NOEMA Home SPECIALS › DVD Digital Memories: proposta di interfaccia grafica utente
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Come utilizzare l'interfaccia

 

 

 

 

Come si evince dall'organigramma dei contenuti strumentali, l'accoglimento e l'indirizzamento dell'utente è sempre assolto da brevi filmati (non più lunghi di 30 secondi), nei quali il presentatore racconta del progetto e dei suoi contenuti, e di come navigare attraverso questi ultimi. A questo scopo riveste particolare importanza il Video n°3 che dovrebbe essere costruito non da un semplice lavoro di ripresa (come i video n 1 e 2), ma dalla sovrapposizione di un girato effettuato su sfondo blu con i file che rappresentano la Stanza della Moviola. Giunto al termine questo filmato, il software predispone all'uso un'immagine fissa, corrispondente all'ultimo fotogramma, che diventa sensibile al contesto e permette la selezione dei vari materiali a disposizione (11). Quando il DVD è avviato da un utente, appare innanzi tutto una pagina contenente:

1. eventuali avvisi al pubblico sugli usi del DVD in base alle normative vigenti;

2. i crediti principali relativi all'Università di Bologna ed al Comune di Bologna, e ad altri partners se fossero presenti;

3. il titolo Digital Memories ed eventuali sottotitoli.

A questa fase succede l'inizio di un video in cui il presentatore, camminando per le strade di Bologna (12), seguendo un tragitto che lo conduce alla fine a Palazzo Marescotti o ad un'altra sede dell'Università ritenuta idonea, descrive prima di tutto la storia e la poetica della ricerca artistica video - informatica, per poi passare a inquadrare il fenomeno nell'ambito del progetto Digital Memories. E' essenziale che al termine del video n 2 il presentatore entri in una stanza, invitando il pubblico a seguirlo: il successivo video n 3 partirà proprio da questo ingresso ormai avvenuto e dalla chiusura della porta. L'ambiente di questo video è la Stanza della Moviola. Il presentatore guadagna il centro e illustra le funzioni: l'utente accede alla selezione dei contenuti artistici cliccando la parte dello schermo in cui si trova il video - wall, ai contenuti collaterali, cliccando l'archivio, ai crediti finali e all'uscita dal DVD cliccando la porta. Fatto ciò, il presentatore si accomoda su una sedia, posta su una direttrice che forma un angolo di circa 30° con la base dello schermo (in modo da dare in parte le spalle al pubblico). Questa posizione degli elementi costituisce il default. Il video n 3 è terminato: al suo posto è visualizzata un'immagine statica, copia esatta dell'ultimo frame del filmato, sensibile al contesto, e quindi attrezzata a ricevere i comandi dall'utente (13).

Spiegherò in seguito come sia possibile realizzare e rendere operativo quest'effetto. A seconda dell'istruzione ricevuta, il software interno attiva un diverso video, di brevissima durata, in cui il presentatore si alza dalla sedia e va a predisporre gli elementi della selezione successiva. La posizione della cinepresa deve in ogni caso portare alla visualizzazione frontale del dispositivo di selezione contenuti (nelle modalità descritte nei rispettivi capitoli). Inversamente, i video di ritorno mostrano il presentatore disattivare gli elementi finora utilizzati e tornare alla posizione di default. La fruizione dei filmati artistici e dei testi didascalici di complemento, raccolti e presentati tramite il video - wall, non può prescindere dalla visione a schermo intero, in modo particolare per quanto riguarda la versione TV (in cui l'immagine appare meno nitida). La scelta di un contenuto attiva perciò una finestra appositamente predisposta. Dividere lo spazio di tale finestra fra le due componenti mediali potrebbe essere una soluzione didatticamente apprezzabile, ma ritengo sia pragmaticamente da sconsigliare per due motivi:

1. troppa la differenza tra l'illuminazione necessaria ad un'efficace riproduzione dei filmati, da quella necessaria alla chiara lettura del testo; una avviene su sfondo nero ed è indispensabile che non vi siano elementi luminosi fuori la cornice, l'altra avviene generalmente su sfondo bianco e, anche fosse scelto un altro colore o texture per il background, ogni buon redattore sa che parificare eccessivamente i parametri cromatici di testo e sfondo rende disagevole la lettura ed altrettanto accade utilizzando caratteri dalla forma irregolare, troppo massicci o troppo sottili o ricchi di grazie (14);

2. l'inflessibilità dell'hardware (e la risoluzione non elevata, specie dei televisori) comporta un sacrificio delle dimensioni dei componenti mediali: ciò corrisponde ad un'invalidazione degli scopi stessi della riproduzione a schermo intero, ed una conseguente diminuzione delle probabilità di efficacia della presentazione, in modo particolare dei testi.

Ciò che propongo è dunque di affidare l'esposizione dei testi ad una finestra specifica, ovviamente selezionabile a partire dal video - wall, oppure di sequenzializzare i due componenti, se si dovesse stabilire che la lettura dei testi sia prodromo indispensabile per una visione consapevolmente critica. Questa scelta editoriale, svincolando il tempo di lettura da quello di riproduzione, consente inoltre l'applicazione alla finestra di uno script che la chiuda automaticamente al termine del filmato e ritorni al livello della modalità selezione contenuti cui l'utente era giunto. Il documento scritto può essere chiuso con un comando apposito che sempre comporta il ritorno.

Le stesse modalità di visualizzazione vanno applicate anche ai contenuti dell'archivio. La procedura di uscita ha inizio dalla porta. Se viene selezionata, il presentatore volta la sedia verso la telecamera, ma senza alzarsi. Questo espediente permette all'utente di identificare la funzione (negli altri casi, infatti, non v'è indugio sulle richieste). Il presentatore, guardando in macchina, spiega all'utente come regolare il proprio comportamento pronunciando una frase come "Se vuoi uscire dal DVD clicca nuovamente la porta entro 5 secondi". Terminato il breve filmato, l'immagine rimane ferma per 5 secondi e, se la porta non viene nuovamente selezionata, si attiva automaticamente un filmato di ritorno che porta l'interfaccia alla posizione di default. Il timer ottiene un duplice scopo: impedisce che una distrazione chiuda il DVD costringendo l'utente ad un fastidioso riavvio ed evitare l'inserimento di nuovi tasti nell'immagine. Nel caso in cui l'uscita dal DVD sia autorizzata, il presentatore si alza e ringrazia, dopo di che apre la porta, spegne la luce ed esce lasciano lo schermo nero. In sovrimpressione scorreranno i crediti fino al ritorno automatico al termine del processo (15).

 

Note

11) Anche i video n 4, 5, 6, 7 e 8, che collegano le interfacce selettive di secondo e terzo grado, sono realizzati con il medesimo sfondo e dispongono di scripts che avviano il medesimo comportamento una volta terminati.

12) La città di Bologna deve essere chiaramente riconoscibile, se non altro in ossequio ai due Enti promotori del progetto.

13) Con un procedimento più ardito è possibile sovrapporre alla figura del presentatore seduto un filmato riprodotto continuativamente dello stesso presentatore seduto che periodicamente richiama l'attenzione dell'utente nel caso questo si attardi eccessivamente nella scelta.

14) I tratti che uniscono le lettere.

15) Questa ultima sezione potrà essere chiusa anticipatamente con un click del mouse, fermo restando quanto ricordato dalla nota n 1.