Shape" nel Property Inspector: appaiono in alto una finestra di selezione multipla Shape e un checkbox Filled contrassegnato subito sotto. Deselezionando quest'ultima opzione, la forma dovrebbe diventare invisibile. 7. Nella finestra Score, ridurre entrambe le durate degli oggetti a un solo frame, prestando attenzione che rimangano incolonnate: il programma deve, infatti, sapere che la forma e la sua istruzione devono essere attivate solo in corrispondenza della visualizzazione dell'immagine. Queste istruzioni sono ripetibili per più parti dell'immagine scelta, con l'avvertenza che se due forme dovessero sovrapporsi in qualche percentuale, il sistema applicherà l'istruzione assegnata a quella che si trova in primo piano. Fino qua si è stabilito come dare operatività agli strumenti di selezione contenuti. Adesso bisogna completare il Director Movie inserendo i filmati didascalici. Giunti a questo stato del lavoro bisogna creare i Movie scripts, ossia le istruzioni che servono a controllare lo spostamento del Playhead (32) lungo la time - line. Il linguaggio usato è Lingo.
Questa istruzione indica al programma di portare il Playhead al frame contrassegnato dal Maker "Archivio" e di proseguire con la riproduzione.
Completare la riga 2 con la dicitura movie.go(_movie.frame), quindi assegnare all'istruzione il nome "Stopplay" (nella stringa visibile nella parte alta della finestra accanto all'icona rappresentate un quadrato vuoto) e chiudere la finestra; lo script compare nel frame e in un riquadro nel Cast Member. Questo comando impone al Playhead di ripetere questo frame all'infinito, in pratica di fermarsi su di esso; combinato con le istruzioni assegnate alle forme fa sì che solo la selezione di un elemento faccia proseguire la riproduzione.
essendo "Default" un Maker posto in corrispondenza dell'immagine-strumento finale del video n 3; quest'ultima è già stata combinata con il proprio script, e quindi il playhead si ferma su di essa permettendo la selezione all'utente. L'uscita dal progetto passa, come detto, attraverso una clip video di verifica dell'intenzione dell'utente. I passaggi seguenti descrivono come creare l'attesa di 5 secondi, durante la quale sarà possibile all'utente cliccare una seconda, definitiva volta la porta oppure attendere. Si è detto che il contributo con i crediti finali potrà essere saltato dall'utente. Egli può sempre e comunque bloccare la riproduzione del DVD attraverso i comandi del lettore; c'è una procedura per uscire con il click del mouse o tasto OK del telecomando, oppure lasciando terminare la clip.
disponendo così la chiusura automatica dell'applicazione al termine del progetto.
Così si predispone che alla pressione del mouse o del tasto di conferma, si chiuda ugualmente l'applicazione.
Note 24) E, aggiungo, impliciti panegirici alle tecnologie multimediali. 25) Per un breve approfondimento T. Daniotti, HTML 4 Flash, Milano, Apogeo, 2001, pagg. 69 – 73. 26) MAPedit 2.63., Boutell.Com. 27) In Director il cast member è un elemento della finestra cast che elenca tutti gli elementi della composizione, anche quelli non visivi. 28) Stage è la finestra che consente la composizione grafica e la visualizzazione dell’anteprima del risultato finale. 29) Sono definiti sprite channels gli insiemi temporalizzati di frames nei quali devono essere collocati gli elementi visivi della composizione. 30) Score è la finestra che include il cast, gli sprite channels e i parameters channels e mostra come sono organizzati gli elementi rispetto alla time-line. 31) E' definito behaviour uno script assegnato ad uno o più sprite channels. 32) E' il cursore che nello score informa sull'avanzamento del Director Movie (in modalità Play) e indica il frame visualizzato nello stage (in modalità Editing).
| |||||||||||||||||||||||||
| | ||||||||||||||||||||||||||